I Luoghi del Cuore FAI, la classifica finale, ecco i più votati delle Marche: Canavaccio e Lamoli nelle prime posizioni

6' di lettura 25/02/2021 - Nel 2020, con ben 2.353.932 voti, gli italiani hanno voluto dimostrare il loro amore per il patrimonio culturale e ambientale italiano: il miglior risultato di sempre per il censimento del FAI. Una partecipazione sorprendente che nell’anno del dramma del Covid-19 si carica di significato e racconta di un’Italia coesa, vitale e fiera delle proprie bellezze, che guarda al futuro con speranza, nonostante tutto.

RISULTATI FINALI DEL 10° CENSIMENTO “I LUOGHI DEL CUORE”

CLASSIFICA DEI LUOGHI PIÙ VOTATI NELLE MARCHE*
(*luoghi che hanno ottenuto almeno 2.000 voti)

Posizione in classifica nazionale

VOTI

LUOGO DEL CUORE

23°

13.358

Villa e Parco Cerboni Rambelli, San Benedetto del Tronto (AP)

31°

9.249

Abbazia di San Michele Arcangelo a Lamoli di Borgo Pace (PU)

56°

6.151

Pieve di Santo Stefano di Gaifa e Torre Brombolona Canavaccio, Urbino (PU)

63°

5.681

Antica Farmacia dell'ospedale Fatebenefratelli, Jesi (AN)

108°

3.888

Chiesa di San Francesco a Candelara, Pesaro (PU)

161°

2.687

Rocca Varano, Camerino (MC)

171°

2.552

Torre sul Porto Sentina, San Benedetto del Tronto (AP)

177°

2.490

Oratorio dell'ascensione al Palazzolo, Pergola (PU)

182°

2.431

Ferrovia Fano-Urbino (PU)

197°

2.266

Palazzo Gherardi, Senigallia (AN)


APPROFONDIMENTI SU ALCUNI DEI LUOGHI PIÙ VOTATI NELLE MARCHE:

Villa e Parco Cerboni Rambelli, San Benedetto del Tronto (AP)
Costruita intorno al 1870 dal medico Angelo Cerboni e circondata da un parco di 11.600 metri quadrati, la villa è un esempio di architettura signorile del XIX secolo. Dal 2001, con il lascito testamentario del suo ultimo proprietario Paolo Rambelli, è proprietà del Comune. Grazie a un progetto speciale, il parco ha cominciato a essere utilizzato come spazio distensivo e terapeutico per il vicino ospedale, ma necessita di interventi di recupero, così come la villa, oggi inagibile. Il comitato “Amici della Villa e Parco Cerboni Rambelli” vorrebbe farne un polo culturale per la cittadinanza.

Abbazia di San Michele Arcangelo, Lamoli di Borgo Pace (PU)
L’abbazia, situata alle pendici dell’Appennino Umbro-Marchigiano, in un paesino di soli 600 abitanti presso il crinale di confine tra Marche, Umbria e Toscana, nacque per opera dei monaci benedettini tra IX e X secolo, anche se oggi l’edificio appare nella veste duecentesca. Comprende la chiesa con affreschi del Quattrocento, il monastero e la foresteria. Già votato nei precedenti due censimenti del FAI -nel 2018 ha ottenuto oltre 24.000 voti - grazie all’attivissimo “Comitato per la Valorizzazione e il Restauro dell’Abbazia Benedettina di San Michele Arcangelo di Lamoli”, il complesso necessitava di un recupero del tetto, ultimato proprio all’inizio del 2021, grazie a un finanziamento I Luoghi del Cuore, in collaborazione con la Diocesi. Come spesso accade, dal censimento è scaturito un altro effetto virtuoso: verrà realizzato un nuovo sistema d’illuminazione, con piccoli apparecchi che si integreranno nel contesto architettonico. Il bene rientra nella classifica speciale “Italia sopra i 600 metri” ed è stato nuovamente votato per favorire il restauro di alcune opere d’arte conservate all’interno e la realizzazione di migliorie esterne.

