Covid-19, manovra della Regione Marche, come verranno spesi i soldi?

piergiorgio fabbri 6' di lettura 30/05/2020 - Ieri il consiglio regionale ha approvato una manovra da oltre 100 milioni di euro, approvando una legge che definisce tre fondi e individua esattamente la fonte delle risorse economiche, che derivano da un’attenta ricognizione contabile e finanziaria, ma non indica minimamente né i criteri e la modalità di distribuzione, né i destinatari. Altri 110 milioni saranno utilizzati mediante una Delibera di Giunta, di cui nonostante i ripetuti annunci, non è attualmente disponibile il testo.

Già oltre un mese fa avevo invitato la giunta, proponendo degli emendamenti alla legge che ha finanziato i Confidi, a creare tre fondi per un ammontare di 200 milioni, ed ora sono soddisfatto di poter constatare che l’indicazione era esatta e che sia stata realizzata. I 3 fondi straordinari per l’emergenza Covid-19 sono i seguenti:

1 Fondo straordinario per gli interventi necessari ad attenuare la crisi del sistema economico (58 milioni)
2 Fondo straordinario per spese di investimento (42 milioni)
3 Fondo straordinario di sostegno alle imprese (3 milioni)

I 58 milioni che costituiscono il primo fondo sono stati resi disponibili grazie al decreto “Cura Italia” del governo, e derivano dalle quote di avanzo vincolato per le quali, in sede di approvazione del rendiconto 2019 da parte della Giunta regionale, è stata disposta la sostituzione del vincolo originario con il vincolo di destinazione ad interventi necessari ad attenuare la crisi del sistema economico derivante dagli effetti diretti e indiretti del virus Covid -19, ai sensi dell’articolo 109, comma 1ter, del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18 (Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19), convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27.

I 42 milioni del secondo fondo derivano dalle quote di avanzo vincolato relative agli accantonamenti effettuati a fronte del contratto derivato a servizio del debito rappresentato dal prestito obbligazionario denominato Piceni Bond, resesi disponibili a seguito della conclusione del medesimo contratto avvenuta nell’arile scorso.

I 3 milioni del terzo fondo derivano dalle risorse recuperate dalle disponibilità residue dei fondi FESR erogati dalla Regione Marche per la gestione del Fondo di ingegneria finanziaria del POR FESR 2007/2013 (quindi dalla programmazione precedente, essendo l’attuale relativa agli anni 2014-2020).

L’assessore al bilancio ha riferito in prima commissione che i fondi della DGR fantasma risultano così suddivisi: 38 ml per la sanità, 14 per agricoltura, 10 sociale, 9 trasporti, 8 imprese, 8 lavoro, 7 territorio, 0.6 turismo, 0.5 famiglie e 10 altre voci. Attendo di poter leggere il testo per avere riscontri e dettagli utili.

Qualora la Regione provvedesse, come unanimemente auspicato, ad erogare velocemente le risorse, e si dovesse trovare in sofferenza di liquidità di cassa, potrebbe accendere mutui per 150 milioni, avendo una uguale capacità di debito autorizzato e non contratto. In effetti la capacità di indebitamento complessiva teorica ed incrementale della Regione ammonta ad oltre 600 milioni.

In aula sono state presentati numerosi ordini del giorno con i quali il consiglio ha tentato di indirizzare la giunta verso l’adozione di criteri per l’erogazione dei fondi, alcuni sono stati approvati, altri respinti, senza una logica chiara.

Per mio conto, l’ordine del giorno da me presentato impegnava la giunta a:

  • A coordinare l’erogazione dei fondi tenendo conto sinergicamente della destinazione vincolata, contenuta nella Delibera stimata per un ammontare di 105 milioni, e di quella libera di cui alla PdL in oggetto, compensando eventuali squilibri
  • Ad evitare l’erogazione dei fondi “a pioggia”, individuando altresì le realtà economiche e sociali maggiormente in crisi su cui concentrare il sostegno;
  • Ad erogare i fondi disponibili individuando:
    • Modalità di erogazione improntate alla velocità e semplificazione burocratica;
    • Criteri di priorità che assicurino, a partire dalle situazioni più critiche e dai redditi più bassi, il sostegno ad imprese, professionisti, dipendenti, famiglie e cittadini maggiormente colpiti dall’imposizione del lockdown e che con maggiore difficoltà riusciranno a recuperare nelle prossime settimane il livello di reddito ante-Coivd-19;
  • A porre particolare attenzione:
    • Al settore del turismo, del commercio, dell’artigianato, della ristorazione, e dello spettacolo dal vivo
    • Agli studenti universitari che non hanno potuto usufruire e non potranno usufruire dei servizi didattici in presenza (es. laboratori ed esercitazioni pratiche ed in campo)
    • Ai dipendenti e strutture che erogano servizi educativi e scolastici 0-6 privati, con particolare attenzione alla fascia 0-3 anni, anche a copertura almeno parziale dei costi fissi sostenuti
    • A valutare la possibilità di ridurre le aliquote IRAP per le categorie di imprese maggiormente impattate dal lockdown;
    • Sostegno alle società sportive, che oltre alla chiusura delle attività durante il lockdown, alla restituzione degli importi degli abbonamenti, subiranno un significativo calo delle utenze in futuro.

Ma è stato sorprendentemente bocciato, unitamente a quello presentato dalla consigliera di Fratelli d’Italia che chiedeva semplicemente di applicare un Odg precedente, il quale aveva chiesto di istituire un Tavolo Programmatico di Concertazione. Tipiche irrazionali contraddizioni in stile PD.

È palese la volontà della giunta di tenersi le mani libere e di non coinvolgere né i propri consiglieri, né tantomeno le minoranze. Prova ne sia la bocciatura della mia richiesta di costituzione di una commissione speciale che si occupasse di COvid-19, e la mancata attivazione del Tavolo Programmatico di Concertazione.

Per il momento la giunta ha utilizzato fondi extra (resisi disponibili dallo sblocco del governo Conte) ed avanzi, ma dovrà necessariamente impegnarsi in una meticolosa rivisitazione dell’intero bilancio regionale approvato in epoca pre-Covid, per stornare ulteriori 200 milioni, individuabili soprattutto all’interno delle risorse proprie libere, e dei fondi europei FESR e PRS, che hanno ottenuto tra l’altro dei surplus pari a 248 e 160 milioni in seguito al terremoto del 2016, in parte significativa destinati ad esempio all’efficientamento energetico e adeguamento sismico, risorse che ora, alla luce del super-bonus al 110% (sempre in ambito sismico ed energetico) con cessione del credito di imposta, proposto dal governo, risulterebbero finanziare, in modo meno conveniente per l’utente, gli stessi interventi.

Concludendo, poiché la proposta di legge conteneva semplicemente i fondi liberatisi da una doverosa ricognizione contabile e non indicando criteri e modalità di erogazione e i destinatari, oltre a poter conoscere il testo della DGR che avrebbe disponibili gli ulteriori 110 milioni, mi sono astenuto dall’approvarla, in attesa di potermi fare un quadro complessivo della situazione e valutarne gli effetti.


da Piergiorgio Fabbri
Consigliere Regionale Movimento 5 Stelle





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-05-2020 alle 15:31 sul giornale del 30 maggio 2020 - 218 letture

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