Scuole, discarica, ospedale... Sinistra per Urbino: "Gambini nuoce gravemente alla città di Urbino"

nuoce gravemente alla salute 3' di lettura 20/09/2019 - Da anni docenti e famiglie esprimevano preoccupazioni sulla messa in sicurezza del Liceo Classico: si è aspettato invece che il problema esplodesse mettendo a repentaglio l’anno scolastico. Gli studenti e il personale saranno spalmati in varie sedi provvisorie con gravi disagi. E che ne sarà, a questo punto, della prevista ma mai avviata ristrutturazione di Piansevero?

Abbiamo appreso dai giornali che la discarica di Cà Lucio verrà riaperta, nonostante una sentenza contraria del Consiglio di Stato. Alla fine di settembre del 2016 Gambini affermava che “la discarica di Ca’ Lucio sarà chiusa in 5 anni”: conosciamo adesso quanto valga la sua parola, cioè zero. Intanto l’emergenza ambientale rimane e si è solo placata la protesta dei residenti con incentivi economici sulle bollette. Ma la salute non si monetizza e i danni ambientali ricadono su tutto il territorio e per i decenni futuri.

Continuano anche i disagi all’ospedale di Urbino, dovuti all’endemica mancanza di personale: ci scrive una signora che ha dovuto attendere nove ore al pronto soccorso e non è certo l’unico caso.

Nel frattempo, l’anniversario della morte di Volponi è passato sotto silenzio e sulla ferrovia nessuna iniziativa è stata presa nonostante le tante promesse.

Anche la manutenzione del territorio è del tutto insufficiente: a Urbino 2 - ma tanto, sono migranti! - da giorni manca l’illuminazione pubblica.

A Mazzaferro invece è da più di un anno transennata la strada che porta alla scuola elementare, mentre il camminamento che unisce il quartiere al centro rimane solo argomento della campagna elettorale (l’ultima e quella precedente). Sempre a Mazzaferro, in via Grandi ogni tre/quattro mesi si rompe la condotta idrica, sempre nello stesso punto, con perdita di centinaia di litri d’acqua - tanto pagano i contribuenti!

Anche la strada per il Tufo e Montesoffio è a rischio: stretta e piena di curve, senza limiti di velocità, percorsa da camion e da motociclisti che la scambiano per una pista di Misano.

Potremmo continuare a lungo.

Gambini in campagna elettorale ha riaffermato di non essere né di destra né di sinistra. Ma dopo aver portato in Consiglio Comunale la Lega, ora si è presentato in conferenza stampa con la Foschi tessendo le lodi di Berlusconi e di Forza Italia. È ormai un militante e attivista di destra: materia di riflessione per quei cittadini di sinistra che abbindolati da qualche promessa o da qualche prebenda gli hanno confermato il consenso il 26 maggio. E anche per quei “democratici” che sono corsi ad arruolarsi tra le sue file per qualche poltrona o per scampoli di visibilità.

Le sue nuove idee di destra, del resto, si sono subito materializzate in una battaglia contro le associazioni progressiste di volontariato della città, come l’Istituto della Storia della Resistenza e Legambiente - Centro di Educazione Ambientale.

Il quadro che ne esce è desolante. Manca non solo un progetto di città, - pretesa eccessiva da questo sindaco e dai suoi collaboratori - ma anche attenzione alle cose piccole ma importanti.

La città sta morendo, la popolazione, in calo preoccupante, invecchia mentre i giovani l’abbandonano, soprattutto i suoi cervelli più talentuosi. Gli esercizi commerciali chiudono, diminuiscono le attività produttive, nonostante la presenza dell’Università e il patrocinio UNESCO.

Urbino a settembre appare una città allo sbando e la colpa è in primo luogo del Primo Cittadino e di chi ne ha sostenuto la rielezione. Il nostro auspicio è che le opposizioni riescano a condurre una battaglia comune, con iniziative sulle questioni più urgenti, per metterlo di fronte alle sue responsabilità.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-09-2019 alle 20:37 sul giornale del 20 settembre 2019 - 637 letture

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