Lettera aperta all'Assessore Foschi

elisabetta foschi 3' di lettura 28/03/2021 - Gentile Assessore, non si arresta l’alluvione sulla stampa locale delle sue quotidiane esternazioni. Un modo di comunicare che è un pot-pourri di problematiche che investono il nostro Ospedale sulle quali lei interviene sostituendosi spesso alla stessa Aerea Vasta 1.

Non so chi sia il suo consigliere alla comunicazione, se mai ne avesse uno, ma il bombardamento mediatico non aiuta a comprendere il problema, abbassa il livello qualitativo del confronto, provoca disorientamento e confusione e riduce la credibilità e l’autorevolezza della fonte.

E allora le chiedo: ha già iniziato la corsa per candidarsi a sindaco? Il che sarebbe legittimo, beninteso. Ma lei è ormai una protagonista che non vuole arrendersi all’evidenza di non essere certo la più amata dagli elettori urbinati visto che non l’hanno rieletta per la sesta volta in Consiglio comunale ritenendo che sarebbe stato veramente troppo. Forse si saranno ricordati della sua faziosità nel ruolo di presidente del Consiglio comunale, privo del necessario aplomb istituzionale, come si è visto nel caso degli insulti volgari rivolti da Sgarbi ai consiglieri di minoranza di cui non ha difeso il diritto alla parola e alla critica. Ricordo ancora una volta l’episodio perché è stato di una gravità inaudita, un vulnus alla funzione di equilibrio e garanzia del corretto funzionamento di un organo comunale.

Lei si è accomodata per ventiquattro anni consecutivi sui banchi del Consiglio comunale occupando contemporaneamente, per un periodo non breve, anche quelli di consigliere provinciale e regionale. Nel 2019, invece, il suo elettorato di riferimento, evidentemente stanco, le ha sbattuto in faccia la miseria di 120 preferenze non rieleggendola. Tuttavia gli equilibri della coalizione di Gambini e pressioni estranee al contesto cittadino, l’hanno premiata con un assessorato, con deleghe alle politiche sociali, sanità e attività produttive, sebbene il suo crepuscolo politico fosse evidente a tutti.

Adesso si è riciclata come paladina della difesa dell’ospedale e sulla stampa locale tiene una vera e propria “rubrica sanitaria”, ma il suo modo di comunicare finisce con lo sfuocare i veri nodi problematici del nostro ospedale trasformandone la complessità in propaganda e aumentando il già alto livello di preoccupazione dei cittadini.

La sua linea politica sulla sanità non presenta nulla di nuovo rispetto al passato per quanto riguarda il coinvolgimento dei privati, scaricandone i costi sulla collettività, senza un miglioramento reale dei servizi nell’ottica di una sanità pubblica e universale e anzi destrutturando la sanità territoriale e la medicina di base. Adesso cavalca il Covid e denuncia disfunzioni e carenze attribuendole alla gestione della precedente Giunta di centrosinistra, ma lo fa in maniera confusa sovrapponendo un problema all’altro e soprattutto senza risultati concreti. I suoi grandi piani per l’ospedale di Urbino appaiono solo come promesse in salsa clientelare e intanto non ha provveduto tempestivamente a risolvere il problema degli ambulatori e dei medici nelle frazioni di Schieti e di Pieve di Cagna perché avrebbe dovuto sapere che due medici di famiglia stavano per andare in pensione e quindi occuparsene per tempo evitando disagi e preoccupazioni agli abitanti.

Mi permetta di darle un consiglio: lasci perdere il marketing politico finalizzato a quello che gli esperti definiscono “rafforzamento delle posizioni” tra una campagna elettorale e la successiva. Ha tempo per prepararsi al prossimo appuntamento elettorale e non se ne può più del quotidiano “santino” che sulla stampa la immortala come “la ragazza del secolo scorso”. Si fermi, si riposi, e siccome dice di essere un’archeologa, ecco, c’è tanto da scavare senza allontanarsi nemmeno troppo da casa. Buon lavoro assessore.

Ermanno Torrico






Questo è un articolo pubblicato il 28-03-2021 alle 17:06 sul giornale del 28 marzo 2021 - 257 letture

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