Emergenza scuole, I Moderati per Urbino: "Una guerra tra poveri"

iis raffaello 3' di lettura 19/09/2019 - Senza aule... Per colpa di chi? Puntualmente la guerra tra poveri (cioè chi le aule deve andarsele a cercare per una situazione emergenziale o meno) è partita.

Massimo rispetto per le preoccupazioni di alunni e genitori di fronte all’impensabile: inagibilità di un istituto che fino a due mesi prima ospitava esami di Stato ed alunni. Per la questione attribuzione dei locali contesi (quelli del Baldi concessi all’Accademia di Belle Arti nel 2014 a tempo determinato) c’è già la magistratura al lavoro e non per l’emergenza in atto. Mentre la magistratura fa il suo corso il Comitato dei genitori, che chiede giustamente aule per i figli, pur sapendo che le aule rivendicate non risolverebbero il problema, potrebbe concentrarsi su altre questioni rilevanti: perché nessuno ha avuto accesso agli atti che hanno decretato la chiusura di tre istituti nella Provincia?

Neanche i dirigenti hanno avuto la possibilità di visionare i risultati dei controlli effettuati. Alla richiesta di accesso agli atti, di un consigliere comunale fanese (Tommaso Mazzanti, M5S), è stato risposto picche: non ha titolo perché consigliere comunale a Fano. Ovviamente il consigliere comunale - che è comunque un cittadino- ha ripresentato la domanda in altra veste - quella appunto di cittadino- nonostante l’accesso civico generalizzato sia già legge dello Stato. Gli stakeholders nostrani non hanno mosso un dito ma lucrano sulle aule concesse “illo tempore” all’Accademia. Non è il tempo delle polemiche, soprattutto quelle inutili.

Le priorità son altre cioè garantire il “regolare” inizio delle lezioni pur tra mille disagi per tutti. La soluzione dei moduli andava evitata come la peste, se non altro per il ragionevole sospetto che quella sarebbe stata per x anni (molti) la sede dell’istituto “sfollato”. Chi di dovere però, dovrebbe preoccuparsi di altro e non delle aule concesse all’Accademia, dove la magistratura ha già il suo bel da fare. Ci son responsabilità da appurare e un futuro da pianificare visto che la ricostruzione sarà lunga e difficile. Dire: “Io studio ad Urbino” - gli slogan piacciono e fan “figo” ma non sono la panacea di tutti i mali - non basta: il dove e il come non son dettagli. Il dove, al netto della sopracitata guerra tra poveri (ad Urbino studiano anche i ragazzi dell’Accademia), va valutato alla luce di quelle che potrebbero esser le ricadute positive per la comunità, sempre si abbia una visione del futuro prossimo. In una città spettrale recuperare locali per uso scolastico (lavori sovvenzionati dallo Stato vista l’emergenza) sarebbe cosa buona e giusta!

Così come chiedere ragioni e visionare atti. Cosa ha fatto la Provincia prima e non ora? La Provincia cade dalle nuvole? Erano istituti sicuri fino al giorno prima. Eppure i controlli erano stati effettuati. È lecito chiedersi quali fossero stati i controlli e chi li abbia effettuati? Se ci sono responsabilità qualcuno deve farsene carico. Ad oggi ci sono ancora troppe ombre. La guerra tra poveri non serve a far luce su una vicenda che tocca tutti anche chi ha i figli altrove. Certi che altrove i bambini siano sicuri pur comodamente allocati? Siamo certi che far traslocare altri poveri cristi sia la soluzione buona e giusta? Ad Urbino nessuno ha avuto la lungimiranza di chiedere cose dovute. A Fano ci hanno provato (e ci riprovano).






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-09-2019 alle 23:19 sul giornale del 20 settembre 2019 - 631 letture

In questo articolo si parla di urbino, politica, , scuole superiori, emergenza scuole, i moderati per urbino, chiusura iis raffaello

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/baNf





logoEV