Mozione Minardi sulle aree interne, Associazione FVM: "Inversione di rotta o campagna elettorale?"

Ferrovia Fano Urbino 3' di lettura 23/06/2020 - Che il vice presidente del consiglio regionale Claudio Minardi si sia accorto che esista un entroterra dove il rischio spopolamento, riduzione dei servizi e impoverimento dei tessuti economico-produttivi sia alto e propone in una mozione soluzioni che coincidono con le proposte concrete e annose della nostra associazione non può che farci piacere, ma sorge spontanea una domanda:

queste considerazioni sono il frutto di una inversione di rotta del partito nel quale milita oppure fanno parte della campagna elettorale che imperversa nonostante il grave periodo emergenziale?

Intanto non ci risulta né che sia stato entusiasta della legge sulle ferrovie turistiche che ha fatto risorgere la ferrovia Fano-Urbino, né del finanziamento del milione di euro che la senatrice Accoto è riuscita ad inserire nell’aggiornamento del Contratto di Programma 2018-2019 tra MIT ed RFI. Anche durante il suo mandato regionale è stato più propenso alla realizzazione di una ciclabile che al ripristino ferroviario, vantandosi dei 4,5 milione ottenuti.

Da anni FVM, a fronte delle enormi carenze infrastrutturali che vogliamo rammentare, sono il primo “mattone“ per dare impulso ad una vera ripresa dell’economia dell’entroterra Metaurense, ha dovuto contrastare le politiche regionali e comunali volte a cancellare la linea ferroviaria Fano-Urbino per poterla sostituire con una pista ciclabile dimenticandosi il valore economico e sociale di tale infrastruttura e la sua l’importanza come volano per l’economia e per evitare lo spopolamento.

Nel cercare di essere propositivi, laddove tale mozione risponda ad una concreta e nuova strategia regionale e comunale del Partito Democratico e liste annesse, vorremmo chiedere con forza di ripensare seriamente il sostegno a questa infrastruttura come linea ferroviaria, modificando in primis l’atteggiamento istituzionale di contrasto al mezzo pubblico che rappresenta il treno tenuto sino ad oggi. Vorremmo sia una scelta assunta scientemente da tutto lo spaccato politico, un atteggiamento che certamente attira interessi imprenditoriali per investire nel territorio piuttosto di una pista ciclabile che comprometterà la ferrovia più volte strumentalmente evocata da chi ha poco a cuore la ripresa dell’economia dell’entroterra e la vera politica di ripopolamento della vallata del Metauro.

Le piste ciclabili sono certamente importanti per spostarsi nella città non per arrivare ad Urbino.

Nella nostra Regione abbiamo esempi straordinari di linee ferroviarie del tutto simili alla Fano Urbino, linee che fanno guadagnare Trenitalia, che fanno risparmiare i cittadini, che riducono l’inquinamento e il traffico pensando al futuro delle generazioni come la Ascoli-San Benedetto.

Noi siamo per la concretezza e per la vera crescita dell’entroterra e se Minardi ha il nostro stesso pensiero, non deve far altro che iniziare un percorso all'interno della regione e del comune di Fano per trasformare la mozione e gli articoli di giornale in fatti: grazie al milione di euro per lo studio di fattibilità per il ripristino della Fano Urbino, ottenuto da chi da anni lotta per questo obiettivo, anche Minardi ha la possibilità. Ci auguriamo non consenta che venga persa questa grande opportunità.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-06-2020 alle 08:18 sul giornale del 23 giugno 2020 - 340 letture

In questo articolo si parla di attualità, fano, urbino, renato claudio minardi, associazione ferrovia val metauro, ferrovia fano urbino, fano urbino, ferrovia valmetauro, comunicato stampa

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/boEm