LAC Marche, accesso civico ai dati sulle macellazioni dei cinghiali abbattuti nella caccia in braccata

cinghiali| 3' di lettura 20/01/2021 - Nelle cronache giornalistiche si parla sempre di “invasione” e di “emergenza” legata ai cinghiali, ma nessuno si domanda dove vengono poi macellate le migliaia di cinghiali che vengono uccisi ogni anno dalle circa 200 squadre di cacciatori che risultano iscritte negli 8 ATC della Regione Marche e che fine fanno? Chi controlla che tutte le operazioni siano effettuate rispettando le normative sanitarie vigenti? Quanti cinghiali si possono abbattere negli 8 ATC regionali nel corso di una stagione venatoria?

Problemi di matematica semplice, eppure questi numeri non risultano in alcun documento ufficiale e nessuno fornisce dati certi, tantomeno gli ATC, sulla composizione delle squadre, sulle battute effettuate e soprattutto sul reale numero di cinghiali che vengono uccisi dalle circa 200 squadre, composte ognuna da svariate decine di cacciatori, non solo marchigiani, visto che arrivano a frotte anche da altre Regioni e persino dall’estero per partecipare alle ambite braccate! Pochi sanno che il rischio sanitario associato al consumo di carni non sottoposte a controlli veterinari è molto alto; quelle di cinghiale, in particolare, potrebbero portare a contrarre una zoonosi parassitaria pericolosa come la Trichinellosi, oppure essere veicolo della terribile Peste Suina, ma anche essere portatori della Tubercolosi, come accade da anni per i cinghiali cacciati nella zona del monte San Vicino, che hanno contratto la TBC da una mandria di bovini infetti. Considerato che tutti i selvatici uccisi dovrebbero poi essere consumati, l'applicazione da parte dei cacciatori delle necessarie precauzioni e manualità risulta quindi di fondamentale importanza per assicurare la qualità igienica ed organolettica delle carni e la loro conservabilità. I cacciatori, per il Reg. CE n. 852/2004, diventano infatti “produttori primari”, ed in quanto tali assumono la funzione di “operatori del settore alimentare”. Per eseguire questo ruolo, dovrebbero però essere sottoposti ad una specifica “formazione”, essendo direttamente responsabili della sicurezza alimentare e dovendo in modo oggettivo e verificabile garantire che tutte le fasi sulle quali hanno pertinenza, dall’abbattimento al dissanguamento, fino al conferimento della carcassa presso il centro di sezionamento, soddisfino i requisiti igienici richiesti dalle normative sanitarie. Eppure né i Dipartimenti di Prevenzione delle ASUR, né tantomeno gli Ambiti Territoriali di Caccia forniscono dati precisi e verificabili sui numeri degli abbattimenti, sulla conservazione dei capi abbattuti, sugli esami sanitari obbligatori, sulle modalità di commercializzazione e di distribuzione delle carni dei selvatici. Sono infatti cronaca quotidiana le attività illecite di foraggiamento abusivo, le ibridazioni tra cinghiali e maiali, le braccate eseguite senza obbligatoria segnalazione, anche in ore notturne, la macellazione e la lavorazione abusiva dei capi abbattuti, lo smercio illegale delle carni non sottoposte a visita ispettiva veterinaria ecc...

Per verificare che situazioni simili non si stiano riscontrando anche nella nostra Regione, soprattutto in questo periodo di Covid 19, la LAC Marche ha effettuato un dettagliato accesso civico per chiarire come vengano effettuate sull’intero territorio regionale le indispensabili operazioni di controllo, lungo tutta la filiera delle carni da selvaggina. Lo scopo è quello di “squarciare” il velo su un mondo, quello del commercio della carne di selvaggina, soprattutto di cinghiale, per molti aspetti occulto ed omertoso e far emergere così il mercato molto florido e redditizio, ma in larga parte clandestino, direttamente collegato alla caccia! Un processo che dovrebbe essere monitorato per legge, per garantire la salute dei consumatori di carne di selvaggina, “proprietà” dello Stato, ed il cui consumo legale e privo di rischi per la salute umana, dovrebbe essere assolutamente assicurato, per il bene di tutti, non solo dei cacciatori...


da Danilo Baldini
Delegato LAC Marche





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-01-2021 alle 17:56 sul giornale del 20 gennaio 2021 - 227 letture

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