Pieve di Santo Stefano di Gaifa e Torre Brombolona Canavaccio, Urbino (PU)
La pieve, attestata dal XIII secolo, era legata ai castelli di Gaifa e Primicilio e al Monastero benedettino di Sant’Angelo di Gaifa e venne più volte distrutta e riedificata. L’edificio attuale, che sorge in posizione isolata in mezzo alla campagna coltivata, venne consacrato nel 1727; danneggiata dal sisma del 1997, la chiesa è oggi in buono stato di conservazione. I due castelli sono pressoché scomparsi: restano solo i ruderi della Torre Brombolona, il cui nome è legato ai “bromboli”, le stalattiti di ghiaccio che in inverno si formavano all’interno della sua campana, contesa tra i due castelli. Il comitato “Valorizzazione Pieve Santo Stefano di Gaifa” ha partecipato al censimento del FAI per rendere più noti questi luoghi.

Antica farmacia dell’Ospedale Fatebenefratelli, Jesi (AN)
La farmacia, situata nel centro storico, fu edificata nel 1757, insieme all’Ospedale Fatebenefratelli, e conserva gli arredi originari in legno, alcuni dotati di meccanismi segreti per nascondere i preparati più preziosi. È articolata in due ambienti, uno più interno, deputato alla conservazione delle materie prime, e la farmacia vera e propria, dove si custodivano i prodotti galenici nei tipici vasi in maiolica dipinta che sono stati trasferiti -ve ne sono ben 206 - nella Pinacoteca di Palazzo Pianetti. La spezieria è chiusa dal 2015, anno in cui l’ospedale è stato trasferito in una nuova struttura, ed è minacciata da infiltrazioni, che rischiano di compromettere le boiseries settecentesche. Il comitato “Proposta Jesi” ne auspica il recupero e la valorizzazione. Il bene rientra nella classifica speciale “Luoghi storici della salute”.

Chiesa di San Francesco a Candelara, Pesaro (PU)
La piccola frazione di Candelara si trova a 7 km da Pesaro, circondata da valli, boschi di querce, viti e ulivi. Il panorama spazia dal mare all’Appennino. La Chiesa di San Francesco fu costruita nel 1356 su alcune proprietà della Beata Michelina da Pesaro, francescana compatrona di Pesaro. In origine il complesso architettonico comprendeva la chiesa, la sacrestia e il convento, crollato probabilmente alla fine del XIX secolo. Attualmente la chiesa è un'aula rettangolare a navata unica, scandita in maniera atipica da quattro colonne che separano lo spazio in tre zone; dall'unica porta alla sinistra dell'altare si accede alla sacrestia, attraverso un vano situato sotto il campanile. A causa del crollo del tetto e del cedimento della parete nord, nel 1997 l'edificio è stato oggetto di un restauro strutturale, che ne ha evitato il crollo e il continuo attacco degli agenti atmosferici. Chiusa al pubblico, la chiesa si trova oggi in stato di completo degrado.

Rocca Varano, Camerino (MC)
Rocca Varano è una spettacolare fortezza che sorge in posizione dominante su uno sperone roccioso, a breve distanza da Camerino e a controllo della Valle del Chienti. Venne edificata nel Duecento come residenza fortificata della nobile famiglia dei Da Varano, che da qui imponevano gabelle a chi percorreva la strada tra Roma, Umbria e Adriatico: fu in questo modo che costruirono la loro fortuna e diventarono signori di Camerino per quasi tre secoli. Nel secolo successivo la rocca venne trasformata in fortezza con funzione difensiva e, dopo l’estinzione della dinastia, in casa colonica. Luogo di grande valore storico e simbolico, l’edificio è stato reso inagibile dal sisma del 2016. Il comitato “Rocca Varano” ha partecipato al censimento del FAI con la speranza che il sito venga recuperato e valorizzato. Il bene rientra nella classifica speciale “Italia sopra i 600 metri”.

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