Acqualagna, sfruttamento e lavoro nero, arrestato il titolare di un laboratorio tessile

5' di lettura 19/06/2020 - Importante operazione di vigilanza a contrasto del lavoro sommerso svolta, nella tarda serata di martedì 16 giugno, dai militari del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Pesaro-Urbino, insieme al personale della Stazione Carabinieri di Acqualagna, del Nucleo Operativo del Gruppo Tutela del Lavoro di Venezia e dell’ASUR di Urbino.

La vicenda ha origine già dallo scorso mese di novembre, quando a Cagli, i Carabinieri della Tutela del Lavoro, unitamente a personale della locale Arma Territoriale oltre che dell’ASUR di Urbino, fecero un controllo presso un maglificio gestito da imprenditoria cinese. Molte furono le contestazioni a carico del titolare dell’azienda (assente al momento del controllo), tali da provocare la misura cautelare del sequestro preventivo dell’unità produttiva (gravi furono le carenze riscontrate in ordine alla sicurezza, igiene e salute sui luoghi di lavoro). Oltre a tali irregolarità (per cui fu intimato di adempiere alle prescrizioni impartite in materia di sicurezza), anche un lavoratore in nero (per cui fu anche emesso provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale stante la presenza di lavoratori in nero pari ad oltre il 20% della manodopera trovata intenta al lavoro), ed anomalie negli alloggi ubicati immediatamente ai piani superiori dello stabile, ove fu riscontrata la presenza di loculi abitativi ricavati mediante l’installazione di pannelli di legno. Molteplici le carenze igienico sanitarie riscontrate, oltre che la mancata osservanza dei requisiti minimi di abitabilità di tali locali abitativi, tanto da rendersi necessario, ulteriore sequestro preventivo.

Dopo l’ispezione i militari dell’Arma hanno iniziato a sospettare di un possibile spostamento della produzione in un altro laboratorio; dubbi e perplessità dettati principalmente dal totale disinteressamento, dall’omesso adempimento alle prescrizioni impartire, oltre che dalla cessazione anticipata del contratto di affitto.

Infatti, nei mesi successivi una mirata e attenta attività di intelligence con la collaborazione dei presidi dell’Arma territoriale (da sempre la vera propria sentinella sul territorio), ha consentito di individuare la nuova località lavorativa ed il nuovo laboratorio. È inoltre emerso che il formale titolare dell’azienda non era che un prestanome della stessa, stante il ruolo di gestore e datore di lavoro affidato completamente ad un cittadino cinese (odierno indagato) assunto però come dipendente dalla stessa società. Dopo aver monitorato i turni svolti all’interno del laboratorio ed i movimenti dell’effettivo titolare, è stato concordato con La Procura della Repubblica di Urbino di intervenire nel momento più opportuno, per verificare le condizioni di lavorative del personale ed anche per verificare il rispetto delle normative anticontagio all’interno dell’impresa (in atto sono numerosi i controlli coordinati dalla locale Prefettura).

Dall’ispezione eseguita nel tardo pomeriggio di martedì scorso, 16 giugno, all’interno di un laboratorio tessile, nel comune di Acqualagna, sono stati riscontrati ben 5 lavoratori di cui 2 non regolarizzati a norma di legge (che ha reso necessario un nuovo provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale), oltre che ancora una volta gravi carenze sotto il profilo della sicurezza, igiene e salute sui luoghi di lavoro (palese il disordine e degrado; i vani si presentavano con numerose postazioni di lavoro posizionate senza alcun criterio logistico ed organizzativo con diverso materiale oggetto di lavorazione appoggiato a terra in grado di condizionare con ogni certezza un’eventuale evacuazione in caso di emergenza; utilizzate delle sedie/poltrone di sovente utilizzate per uso domestico e pertanto non ergonomiche ed adatte alle postazioni lavorative; l’ambiente lavorativo sporco, non sufficientemente/adeguatamente illuminato poiché si accertava anche la presenza di finestre tutte oscurate da un tendone di colore scuro o in alternativa da pannelli di legno).

Pertanto, ricorrendone nuovamente le condizioni, anche questo laboratorio tessile è stato posto sotto sequestro.

Anche gli alloggi ispezionati sono stati ritenuti poco consoni e carenti di mobilio (nelle camere solo reti e materassi) e con visibili infiltrazioni di acqua dall’esterno tali da provocare la presenza di umidità all’interno degli alloggi predetti. Le irregolarità riscontrate, la totale inosservanza delle misure precauzionali anti contagio per Covid-19 (peraltro le indagini hanno inoltre dimostrato che l’azienda aveva continuato ad operare anche durante il lockdown), le condizioni lavorative ed alloggiative degradanti ed i turni interminabili di lavoro (dei 4 lavoratori intenti al lavoro), ed in ultimo la recidività del titolare (un quarantacinquenne di origine cinese), hanno portato all'esistenza del reato di sfruttamento, motivo per il quale l’amministratore occulto è stato arrestato e condotto nel carcere di Villa Fastiggi a disposizione dell’A.G., che nella data di ieri dopo l’udienza di convalida dell’arresto, ;ha applicato la misura cautelare della detenzione in carcere.

Nel corso del servizio sono state rilevate sanzioni amministrative per un totale di euro 10.000 connesse con l’impiego dei lavoratori “in nero” e mancata attuazione del contenuto del protocollo e/o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio (disposta ulteriormente la chiusura provvisoria dell’attività sottoposta a controllo, per giorni 5 in attesa dei provvedimenti della locale Prefettura di Pesaro).

Sono ad oggi ben 10 le persone arrestate (dalla data di entrata in vigore della riforma sul reato di “caporalato”) dal Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Pesaro e Urbino. Nessun allarmismo sul fenomeno anche perché non esistono segnali gravi. Le operazioni, condotte dal comparto di specialità dell'arma con la valida collaborazione dell'arma territoriale, sono solo l'esito della raccolta e la successiva analisi di informazioni acquisite con l'opera di intelligence effettuata sul territorio, su un fenomeno, quello del caporalato, attualissimo in tutto il territorio nazionale, su cui non bisogna abbassare la guardia soprattutto in tale contesto storico.








Questo è un articolo pubblicato il 19-06-2020 alle 14:56 sul giornale del 19 giugno 2020 - 706 letture

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