Cinghiali, M5S Urbino: "L'ordinanza comunale ennesima azione inefficace"

3' di lettura 16/06/2020 - Possiamo constatare che negli ultimi anni nonostante le svariate delibere e ordinanze da parte della regione e del comune per il controllo dei cinghiali, il risultato raggiunto è stato pressoché nullo, anzi l'incremento degli ungulati è salito costantemente.

L'ultima ordinanza di Gambini ad esempio non ha prodotto risultati, poichè si è voluta affrontare la situazione senza scontentare nessuno. Solitamente un problema, che ha assunto dimensioni nazionali, lo si affronta modificando le cause che lo hanno creato: dare in gestione il territorio per troppo tempo ad una minoranza di cacciatori (c.d. cinghialai) che non ha saputo (o voluto) risolvere il problema, ha portato alla situazione fuori controllo a cui dobbiamo ora far fronte con esborsi monetari da parte dell'intera collettività, e degli altri cacciatori che nulla centrano con questo settore che sembra avere a volte risvolti economici significativi. Negli anni si sono avute ripetute segnalazioni di pratiche come la “pasturazione” o addirittura di allevamenti illegali, e l'incremento del numero degli ungulati ha provocato seri danni quali incidenti stradali, distruzione del prodotto agricolo e immissione sul mercato di carni non controllate, che spesso fanno concorrenza sleale agli allevamenti autorizzati. Purtroppo si sono registrati anche tragici incidenti di caccia: nel 2019 un totale di 95 vittime di cui 27 morti e 68 feriti, includendo tra di essi sia cacciatori che persone completamente estranee alla pratica.

Nel 2018 una proposta di legge del nostro Consigliere Regionale Fabbri è stata recepita nel regolamento per il contenimento degli ungulati, che permette anche agli agricoltori non cacciatori di catturare i cinghiali che arrecano danni alle loro proprietà, attraverso l'ausilio di recinti trappola. Con questo metodo si riescono a catturare interi gruppi di cinghiali, per cui in poco tempo, il controllo degli ungulati riscuoterebbe buoni risultati, come avvenuto in un Parco in Basilicata, dove si riscontrò un così forte decremento del numero dei cinghiali al punto da suscitare proteste da parte dei cinghialai.

Gambini e il PD regionale temono questo? Visto che continuano con le solite prassi, addirittura concedendo la possibilità di sparare tutto l'anno sia di giorno che di notte, prevedendo tra l'altro la possibilità di non rispettare le distanze minime di sicurezza previste dalla legge nazionale per l'attività venatoria; pratica estremamente pericolosa che, oltre a mettere a serio rischio la vita di chi vive e frequenta le campagne, non risolve il problema, anzi lo aggrava, come dimostrano negli anni i numeri in aumento degli ungulati.

Purtroppo si contano sulle dita di una mano gli agricoltori che hanno scelto di adottare il metodo di cattura con i recinti. E così leggiamo dai giornali di un'altra ordinanza comunale, che da lunedì darà il via alla “girata”, un'altra azione inefficace come quella del 2018 che provocherà ancora più danni, separando i gruppi di ungulati, che si sposteranno a fare ulteriori danni su altri terreni agricoli.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-06-2020 alle 17:50 sul giornale del 16 giugno 2020 - 248 letture

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