Nostro figlio, il mostro

3' di lettura 28/10/2020 - Si sta così. Di nuovo. Daccapo. Ancora increduli, con occhi spalancati dì cane. Smarriti e sospesi. Cacciati nuovamente difronte al vecchio capitolo senza paragrafi e senza parole. Addossati ancora, languidi di dolore, ai bordi del pozzo nero che nessuno sa come purificare. L’abominevole Mostro è tornato. Senza alcun pudore. Scavalcando ogni ostacolo. Scalando muri. Penetrando luoghi e corpi. Girando in tondo per creare sfaceli.

Io non ho paura, mi dice la ragazza dai jeans strappati. Il virus circola a terra, strisciando ed io sono abbastanza alta da esserne immune. Io invece ne ho. Dovremmo averne tutti, le rispondo. Perché la realtà sta cedendo ai progressi di questa umida striscia di morte. Oscura e tenebrosa. E noi siamo troppo visibili e vulnerabili. Se ne va scrollandosi dinoccolata, nel suo tacco vertiginoso, da lasciarmi mestamente pensieroso sulle ragioni, che non sono mai, per quelli come me. Piuttosto per gli altri. Per i no-mascherine. Per i negazionisti. Per quelli che non credono allo sterminio degli Ebrei, ai forni, ai lager. Per i complottisti. Per i terrapiattisti. Per quelli che si sentono lesi nella propria libertà. Per quelli dell’esoterismo, delle scienze alternative, del liberismo estremo. Per tutto quel mondo, che non disponendo di strumenti culturali di ricerca e sperimentazione, nega la realtà. Atteggiamento immaturo. Che non li aiuta. E non aiuta nemmeno noi. Nascondere la realtà, cancellarla, diminuisce la possibilità di affrontare il problema.

Intanto il Mostro è davanti a noi. Tragicamente immenso ed ignoto. Più alto del campanile. Più simile ad una Rock-star del male. Il suo fiato sordo ci sovrasta. Ci avvita ad imbuto in un allucinante girone Dantesco. Disegnato da una assurda grafica digitale. In 3d. Non solo per adulti. Eppure è la nostra vita. Quella che verrà. Quella che abbiamo seminato. Senza troppa attenzione. Perché il Mostro ha una reputazione. Un curriculum. Generato dagli abissi umani. Che lo hanno partorito. Il Mostro è nostro figlio. Ci appartiene. Carne della nostra carne. Lo abbiamo inseminato. Cresciuto. Vezzeggiato, blandito, viziato. Lo abbiamo amato. Per il suo bene lo abbiamo costretto a mangiare porcherie disumane. Costretto a vivere nei luoghi fetidi delle Favelas, degli Slums. Nelle aridità senza acqua. Gli abbiamo fatto scegliere Barabba. Gli abbiamo insegnato la complessità del traffico di poveri migranti. Conoscere l’onnipotenza. Costretto a fumare, a bere, a drogarsi, ad autodistruggersi. Ora si è fatto grande. Comunista. Ateo. Integralista. Xenofobo e sovranista globalizzato. Si arrangia come può per campare, tirando fuori tutto l’orrore che abbiamo dentro. Gli abbiamo fatto spendere quasi 200 milioni dell’Obolo di S. Pietro destinato ai poveri, per acquistare un Palazzo a Londra di 17 mila metri quadrati. Gli abbiamo insegnato le arti marziali. Ad alzare muri. Recinzioni e barriere culturali, razziste e fasciste. Ed ora, fatto grande,tragicamente immenso e lordato di sangue, ecco che ci inquieta col suo ritorno a casa, come un figlio poco prodigo che venga a chiederci conto.

Presto avremo un vaccino. Allora gli sbatteremo la porta in faccia. Lo abortiremo. Ci sbarazzeremo di lui. Ma dopo, nel tempo, nella grande illusione della vita, sappiamo che le cose tendono a riproporsi. Partoriremo altri suoi fratelli. Diversi, magari biondi, ma fratelli. Per allora dunque, dovremo fare ordine nella casa. Pulire la credenza, le stoviglie, gli angoli del battiscopa. E soprattutto, diventare putativi tutti di quel figlio degenere. In una determinazione da fargli capire che finalmente intorno, gli abbiamo costruito un mondo senza sperequazioni sociali, igienico ed accogliente. E che nella tavola apparecchiata ci sarà una scodella per tutti. Così da conviverci insieme, senza timore. Solo allora la morte riprenderà la casualità del destino. E per certo nostro figlio Mostro, si placherà, senza più adirarsi, da strappare i figli alle madri.






Questo è un articolo pubblicato il 28-10-2020 alle 21:17 sul giornale del 28 ottobre 2020 - 314 letture

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