Ospedale, I Moderati per Urbino: "La nostra solidarietà più che alla politica va agli operatori sanitari"

ospedale di urbino 3' di lettura 12/01/2021 - Da ospedale no covid a senza ospedale il passo purtroppo è breve. Cardiologia chiusa, idem rianimazione; il primario di ostetricia e ginecologia positivo al covid, Pediatria già accorpata a ginecologia ora trasformata in reparto covid, sospesi gli interventi chirurgici programmati.

I Moderati per Urbino sottoscrivono l’appello di Londei alla collaborazione e alla solidarietà ma vogliono ricordare che la solidarietà non può esser sinonimo di rimozione in senso freudiano. A nostro parere è bene far tesoro degli errori - quelli della prima e anche della seconda ondata di questo terribile virus - onde evitare che la terza costringa tutti ad esser una volta ancora solidali perché per l’ennesima volta nulla si è fatto. Già a marzo il nosocomio urbinate si era trovato in una situazione analoga a quella odierna ed evidentemente da marzo ad oggi poco o nulla è stato fatto.

L’amministrazione comunale aveva festeggiato in tempi “ poco sospetti” Urbino ospedale no covid pensando erroneamente che fosse sinonimo di covid free. Avevamo ”illo tempore” smorzato gli entusiasmi dell’assessore Foschi per la classificazione del nosocomio urbinate per ragioni ora più che mai evidenti: dopo le politiche sanitarie regionali targate Ceriscioli (PD) appoggiate incondizionatamente anche dal sindaco Gambini (presidente della conferenza dei sindaci dell’Area Vasta 1) che hanno falcidiato la sanità dell’entroterra era facile prevedere che l’ospedale di Urbino difficilmente avrebbe retto la pressione anche senza una pandemia. Dopo la desertificazione e in attesa di un fantomatico ospedale unico provinciale, che nemmeno si farà mai, senza alcun potenziamento della rete territoriale di supporto, i pazienti covid o no non potevano far altro che confluire ad Urbino ed era facile pronosticare che il trasferimento ad altra struttura sarebbe stato problematico visto che il privato è per sua natura poco incline all’accoglienza dei malati covid, e in regione molte realtà pubbliche condividono la triste realtà urbinate.

Non c’è inoltre solo covid. Ci son i malati cronici (in aumento visto l’aumento dell’età media della popolazione specie nell’entroterra) e ci son gli oncologici oltre alla routine. Se la coperta è corta anzi cortissima lascia scoperto qualcosa o molto… I Moderati per Urbino ritengono che le difficoltà odierne solo in parte possono trovare una giustificazione nell’emergenza: la sanità regionale è ormai un malato cronico grave che di fronte a qualunque sofferenza anche minima va in affanno e resiste solo grazie alla responsabilità degli operatori sanitari che lavorano in condizioni impossibili e in carenza di organico anche quando son al completo.

In controtendenza e provocatoriamente avevamo detto che forse Urbino sarebbe dovuto diventare ospedale covid se non altro perché forse sarebbero arrivati fondi statali e personale medico e paramedico che al” Santa Maria della Misericordia” serve come l’acqua nel deserto. Gli appelli alla popolazione del sindaco Gambini a rivolgersi alle strutture private e l’accusa agli urbinati di non aver fatto sufficientemente i” bravi”durante le feste natalizie ci lascia però quando mai attoniti: il moralizzatore è proprio colui che in zona rosa andava a cena a San Marino con il prosindaco Sgarbi - noto negazionista -?

La nostra solidarietà più che alla politica va agli operatori sanitari che nonostante tutto continuano a lavorare.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-01-2021 alle 16:23 sul giornale del 12 gennaio 2021 - 189 letture

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