Sinistra per Urbino a fianco dei comitati per un autentico ambientalismo

4' di lettura 17/02/2021 - Il nostro territorio si è finora caratterizzato per la presenza di gruppi di cittadini che muovendo da obiettivi concreti e difesa del territorio sono gli unici che fanno politica tra la gente riscuotendo ampi consensi.

Tra questi possiamo segnalare il Comitato di Cà Lucio e i cittadini che sono ricorsi per via giudiziaria contro la Provincia e Marche MultiServizi per esigere la chiusura della discarica di Cà Lucio, il Comitato di Canavaccio che si è opposto con successo al Biodigestore che il Sindaco voleva imporre alla frazione, il Comitato Diversamente di Talacchio e Vallefoglia che si batte con l'ampio consenso dei cittadini contro il Biodigestore di MMS, l'Associazione Ferrovia Valmetauro che da anni si impegna per il ripristino della ferrovia Fano-Urbino. Sono esempi di impegno, abnegazione, sacrificio personale, che semplici cittadini non esitano a mettere in campo per il benessere non solo proprio ma di tutta la collettività, per la salvaguardia e la salubrità dei territori.

Spesso si sentono dire “ma chi te la fa fare”, vengono attaccati, derisi e blanditi dal potere, ma sono un grande esempio di come la collettività dovrebbe difendere i territori. Possono incontrare delle battute d'arresto, come la sentenza del Consiglio di Stato a favore di chi ha deciso di scaricare a Cà Lucio rifiuti provenienti da ogni dove, ma in realtà “le battaglie non si perdono, si vincono sempre”. Il Comitato ha osato sfidare un potere potente che riuniva Pd (Provincia) e destra (sindaco e Giunta di Urbino), alleato di un potentato economico (MMS è una delle imprese con i più alti profitti tra le imprese della Regione). Davide contro Golia. E sebbene questa sentenza abbia segnato un punto a favore di Golia, il coraggio espresso dai cittadini del Comitato costituisce un esempio per tutti. Hanno dimostrato che a questi poteri ci si può opporre, e nonostante la sentenza avversa, stanno vincendo sul piano politico: si sono ribellati ad atti ritenuti una prepotenza, hanno gridato i loro diritti calpestati, hanno messo in difficoltà il potere, lo hanno costretto prendere in considerazione le istanze dei residenti, a temerne i controlli in mancanza o carenza di quelli istituzionali.

Questi sono esempi di vero ambientalismo che hanno sostituito il vecchio ambientalismo in crisi e piegato da compromessi con i poteri che ne hanno inficiato l'identità, che l'hanno allontanato dai principi fondativi, dalle esigenze dei cittadini che spesso l'accusano di subire pressioni dal potere politico ed economico. Cosa rimane di ambientalismo per chi si affianca all'attuale potere politico ed economico che vuol imporre ai cittadini di Vallefoglia il Biodigestore nonostante l'opposizione di oltre 5000 residenti? Come può definirsi ambientalista chi si schiera contro la ferrovia Fano-Urbino e chiede la ciclabile sul sedime ferroviario, condannando l'entroterra all'isolamento, al degrado sociale e sposando così l'uso dei carburanti fossili per i mezzi di trasporto di merci e persone tra costa ed entroterra?

Costoro sono espressione di una sorta di effimero ambientalismo aristocratico, consumistico per i ceti benestanti della costa, che vede l'entroterra come luogo per le gite fuori porta di domenica, per godersi l'aria pulita e le bellezze naturalistiche e architettoniche, magari in bicicletta, senza curarsi della desertificazione sociale che queste politiche provocano e delle condizioni di vita dei residenti. Il fatto che lo stesso territorio venga colonizzato e sacrificato con la privazione di infrastrutture essenziali, e ridotto a siti per la raccolta e il trattamento dei rifiuti prodotti da altri (soprattutto dalla costa) e trasportati da un intenso traffico di automezzi, diventa l'espressione di questo atteggiamento elitario di disprezzo.

Chi è sinceramente ambientalista si schiera a fianco del Comitato di Cà Lucio per la chiusura della discarica e impedirne l'accumulo straordinario di rifiuti anche da fuori provincia, a fianco del Comitato Diversamente di Vallefoglia che si oppone a un Biodigestore che per le sue dimensioni attirerà rifiuti anche da fuori Regione alla sola ricerca di profitti, a fianco dell'A.F.V.M. per il ripristino della ferrovia, per una moderna ed ecologica metropolitana di superficie, fondamentale per fermare la spoliazione dell'entroterra.

Sinistra per Urbino si augura che l'ambientalismo storico abbia un sussulto di dignità riscoprendo i propri valori identitari, e faccia proprie queste istanze schierandosi a fianco dei cittadini che da anni gridano e protestano per difendere i loro diritti alla salute e alla vita nei loro territori. Per quanto riguarda le forze politiche sia il Pd che la Destra hanno finora dimostrato che sono più attenti a garantire i poteri economici e disattendere le vacue promesse elettorali che essere vicini ai cittadini dell'entroterra.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-02-2021 alle 20:45 sul giornale del 17 febbraio 2021 - 285 letture

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