La scuola al tempo del Coronavirus, è l'ora dello smart learning

3' di lettura 05/03/2020 - Da oltre due settimane anche le Marche si trovano a dover affrontare l’emergenza Coronavirus. È di ieri la notizia che nell’ultima ordinanza si siano assunte misure di contenimento, estese a tutto il territorio regionale, che riguardano l’attività scolastica, imponendone la sospensione fino al 15 marzo.

Questa è una misura con un impatto sicuramente significativo, basti pensare che il numero degli istituti coinvolti nella sola Provincia di Pesaro e Urbino è pari a 62 (270 in tutta la Regione) fra Scuole paritarie e Istituti di 1° e 2° grado.

Da giorni tutte le istituzioni interessate stanno dibattendo sulla utilità di potenziare ed incentivare attività didattiche in modalità smart learning, in maniera del tutto simile allo smart working che le aziende stanno sperimentando grazie alla tecnologia e ai vari device già disponibili, permettendo di non bloccare l’attività anche nei momenti di crisi, come quello che stiamo vivendo in questi giorni. Ritengo che l’estesa applicazione delle attività di smart learning potrebbero essere un’opportunità per il mondo della scuola, per evitare di bloccare i programmi di studio e per fare in modo che i ragazzi possano continuare la loro attività scolastica anche se impossibilitati a frequentare le lezioni in classe.

Del resto lo stesso Decreto Presidenziale fa salva la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza, “i dirigenti scolastici delle scuole nelle quali l'attività didattica sia stata sospesa per l’emergenza sanitaria, possono attivare, sentito il collegio dei docenti, per la durata della sospensione, modalità di didattica a distanza avuto anche riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità”.

Per questo motivo, ho proposto ai consiglieri regionali del M5S con i quali collaboro, di presentare una mozione, che mi auspico venga discussa la prossima settimana in consiglio, per impegnare la giunta a realizzare tutte le azioni utili, anche di concerto con il MIUR, attraverso l’Ufficio Scolastico Regionale, e gli altri soggetti competenti in materia di didattica scolastica, affinché venga urgentemente potenziato, favorito e sostenuto l’utilizzo di tecnologie digitali e telematiche in modalità smart learning, così da consentire l’esecuzione dell’attività didattica nelle scuole presenti sul territorio regionale. Ricordo che al momento, lo dico dall’esperienza di padre di due figli di scuola secondaria di I° e II° grado, tutto è demandato all’iniziativa del singolo professore che si è organizzato da solo per garantire il proseguimento dell’attività didattica, mentre è evidente che devono essere i dirigenti scolastici a prendere l’iniziativa affinchè a tutti sia garantita un minimo di attività scolastica al tempo del Coronavirus. La scuola lombarda di secondo grado di mio nipote ha fatto sì che già da lunedi sono cominciate regolarmente lezioni a distanza, utilizzando lo strumento gratuito Hangout Meet che permette video conferenze fino a 100 persone; il professore è obbligato agli stessi orari ma ha facoltà di scegliere se fare la lezione da casa o dall’aula scolastica. Cosa impedisce di farlo anche da noi?

Pierluigi Ferraro
Collaboratore Consigliere Piergiorgio Fabbri






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-03-2020 alle 16:19 sul giornale del 06 marzo 2020 - 1799 letture

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