Giunta, più che un rimpasto è un terremoto

giunta comunale urbino 2' di lettura 24/07/2020 - Durante la diretta “Vicino a te” di Tele 2000, il sindaco Gambini ha annunciato urbi et orbi il dimissionamento dell’assessore al Turismo Andrea De Crescentini e accanendosi oltre il consentito sul vice-sindaco e assessore all’urbanistica Cioppi lo ha dirottato al Turismo, mentre a Foschi è stata assegnata la delega alle attività produttive che era accorpata al Turismo e promosso Guidi a vice-sindaco ed assessore con delega al Centro storico patrimonio Unesco e alla Pubblica istruzione.

Il sindaco trattiene per sé la delega all’urbanistica che unita alle altre costituiscono un unicum perché è difficile trovare un sindaco che assuma sulla sua persona tante deleghe in un comune di media grandezza. Un segnale del suo dirigismo che tende a concentrare su di sé ogni potere o a controllare il poco che resta che il tempo non gli consente di gestire. Tutto il contrario di quella collegialità da lui rivendicata nel caso Cioppi-Boeri. Evidentemente non si è accorto che qualcuno nella Giunta lo imitava e andava avanti per conto proprio.

Più che un rimpasto è un terremoto e il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. Una Giunta di così basso profilo non si era mai vista ma spesso i mediocri si circondano di incapaci per nascondere i loro limiti perché è noto che comandare è più facile che governare e il rispetto delle istituzioni diventa un optional. Sperare che la Giunta si rigeneri con un vecchio routinier della politica come Massimo Guidi è un’illusione.

A questo punto cosa farà il consigliere di Urbino Città Ideale, Mechelli, che ha legato la sua collaborazione alla fiducia personale in Gambini - come ha sempre sostenuto - di fronte allo sfascio prodotto dal sindaco nei riguardi del quale da tempo sembra manifestare preoccupazione per le sue scelte politiche e il ruolo personalistico e poco istituzionale di gestione del Comune nonché la sudditanza nei confronti di Sgarbi?

A farne le spese ancora una volta è la città che non può continuare a essere governata da un’“armata Brancaleone” senza un’idea dei bisogni e dei progetti indispensabili per avviare a soluzione i problemi demografici e di una economia sempre più asfittica, con le iniziative culturali appaltate a Sgarbi e alle sue discutibili mostre il quale non manca di intervenire con meschine motivazioni personali su ogni argomento che riguardi la città anche se glielo vietano lo Statuto e il Testo unico delle leggi degli Enti locali.

Si è toccato il fondo. Sinistra per Urbino invita tutte le opposizioni a fare blocco, a incalzare il sindaco chiedendo un azzeramento di tutta la Giunta e le dimissioni di Gambini per violazione dello Statuto comunale e del Testo unico.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-07-2020 alle 19:24 sul giornale del 25 luglio 2020 - 355 letture

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