Basta! Articolo 1 Urbino dice no al gioco dello sfascio

vittorio sgarbi|Maurizio gambini| 3' di lettura 11/07/2020 - Ancora una “piazzata” che vede coinvolto Vittorio Sgarbi, prosindaco di Urbino, la Giunta e la maggioranza del Consiglio Comunale della città.

Questa volta il pretesto per creare la “bagarre” è molto serio: infatti potrebbe mettere a repentaglio gli interessi di Urbino e la sua qualifica di Città Patrimonio dell’UNESCO. Come è noto, ogni 6 anni deve essere redatto un piano strategico di gestione della città e per questo importante compito quindi, nel novembre 2019, fu chiesta dal vicesindaco Roberto Cioppi, direttamente a Milano, la disponibilità allo studio del noto architetto urbanista Stefano Boeri, poi liquidato, con una frettolosa telefonata del Sindaco Maurizio Gambini, il giorno prima dell’incontro in cui dovevano essere discussi alcuni punti del progetto e firmata la convenzione. Le ragioni dichiarate sulla stampa dal prosindaco, che tra l’altro ha avuto in passato scontri personali con l’architetto, si sintetizzano in una sua sbrigativa opinione personale: ”...non è adatto per Urbino..., tra l’altro Boeri è uno del PD...” (Il Resto del Carlino - venerdi 10/7/2020). Le altre svariate argomentazioni date dallo stesso vicesindaco con dichiarazioni alla stampa suonano più come pretesti di routine che spiegazioni fondate. Due sono perciò gli elementi che affiorano da questa ennesima vicenda “piccola-piccola”, come la definisce Boeri nel suo video postato su You-Tube: i comportamenti frettolosi e superficiali degli amministratori nell’aprire “la pratica” e il modo maldestro di chiuderla. Nessuno però si aspetta che i protagonisti nostrani riconoscano il limite formale, ma anche politico, di tali comportamenti che porteranno ancora una volta un grave danno alla città e ai cittadini. In questi ultimi cinque anni, infatti, la città e i suoi abitanti sono stati costretti a vedere il “fondo del barile”.

Amministrare questa città non significa esprimere un potere che si isola, ma vuol dire avere la volontà e la capacità di aprirsi al mondo, alla vita civile, allo studio, alla ricerca ed a nuove esperienze culturali ed artistiche. Urbino, con una Amministrazione capace di interpretarne la natura e la vocazione, potrebbe divenire simbolo di un ordine istituzionale, sociale e culturale moderno e la Città il luogo dove trovano equilibrio potere politico e società civile.

L’insegnamento che viene dalla Storia di Urbino ci descrive un luogo ed un territorio dove solo attraverso la qualità si può raggiungere un serio e sostenibile obiettivo di crescita e sviluppo, tanto culturale quanto sociale ed economico.

Quella che deve essere fatta, quindi, è una riflessione tesa a vitalizzare ulteriormente la Città, il suo territorio, i suoi monumenti, il suo sistema scolastico e culturale e la sua Università per concretizzare al meglio il proprio potenziale nel turismo, nell’artigianato e nelle nuove professioni, riproponendo, nel suo valore più autentico, questa realtà territoriale portatrice di un’identità precisa: quella, appunto, della CIVILTA’ RINASCIMENTALE URBINATE, che nulla ha a che vedere con azioni folcloristiche o idiosincrasie personali.

Rimandarsi alla sua misura rinascimentale significa ribadire che Urbino, e con essa tutto il Territorio che la circonda, è un segno della civiltà occidentale ed europea.

ART. 1 di Urbino ed aree interne, dice NO al gioco dello sfascio.


da Articolo Uno
Urbino e Aree Interne





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-07-2020 alle 21:36 sul giornale del 11 luglio 2020 - 397 letture

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