Sgarbi, Mattarella, notizie occultate e un sindaco in imbarazzo

vittorio sgarbi|Maurizio gambini| 3' di lettura 20/01/2020 - Per deontologia professionale i giornalisti devono pubblicare le notizie, anche quelle scomode per la linea del giornale. Non sono un ingenuo: così fan tutti usando il vecchio, ma sempre utile espediente distrattivo.

Prendiamo la notizia della sostituzione di Sgarbi nel Comitato nazionale per le celebrazioni raffaellesche con il prof. Tomaso Montanari, certamente una notizia succosa su cui buttarsi a capofitto. Ma per “il Resto del Carlino” la notizia da dare, evidenziata anche nello “strillo”, è un’altra: Sgarbi rilancia e invita Mattarella in città.

Da decenni non avveniva che il “Carlino” si facesse scippare dal “Corriere Adriatico” una notizia importante, relegandola in sordina fra le righe dell’invito a Mattarella. Dobbiamo credere a un caso? Certo che no. Di fianco, in rilievo grafico, la difesa del pro-sindaco in pectore, lo diventerà ufficialmente giovedì 23 gennaio, è affidata a una dichiarazione imbarazzata e lamentosa del sindaco Gambini che esalta quanto fatto da “Vittorio” per le celebrazioni di Raffaello e la città riuscendo nell’impresa di ottenere la metà del budget nazionale disponibile.

E tutto questo non come le curatrici di mostre - ci tiene a sottolineare il sindaco - che “vanno a chiedere soldi”, perché “Vittorio” al momento dell’assegnazione è sempre uscito dall’aula”. Forse era un potenziale portatore di un conflitto d’interesse in quanto assessore del Comune di Urbino e allora andava al bagno come Berlusconi quando si faceva approvare dal suo governo proposte di legge ad personam? In questo caso, in quanto membro del Comitato, sarebbe dovuto uscire all’inizio della discussione e non dopo “avere puntato i piedi per ottenere di più” minacciando di far saltare il tavolo dell’incontro per l’assegnazione del budget.

Quanto all’invito rivolto a Mattarella di visitare Urbino il 6 aprile, ritenuto il giorno della morte di Raffaello, Sgarbi non ha titolo per proporlo perché non riveste al momento alcuna carica istituzionale. Vedremo se avrà un seguito e comunque è il sindaco che rappresenta la città e a lui spetta invitare Mattarella. Nel caso, che città presenterà Gambini al Presidente della Repubblica? Quella di ogni giorno con il centro storico pieno di macchine, l’auto-parco del Mercatale, la gru che deturpa il profilo di Porta S. Lucia, la scarsa attenzione all’arredo urbano, la lunga serie di negozi chiusi per cessata attività che ti sbattono in faccia l’impoverimento commerciale accompagnando il visitatore da piazza della Repubblica a Palazzo ducale?

Da domani, quindi, il sindaco preda la scopa e ripulisca per benino il centro storico, faccia mettere i fiori e il tricolore sui balconi e le finestre. Che sia un’accoglienza degna del personaggio che rappresenta tutti gli italiani. Almeno per un giorno Gambini faccia il sindaco e non il padrone. Sarà una sofferenza breve perché non avrà bisogno di essere “Fregoli” per rimettersi i panni abituali.

P.S. Leggo stamane, lunedì 20 gennaio, che da privato cittadino Sgarbi, una modalità certamente singolare, sta trattando con il Louvre il prestito del quadro di Raffaello che ritrae Baldassar Castiglione per essere esposto alle Scuderie del Quirinale il prossimo marzo. Come contropartita ha proposto il prestito della Muta. Ma non era lui che insultava Aufreiter perché intendeva effettuarne il prestito all’Ermitage di San Pietroburgo? Evidentemente i prestiti vanno bene solo quando li chiede lui. E comunque Sgarbi per i “giornaloni” non si tocca: è la stella polare del firmamento della critica d’arte, parlamentare e tuttologo, un “manganellatore catodico”, come lo definiva Beniamino Placido, che fa aumentare l’audience e forse vendere qualche copia in più insultando chi osa criticarlo. Che poi sia un pregiudicato condannato in via definitiva per truffa aggravata ai danni dello Stato e per plagio del lavoro intellettuale altrui non frega niente a nessuno.






Questo è un articolo pubblicato il 20-01-2020 alle 19:18 sul giornale del 21 gennaio 2020 - 1209 letture

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