Una nuova veste al gioco dell’Aita: la ricostruzione degli allestimenti progettati da Muzio Oddi

3' di lettura 09/08/2020 - Dal 2012 durante la Festa del Duca viene proposto il gioco dell'Aita: un gioco di destrezza e di forza praticato dalla Legione Metaurense nei periodi di non belligeranza, ai tempi del Duca Federico.

Si trattava di un'occasione per mettere alla prova la propria atleticità, un modo per tenersi in forma e dimostrare le proprie doti. Era un'importante occasione di rivalsa poiché si sfidavano le squadre del Popolo (che vestiva il colore giallo) e quella dei nobili (in turchino).

Da Filippo Ugolini “Storia dei Conti e Duchi di Urbino” Libro VII pag.14: Vi si usava anche il gioco dell’Aita che era come una lotta, e credesi che così si chiamasse per l’Aita che si davano vicendevolmente tra loro quelli di una parte contro l’altra.

Disputato in un campo di 50 x 30 metri con due fosse 5x5 m riempite di acqua sul lato lungo del campo; nel fondo del campo sono posizionate all’altezza di tre metri, la bandiera turchina nel campo dei gialli e quella gialla nella metà dei turchini. I giocatori dovevano difendere la propria bandiera, ma allo stesso tempo rubare quella dell'avversario. Vinceva la squadra che riusciva a prendere più volte la bandiera. Il tutto doveva svolgersi con la massima maestria e facendo attenzione a non finire nelle fosse d’acqua, per non esse fatti prigionieri. Chi cadeva all'interno della fossa diventava infatti "prigioniero" e non poteva prendere parte al gioco fino a che non riusciva ad essere toccato da un compagno di squadra e così venir liberato. Tre giudici vestiti di rosso, controllavano lo svolgersi del gioco e la sua regolarità.

Un'attività irruenta, occasione per dimostrare la propria forza.

"La nostra Associazione studiando tutti i documenti storici che citavano il gioco dell’Aita, è riuscita a ricostruire le modalità con cui veniva svolto questo antico gioco, praticato nel Ducato di Urbino per quasi 200 anni e sospeso nel 1632 quando passò sotto lo Stato Pontificio che lo proibì perché ritenuto troppo violento. Naturalmente è stato riadattato e gli Aitanti oggi sono i giocatori di rugby che sono dei lottatori moderni. La nostra rievocazione, proprio per la sua storicità è stato riconosciuto dal MIBACT tra i 15 giochi storici più importanti d’Italia".

"Quest’anno, dal momento che per ovvi motivi di sicurezza non potrà essere disputato questo antico gioco, ci siamo concentrati sullo sviluppo di un progetto su cui stavamo lavorando da diverso tempo: la ricostruzione della tribuna progettata da Muzio Oddi nel 1609 “ per comodità de Signori et Donne da starvi a vedere il gioco dell’Aita….”. Abbiamo trovato infatti, sul libro “I ghiribizzi” di Oddi una tavola con la piantina della tribuna per il gioco dell’Aita che l’Ingegnere e Architetto urbinate progettò nel 1609 e questo dimostra quanto fosse considerato all’epoca questo gioco! - spiega la presidente dell'Associazione Rievocazioni Storiche Urbino Ducale Maria Francesca Crespini - e questo sarà per i prossimi anni lo sforzo della nostra Associazione e cioè l’allestimento scenografico del gioco dell’Aita, progettato da Oddi! Un gioco realmente nato nel nostro Ducato e con un allestimento che prende corpo da un disegno del 1600, del famoso ingegnere urbinate. Siamo orgogliosi di essere riusciti a rinnovare questo gioco militaresco a ricordo che il nostro Ducato fu sede della “Legione Metaurense”, il miglior organismo militare italiano del cinquecento e del seicento che sorse e si sviluppò potentemente a fianco delle arti figurative. E la nostra Associazione ogni anno con questa Festa, cerca di celebrare questo equilibrio tra forza e bellezza, con uno dei suoi tipici modi antichi: il gioco dell’AITA".






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-08-2020 alle 16:40 sul giornale del 09 agosto 2020 - 381 letture

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