Ma chi comanda in Comune?

gambini e sgarbi 3' di lettura 29/10/2020 - La conferenza stampa indetta ieri dal sindaco Gambini ha offerto il destro per l’ennesimo avanspettacolo del piccolo vate dannunziano di Ro Ferrarese, uno schiaffo alle leggi e un pugno nell’occhio al sindaco Gambini da parte di un parlamentare della Repubblica, tenuto a svolgere il suo mandato con disciplina e onore, come recita la Costituzione.

Non bastavano le ridicole buffonerie e gli attentati alla salute pubblica che l’hanno visto denunciare l’inutilità dell’obbligo della mascherina anti Covid igrave; ha dichiarato che proporrà delle “pro-ordinanze” per riaprire il Teatro Sanzio e prolungare l’orario di apertura di bar, ristoranti, e pasticcerie. Le stesse ordinanze adottate dal Comune di Sutri di cui è cacicco a tempo perso, senza prevedere, bontà sua, la multa per chi porta la mascherina.

E il sindaco? Lui è corso ai ripari derubricando il tutto ad “atti simbolici”, insomma goliardate come il famoso “editto”, ma è apparso frastornato, forse chiedendosi se si trovava su “scherzi a parte”, ipnotizzato dal cazzaro roese che a quasi settant’anni gioca a fare il Pierino fregandosene di un Paese in ginocchio preoccupato per il suo futuro.

Dato che c’era ha esaltato la mostra-bidone del Castellare come l’evento centrale delle celebrazioni raffaellesche, così fondamentale che del catalogo, per altro modesto, si è ricordato almeno un mese dopo l’inaugurazione, pubblicato ad agosto dall’editore Maggioli di Rimini.

Consapevole del fallimento, viste le immagini delle file per visitare palazzo ducale e il vuoto davanti l’ingresso del Castellare, nell’ultimo periodo si è fatto ricorso alla grancassa mediatica e alla riduzione del prezzo del biglietto a un euro.

Quanto al numero dei visitatori dal 19 luglio al 25 ottobre una cosa è certa: se il 16,50% dei visitatori ha acquistato solo il biglietto per la mostra e l’83.50% il biglietto unico palazzo-ducale-mostra (60% in Galleria e il 23.50% in mostra), come dimostrare che chi ha visitato il palazzo abbia poi visitato anche la mostra? Difficile credere che per primo impulso abbiano deciso di visitare la mostra invece della Galleria. Più certo il contrario: prima il palazzo ducale, molto più importante, e poi magari... se ne sono andati.

Una valutazione realistica va quindi fatta su quel 16.50% che ha acquistato solo il biglietto per visitare la mostra il che dà risultati piuttosto bassi rispetto al totale di 22.600 biglietti: 3.729 visitatori, con una media nei cento giorni di apertura di 37,29 al giorno e non di 226 come dichiarato da Sgarbi e dal sindaco in conferenza stampa. Piuttosto aspettiamo di conoscere i costi precisi e analitici della mostra compresi le parcelle dei curatori Sgarbi-Soletti del falsario Frongia e il numero di cataloghi venduti.

Ritengo che ogni limite imposto dalla decenza sia stato abbondantemente superato. Il personaggio, si vede, è logoro ma prigioniero del demone di un narcisismo che non offre più nulla, né di divertente, né tantomeno di intelligente, ma solo neuroni impazziti che producono un cocktail micidiale. Dato per scontato che le supposte “pro-ordinanze” sarebbero illegittime”, perché spetta solo al sindaco, in qualità di “ufficiale di Governo”, adottarle, preoccupa il degrado mediatico della città e un primo cittadino tenuto al guinzaglio da un guitto che da decenni ha buttato alle ortiche un potenziale talento per specchiarsi nel vuoto di una senilità intellettuale riempito solo dalla propria immagine.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-10-2020 alle 17:54 sul giornale del 29 ottobre 2020 - 262 letture

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