La Scuola di Conservazione e Restauro dell'Università di Urbino si presenta

2' di lettura 08/12/2021 - L’arte e la cultura che si respirano nella città di Urbino appaiono come un habitat naturale per un corso di conservazione e restauro: passato e futuro che vivono nel presente e offrono nuove opportunità agli studenti.

“Scuola di Conservazione e Restauro tra didattica, ricerca e comunicazione”: questo il tema attorno al quale ruoterà la presentazione della Scuola che fa dell’Università di Urbino un punto di riferimento nazionale per il restauro in tutti i suoi aspetti e che sarà presentata al pubblico e agli studenti giovedì 9 dicembre alle 10, nell’Aula Magna del Rettorato in Via Saffi, 2 con il saluto del rettore Giorgio Calcagnini a precedere gli interventi in programma.

Sarà possibile essere presenti prenotandosi al link www.uniurb.it/novita-ed-eventi/4985 oppure seguirlo in streaming dal sito uniurb.it/live.

“Oggi il patrimonio culturale è sempre più considerato come una forza dinamica che guida i cambiamenti sociali, culturali ed economici” dichiara Laura Baratin che aprirà la serie degli interventi “e rafforza la società partendo da un ricco patrimonio culturale fatto di conoscenze e idee, storie e opportunità di scambio sociale trasferite nel corso delle generazioni. La conservazione del patrimonio culturale, secondo questa impostazione può diventare un processo proattivo e/o un fattore di produzione e di innovazione, con benefici a lungo termine non solamente correlati all'uso dei beni culturali, ma ai sistemi locali in termini di aumento del capitale umano e relazionale. Nell’occasione presenteremo la Collana “Didattica e Ricerca. Quaderni della Scuola di Conservazione e Restauro” edita da Gangemi, un’iniziativa editoriale che vuole raccogliere questa sfida affrontando i diversi temi che la formazione in questo settore permette di sviluppare. Accoglierà contenuti rivolti alla didattica sulle esperienze più significative in termini metodologici nell’ottica di una corretta formazione del conservatore-restauratore secondo diversi livelli di qualificazione europea, con un appuntamento quinquennale di sintesi delle tesi sviluppate dagli studenti presso la nostra Scuola, per dare traccia del loro contributo e della varietà dei temi trattati nell’ambito formativo”.

Una disciplina dunque in continuo divenire, che valorizza la competenza scientifica e professionale, promuove formule innovative e tecnologicamente avanzate per la conservazione e gestione del patrimonio culturale attraverso il sostegno all’imprenditoria giovanile e alla promozione delle risorse del nostro territorio.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-12-2021 alle 11:54 sul giornale del 08 dicembre 2021 - 139 letture

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