Fermo: La medicina generale si racconta, ecco come il territorio ha affrontato il Covid-19

4' di lettura 29/05/2020 - Come è cambiato il lavoro del medico di famiglia? Dai Covid Team at home alle Unità Speciali di Continuità Assistenziale.

«Non è corretto dire che tutto è passato. Siamo fiduciosi ma ci siamo ancora dentro. In questi tre mesi i colleghi della medicina generale hanno messo in campo con sapienza e professionalità dei percorsi organizzativi ben gestiti sul territorio. Questo ha creato una sinergia nuova. Un ringraziamento speciale va a Paolo Misericordia, l’anima di questa situazione» così il Dr. di Area Vasta 4 Licio Livini in apertura.

Racchiuso in un documento illustrato dal dott. Paolo Misericordia tutto quanto è stato fatto dai medici di medicina generale in questi mesi di emergenza sanitaria. Una collaborazione mai vista prima e una sinergia forte tra territorio, Distretto e Area Vasta che, tanto il Direttore del distretto Vittorio Scialè quanto i dottori Paolo Misericordia, Vincenzo Landro, Giovanni Olimpi e Noemi Raffaelli auspicano possa proseguire in futuro con progetti concreti.

«La medicina generale è raccontata spesso attraverso aneddoti, situazioni generalizzate, oppure valutata sulla base di dati e informazioni estrapolate: poiché sono giunti malati gravi in ospedale è stato dedotto in maniera poco realistica che il territorio stava fallendo. Non è così.» spiega il dottor Misericordia.

Il lavoro della medicina generale è stato stravolto in questo periodo, i medici di famiglia si sono dovuti reinventare, ambulatori poco frequentati, talora semi deserti, tante le telefonate, i messaggi audio e video, le mail e su questa scia - come anticipato dagli stessi - si sta ragionando sulla possibilità di attivare presto il teleconsulto: paziente, medico di base e specialista si confronteranno insieme utilizzando un sistema di audio-video.

Area vasta 4 e medici di medicina generale si sono mossi nella stessa direzione. «Siamo partiti da subito, primi in Italia, con i Covid team il 12 marzo in un momento in cui tutto il resto d’Italia stava soffrendo e non stava trovando una risposta all’emergenza. L’esigenza era quella di andare nelle case, vedere le persone. Ѐ stato drammatico, non avevamo dpi, perciò l’unico modo per consentire un accesso protetto era mettere i dispositivi di protezione a disposizione di un servizio che ne centralizzasse l’utilizzo. Un medico e un infermiere partivano, si vestivano fuori dalla casa del paziente, presso il quale si recavano sulla base di una previa segnalazione del paziente stesso al medico di medicina generale. Tutto questo è stato possibile grazie alla figura del coordinatore, un medico di medicina generale (in questa prima fase il dottor Vincenzo Landro) che faceva da connettore tra il Covid team e il medico di medicina generale. Questa iniziativa è stata finanziata dai medici di medicina generale, mentre era l’Area Vasta 4 a mettere a disposizione l’infermiere, i mezzi di trasporto, i dpi e l’occorrente per la sanificazione» spiega Misericordia.

Sono stati 97 gli interventi a domicilio da parte dei Covid team a fronte delle oltre 250 chiamate.

Poi dal 1 aprile sono state attivate le Usca che hanno lavorato sulla scia dei Covid team, sempre con la presenza del coordinatore.

Possibilità dunque - come illustrato dal dottore - di fare non solo tamponi ma anche ecografie a domicilio per diagnosticare eventuali polmoniti interstiziali ed elettrocardiogrammi. Altra iniziativa quella di effettuare i tamponi diagnostici (prenotati direttamente online dai medici di medicina generale) con il sistema del drive in, nel parcheggio antistante la pista di atletica.

«Questo consente di poter contare su un sistema di sentinelle - i medici di base - efficace sul territorio per monitorare l’epidemia e intercettare subito un focolaio che si stia eventualmente riaccendendo», conclude Misericordia.

Dal 14 aprile al 27 maggio con il drive in sono stati richiesti 1123 tamponi, 1110 quelli eseguiti. Positivi sono risultati 38.

Inoltre, a 68 medici di medicina generale (il 56%) è stato sottoposto un questionario in data 20 aprile. Essi riferiscono che ci sono registrati tra gli 800 e i 900 contagi (circa 1400 in proiezione sul totale dell’Area Vasta). Sono stati 354 i casi positivi gestiti dal medico di medicina generale, mentre un 14% ha fatto altri percorsi. 154 hanno fatto accesso al PS; di questi, 110 sono stati ricoverati in ospedale, di cui 54 in terapia intensiva. 46 sono deceduti. Alcuni sono stati in isolamento presso il proprio domicilio. Ci sono comunque stati più infetti rispetto a quelli che compaiono sui dati ufficiali in quanto un terzo dei pazienti non ha mai fatto tamponi, specie nel primo periodo.


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 29-05-2020 alle 15:15 sul giornale del 30 maggio 2020 - 230 letture

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