Piano sanitario regionale, fallimento del PD e demagogia della destra

ospedale di urbino| 4' di lettura 27/03/2020 - La diffusione del coronavirus nella nostra regione e in particolare in provincia rappresenta un evento epocale che supera ogni più pessimistica previsione. Soluzioni semplici e considerazioni circa la risposta che il sistema sanitario è in grado di fornire sono materia tecnica sulla quale non possiamo districarci con faciloneria o vittimismo.

Siamo consapevoli che i comportamenti individuali e la collaborazione di tutti sono indispensabili a limitare l’estensione del contagio e che ciascuno deve seguire le disposizioni che limitano la circolazione e la vita sociale per sconfiggere il virus.

La salute è un diritto fondamentale costituzionalmente tutelato e come tale va considerata al di là degli interessi individuali e delle speculazioni politiche ed economiche. Questa crisi, così grave, ha evidenziato il totale fallimento del Piano sanitario regionale. I cittadini, i pazienti, il personale sanitario hanno vissuto sulla propria pelle la sua inadeguatezza. Ciò che noi, insieme a tanti, avevamo paventato, si è dimostrato dalla drammaticità della situazione.

La chiusura degli ospedali dell’interno senza sostituirli con adeguati presidi di sanità pubblica, ha comportato un intasamento dell’ ospedale di Urbino, soprattutto del Pronto Soccorso. Un affollamento si è registrato nello stesso ospedale di Pesaro e il 118 ha dirottato i ricoverati, anche sospetti Covid 19, all’ospedale di Urbino. Gli ospedali dell’entroterra, chiusi e consegnati ad attività private, avrebbero invece potuto essere trasformati in presidi sanitari pubblici, pronti in questa emergenza ad alleggerire la pressione sul nostro nosocomio.

Di qui siamo arrivati all’assurdo: il primario del Pronto soccorso di Urbino esortava a non andare nel suo reparto perché in condizioni drammatiche e saturo di malati No Covid 19 e positivi al Covid che mettevano a rischio la vita di pazienti e personale sanitario. Una situazione tragica che ha fatto naufragare le direttive del Piano sanitario regionale in difficoltà a gestire la situazione in tempi normali e incapace di fronteggiare una situazione epidemiologica. Ceriscioli si è intestardito su un Piano sanitario che ha creato difficoltà alle popolazioni dell’entroterra fin dall’inizio e alla prima prova dei fatti ne è stato travolto. Questa politica di destra con tagli al servizio pubblico e incremento della sanità privata ha avuto infine la sua rappresentazione mediatica con la nomina enigmatica di Bertolaso.

Speriamo che questo sia l’occasione per un ripensamento delle politiche di privatizzazione del Sistema sanitario regionale, privatizzazioni che come al solito vengono pagate e sovvenzionate con denaro pubblico a spese dei contribuenti.

La salute dei cittadini non può essere terreno di profitti e speculazioni. Il Pd ne è stato travolto e non basta cassare Ceriscioli dalla candidatura a “governatore” della regione. Sono necessarie profonde inversioni e revisioni delle politiche fin qui perseguite. La destra ha sempre cavalcato le politiche di privatizzazione della sanità come si può ben vedere in Lombardia.

La difesa di Ceriscioli da parte di Gambini significa non solo assolvere chi ha perseguito testardamente questo Piano, ma anche sposarne le logiche che per Urbino e l’entroterra significano una pesante iattura gravida di conseguenze per il futuro della sanità urbinate e dell’entroterra.

Siamo preoccupati per il destino dell’ospedale di Urbino che dopo la chiusura di Cagli, Fossombrone e Sassocorvaro è di fatto il principale presidio sanitario dell’entroterra. La mancata diffusione sul territorio delle “case della salute”, di presidi sanitari, ha causato un affollamento sull’ospedale di Urbino molto prima della diffusione del Covid 19 e le strutture e il personale sono risultati insufficienti a coprire l’aumento scontato delle prestazioni richieste.

Bisogna infine diffidare e smascherare i tentativi di quei politici e candidati della destra che per raccattare demagogicamente voti cercano di cavalcare il malcontento delle popolazioni dell’entroterra criticando il Piano sanitario regionale ma senza offrire soluzioni alternative rispetto alle logiche privatistiche. La destra è stata sempre e dovunque per le privatizzazioni, per socializzare le perdite e privatizzare i profitti. Non ci hanno incantato nel passato, né ci incanteranno in futuro.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-03-2020 alle 21:17 sul giornale del 27 marzo 2020 - 1110 letture

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