La mancata incoronazione del divin critico, l’autogol del sindaco Gambini

vittorio sgarbi|Maurizio gambini| 2' di lettura 16/12/2019 - Memore dei “palloni gonfiati” il sindaco Gambini è sceso in campo e ha fatto un autogol clamoroso sulla istituzione della figura del pro-sindaco a cui aveva designato Sgarbi.

Il Consiglio comunale che il 14 dicembre avrebbe dovuto procedere alla incoronazione del “divin critico”, è stato infatti rinviato per accertata incompatibilità essendo Sgarbi sindaco di Sutri e quindi ineleggibile alla carica di consigliere in altro Comune, requisito inserito nell’art.19 bis che ha integrato lo Statuto comunale introducendo la figura del pro-sindaco. A nulla sono serviti gli inviti dell’opposizione a riflettere sulla necessità di istituire la carica e sulla possibile incompatibilità con l’art. 60 del Tuel, il testo unico degli Enti locali.

E adesso? Adesso Gambini non recede e ha dichiarato che procederà a una modifica della delibera per eliminare l’incompatibilità. Evidentemente le figuracce per lui sono un energizzante, tanto più che il segretario comunale si è assunta la responsabilità dell’errore il che non assolve il sindaco e la Giunta da una decisione che può provocare altri conflitti sul piano normativo. È facile prevedere che il pro-sindaco in pectore, poco rispettoso delle formalità e dei regolamenti, sarà difficilmente contenibile rispetto ai limiti previsti dal comma 4 del 19 bis: “Il pro-sindaco non può adottare atti a rilevanza esterna né compiere atti di gestione e non ha poteri o competenze sui settori, servizi, uffici comunali e sui relativi dipendenti”.

E proprio su questo punto il sindaco continua a contraddirsi. Anche oggi, domenica 15, dichiara al “Carlino” che il pro-sindaco avrà solo un ruolo di rappresentanza istituzionale aggiungendo, però, che sarà “a supporto del sindaco in alcune materie”, quali non è dato sapere, ma è facile prevedere invasioni sul piano amministrativo. Una faciloneria e arroganza che non consentono al sindaco di valutare con obiettività le conseguenze sul piano istituzionale trascinandolo nel ridicolo quando addossa la responsabilità dei suoi errori all’opposizione per non avere collaborato.

Lo invitiamo a rendere dichiarazioni più riflessive evitando il vittimismo e le continue contraddizioni. Si concentri sui problemi reali della città che sono tanti e complicati. Questo secondo mandato, sebbene ancora agli inizi, evidenzia un logoramento e un “arrocco” nel puro esercizio del potere che non ammette discussioni e non tollera le critiche. Un brutto segnale le cui complicazioni sono già evidenti e destinante a moltiplicarsi senza un atteggiamento più disponibile all’ascolto.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-12-2019 alle 08:00 sul giornale del 16 dicembre 2019 - 287 letture

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