Legambiente a favore della costruzione del biodigestore anaerobico, le ragioni del sì

4' di lettura 24/02/2021 - Sono diversi anni che l’associazione Legambiente si esprime a favore della costruzione di biodigestori anaerobici per il trattamento della frazione organica dei rifiuti e del verde urbano.

La posizione di Legambiente è molto scomoda e spesso criticata da altre associazioni ambientaliste, ma è coraggiosa e coerente con scelte concrete volte ad imprimere una accelerazione alla lotta ai cambiamenti climatici, la più grande emergenza ambientale che il mondo ha davanti.

I biodigestori sono oggetto di fake news che disorientano i cittadini, facendo leva su paure, sfiducia e soprattutto scarsa informazione, al contrario dei principi che invece hanno sempre caratterizzato Legambiente cha ha sempre cercato di portare avanti le sue battaglie basandosi sulla ricerca scientifica.

Il Circolo Legambiente “Le Cesane” ritiene che ci si debba adoperare per una diminuzione pro capite dei rifiuti prodotti, il passaggio non è immediato per cui nella fase di transizione c’è la necessità urgente, nelle zone che ne sono sprovviste, di costruire impianti che provvedano alla trasformazione dei rifiuti organici per i seguenti motivi:

- ottica di economia circolare per chiudere il ciclo dei rifiuti, la carenza di tali impianti nelle Marche sta rallentando la crescita della raccolta differenziata,
- allo stato attuale, parte dei rifiuti biodegradabili e dei rifiuti biodegradabili da sfalci sono conferiti presso impianti collocati fuori dalla Regione Marche e gran parte, almeno in certi periodi dell’anno, trovano destino a distanze anche superiori a 400 km (impianto di recupero di Montello (BG)) con evidenti ripercussioni sugli aspetti ambientali, (es. inquinamento atmosferico) ed economici connessi al trasporto, con conseguente aumento del costi di gestione e tariffe più alte,
- contrasto all’insorgenza di nuove discariche ed inceneritori.
- I biodigestori anaerobici sono impianti che rientrano tra quelli ad energia rinnovabile, i rifiuti organici non bruciano, ma vengono trasformati con l’aggiunta di batteri per ottenere biometano, che può essere immesso in rete, e compost di qualità che restituisce carbonio al suolo. In questo modo si riduce la necessità di utilizzare il metano di origine fossile contribuendo alla progressiva dismissione delle fonti fossili.

Ovviamente qualunque impianto deve essere progettato, costruito e controllato secondo le migliori e più moderne tecnologie in grado di eliminare quelle criticità che a volte nel passato si sono presentate, come ad esempio emissione di odori sgradevoli, per cui è necessario la valutazione dell’impatto ambientale (VIA) e di quello sanitario (VISe ). Inoltre le popolazioni limitrofe al sito individuato, dovrebbero essere informate in maniera corretta sul funzionamento e dovrebbero essere coinvolte nel controllo dell’impianto stesso.

Per raggiungere tali obiettivi è necessario definire la pianificazione per la realizzazione di tali impianti nella nostra Regione e nella nostra Provincia (basilare il Piano d'ambito per la gestione dei rifiuti urbani da parte dell'ATA).

La gestione dei rifiuti è una materia molto importante, gli amministratori e i gestori dovrebbero impegnarsi nella prevenzione, cioè nella loro diminuzione pro-capite implementando la raccolta differenziata porta a porta spinta (estesa a tutte le frazioni merceologiche) con passaggio alla tariffa puntuale e aumentando la qualità della raccolta differenziata; inoltre sarebbero importanti la ripartenza e attivazione dei centri per il riuso, incentivazione dell’uso delle compostiere di prossimità (domestiche), costante informazione ed incentivazione ai cittadini per una corretta raccolta differenziata e maggiore controllo dei rifiuti abbandonati per strada ed in prossimità dei cassonetti.

Per quanto riguarda l'impianto per la provincia di Pesaro-Urbino, di tipo medio-piccolo, il suo dimensionamento non potrà’ non tenere conto della produzione dei rifiuti organici, dell'estensione della provincia e dell'aumento della raccolta differenziata che deve essere potenziata e allargata a tutto il territorio.

Sulla dislocazione degli impianti, la soluzione più idonea sarebbe quella che vede una loro ubicazione in zone non lontane dai luoghi di maggiore produzione dei rifiuti per limitare al massimo il loro spostamento sul territorio, ma lontane da aree abitate e adiacenti a vie di comunicazioni.


da Legambiente
Circolo "Le Cesane" Urbino





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-02-2021 alle 22:33 sul giornale del 24 febbraio 2021 - 168 letture

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