Animalisti: "Sulla caccia alla volpe nessuna sentenza del TAR, è solo la fase cautelare", lanciata una petizione online

volpe 2' di lettura 13/03/2021 - “In merito ai piani di controllo della volpe e dei corvidi, smentiamo categoricamente quanto affermato sulla stampa dalle associazioni venatorie. Si tratta infatti solo della fase cautelare, non vi è stata quindi alcuna sentenza di merito del TAR Marche e conseguentemente nessuna “caccia alla volpe”. I cacciatori non possono quindi cantare alcuna vittoria!”.

Questo è ciò che comunicano le associazioni ENPA - LAC - LAV e la LUPUS IN FABULA a seguito della decisione del TAR Marche di non concedere la sospensiva, con la motivazione che l’efficacia degli abbattimenti scatterà solo con l’approvazione dei successivi e singoli piani provinciali, per cui il TAR al momento non ravvisa l’urgenza e un pericolo di danno immediato.

La volpe, secondo le associazioni ambientaliste ed animaliste, ha la sola “colpa” di essere un “competitor” dei cacciatori, perché accusata di nutrirsi della fauna “pronto-caccia”, acquistata e rilasciata da loro pochi giorni prima dell’apertura della stagione venatoria. Per giustificare gli abbattimenti, in assenza di prove scientifiche di tali predazioni, si utilizza quindi il pretesto del controllo numerico, dichiarando che le volpi, in base a pure supposizioni, sono troppe e dannose. “In questi casi, come in tutto il controllo faunistico, la legge imporrebbe invece prioritariamente l’applicazione dei metodi ecologici e preventivi, primo tra tutti il divieto di ripopolamento venatorio, su cui anche l’ISPRA è concorde. Ripopolamenti a cui i cacciatori non vogliono però rinunciare, così come all’opportunità di uccidere un animale come la volpe che invece è utilissimo in natura, perché svolge un ruolo biologico estremamente importante, nutrendosi di ratti, topi e piccoli di cinghiale!”.

In una sorta di medioevo culturale e contrariamente a quanto avviene in Regioni vicine come l’EmiliaRomagna, la Regione Marche, per mezzo di questi piani, consentirebbe anche la pratica barbara della “caccia alla volpe in tana”. “Questo tipo di caccia si caratterizza per la sua particolare violenza e crudeltà e si attua con cani appositamente addestrati che si introducono nella tana dove la volpe accudisce i suoi piccoli. Ne deriva uno scontro ferocissimo in cui la volpe combatterà fino alla morte nel disperato tentativo di difendere sé stessa e i piccoli. I cuccioli che dovessero riuscire a sfuggire ai cani e ai fucili, saranno destinati ad una lenta morte per inedia”. Questi “combattimenti” sono un sadico divertimento per i cacciatori, una pratica orribile che viola varie leggi, compresi l’art. 544 bis e ter del Codice Penale.

Intanto è partita la protesta: in pochissimi giorni oltre 7.000 persone hanno firmato la petizione https://www.change.org/p/stop-al-massacro-delle-volpi-e-dei-cuccioli-in-tana-autorizzato-dalla-regionemarche e centinaia di persone, invitati dai post delle associazioni sui social, hanno “gridato” la loro contrarietà sulla pagina Facebook della Regione e del Presidente Acquaroli, chiedendo la revoca della Delibera!






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-03-2021 alle 21:07 sul giornale del 13 marzo 2021 - 238 letture

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