Caccia, LAC Marche replica all'Università di Urbino, "Sottostimati i dati sulle vittime della caccia"

caccia|cacciatori| 4' di lettura 05/02/2020 - Riceviamo e pubblichiamo la replica della Lega per l'Abolizione della Caccia - Sezione Marche, in merito all'articolo comparso sulla nostra testata lo scorso 31 gennaio "Diminuiscono gli incidenti e le vittime di caccia, una ricerca di UniUrb dà le dimensioni del fenomeno".

"Abbiamo letto qualche giorno fa sulla testata online Vivere Urbino i dati di una ricerca effettuata dall’Università di Urbino sugli incidenti e le vittime della caccia.

Secondo questa ricerca, il numero dei morti, dei feriti e degli incidenti causati dall’attività venatoria mostrerebbe negli ultimi anni un decremento, che confermerebbe una tendenza già in atto da diversi anni. Lo studio dell’UniUrb prende in esame i dati delle ultime tre stagioni venatorie dove il numero dei decessi, sarebbe passato da 18 nel 2017 a 15 nel 2018 e a 15 nel 2019. Per la stagione di caccia da poco conclusa, iniziata il 1° settembre 2019 e finita il 31 gennaio 2020, secondo l’Ateneo urbinate, gli incidenti di caccia sarebbero stati 78, con 18 vittime e 60 feriti.

Come LAC - Lega per l’Abolizione della Caccia contestiamo questi dati e li riteniamo del tutto inattendibili e non rappresentativi di un fenomeno come la caccia, che invece ancora incide molto pesantemente sulla vita delle persone, degli animali e dell’ambiente. Dati molto più realistici ed attendibili sono infatti quelli riportati nel dossier dell’Associazione Vittime della Caccia, che da 13 anni raccoglie i numeri delle vittime di caccia attraverso la rassegna stampa dei giornali e che quindi sono dimostrabili e documentati dai ricoveri ai pronti soccorsi o dalle denunce da parte dei Carabinieri e forze dell’Ordine.

Secondo i dati raccolti dall’Associazione Vittime della Caccia, durante i 5 mesi della stagione di caccia 2019/2020 sono morte ben 27 persone e 67 sono rimaste ferite e di queste 7 morti e 15 feriti non erano cacciatori e quindi sono vittime innocenti di questa pratica violenta, sanguinaria ed incivile! Per quanto riguarda il trend, i dati degli ultimi 13 anni si confermano costanti sul numero delle vittime, con dei picchi, come nella stagione di caccia 2010/2011, quando morirono addirittura 53 persone ed 88 rimasero ferite!

Per quanto riguarda le Regioni italiane dove si sono registrati il maggior numero di incidenti e di vittime troviamo in testa la Sardegna, seguita da Toscana e Calabria, mentre per ciò che concerne la fascia di età dei cacciatori che si sono resi protagonisti di incidenti e quindi più “pericolosa”, per se stessi e per gli altri, troviamo quella che va dai 60 agli 80 anni, a dimostrazione che l’età media dei cacciatori italiani è sempre più alta e che quindi, per ridurre la pericolosità ed il rischio di incidenti, andrebbe posto per legge un limite di età per l’esercizio della caccia!

A questo proposito, tornando alla ricerca della UniUrb, riteniamo del tutto fuorviante e provocatorio il confronto con gli incidenti di altre attività che si svolgono all’aperto, come l’escursionismo, l’alpinismo, la balneazione, gli sport invernali, finanche a sport estremi come il parapendio o il jumping... Innanzitutto perché la caccia NON è uno sport e quindi definirla tale, come qualcuno ancora si ostina a fare, è offensivo nei confronti dei veri sport! Inoltre perché non si può paragonare un’attività venatoria, praticata da meno di 500.000 persone e nel corso di soli 5 mesi all’anno, con delle attività sportive praticate da decine e decine di milioni di persone per 12 mesi all’anno!

In conclusione, quindi, ci meravigliamo negativamente che un ateneo prestigioso come l’Università di Urbino abbia sentito la necessità di effettuare questa ricerca e di diffondere dei dati, peraltro parziali e sottostimati, sui morti e feriti a causa della caccia. Ci è sembrato solo uno spot propagandistico in favore di una pratica, ormai relegata ad una ristretta minoranza di persone, sempre più anziane e quindi destinata fatalmente all’estinzione!"

Danilo Baldini
Delegato LAC Marche






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-02-2020 alle 08:32 sul giornale del 05 febbraio 2020 - 1328 letture

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