Celebrazioni raffaellesche, Sgarbi fuori dal comitato, Sinistra per Urbino: "Una notizia che fa bene alla cultura"

vittorio sgarbi 2' di lettura 20/01/2020 - La notizia che Tomaso Montanari sostituirà Vittorio Sgarbi nel Comitato nazionale per le celebrazioni raffaellesche è di quelle che fanno bene alla cultura e sicuramente anche alla qualità delle iniziative che il Comitato potrà realizzare avendone tempo fino a tutto il 2021.

La decisione dell’ex ministro Lorenzo Fioramonti è stata presa il giorno stesso delle due dimissioni il 23 dicembre 2019, motivata, con ironia, dal fatto che Sgarbi si era lamentato per i troppi impegni. Al di là della battuta di Fioramonti sembra chiaro che le vere ragioni del provvedimento derivino dalla convinzione della inaffidabilità culturale di Sgarbi e da una potenziale commistione tra pubblici incarichi e le sue multiformi attività.

La reazione di Sgarbi non si è fatta attendere: un concentrato di insulti contro Montanari, professore ordinario di Storia moderna all’Università per stranieri di Siena, dopo aver insegnato a Roma Tor Vergata e alla Federico II di Napoli, critico d’arte e studioso con un curriculum scientifico ineccepibile in relazione al compito per cui è stato nominato.

Sinistra per Urbino ricorda che a suo tempo aveva sottolineato che la nomina di Sgarbi, effettuata dall’allora ministro del MIUR Fedeli, non rispettava quanto previsto dall’art. 3, comma 2, della Legge istitutiva del Comitato nazionale per il quale i membri, nella fattispecie quelli per le celebrazioni di Raffaello, “sono scelti tra esponenti della cultura italiana e internazionale di comprovata competenza e conoscenza della vita e delle opere di Raffaello”. Visionammo il curriculum scientifico di Sgarbi e fra i suoi 76 lavori non abbiamo trovato alcun contributo specifico su Raffaello. Considerato che la designazione era stata fatta dal ministro Fedeli non c’era da meravigliarsi essendo note la sua inadeguatezza e l’ipocrita esaltazione del “merito”.

La stampa nazionale aveva fatto finta di nulla con l’eccezione di Daniela Ranieri che sul “Fatto Quotidiano” sottolineò come ormai nessuno può fare a meno di Sgarbi, “specchio di una gran parte del paese anestetizzata dalla volgarità mediatica del personaggio e dal suo narcisismo patologico che ha fatto dell’affabulazione uno strumento di corruzione intellettuale” mentre “la qualità della sua produzione scientifica è quasi nulla, come è nulla una qualsiasi sua positiva ricaduta sulla critica d’arte”.

Questa decisione, a pochi giorni dall’incoronazione di Sgarbi a prosindaco, dovrebbe far riflettere il sindaco Gambini che ha affidato il governo cittadino a personaggi politicamente discutibili sul piano progettuale e programmatico, chiamati a rilanciare una città in caduta libera sul piano culturale e commerciale e un calo demografico sempre più preoccupante che richiederebbe interventi organici e trasparenti invece della politica degli annunci.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-01-2020 alle 09:57 sul giornale del 20 gennaio 2020 - 855 letture

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