Bisognerebbe avvisare il sindaco...

gru al tramonto urbino 3' di lettura 26/12/2021 - La Gru è una mano metallica per stringere e spostare cose. Ma può essere anche una presenza omicida di impassibile innocente superbia. Lo abbiamo verificato qualche giorno fa a Torino, dove un gigante di acciaio di 40 metri è crollato su un palazzo uccidendo tre operai e ferito altre persone.

Una pugnalata inferta al ventre puro del lavoro. Potrebbe essersi trattato di un delitto preterintenzionale. Oppure di una fatalità dalle coincidenze imprevedibili. Dove tuttavia il destino, come insieme lineare di eventi incontrollabili, si è compiaciuto avvisandoci che le forme accadute una volta, possono succedere ancora.

Magari in Urbino e Dio non voglia mai, dove le centinaia di tonnellate di acciaio e cemento di una gru, girano a vento da anni, minacciando ora la Porta di S. Lucia ora il Centro Commerciale sottostante. Il profondo braccio di questo mostro meccanico, è servito per sbancare una intera collina mancando un giardino fuori Porta, al fine di edificare un imbarazzante ecomostro di proprietà di un privato, che non dialoga e non si integra con la bellezza del paesaggio che durava da secoli, iniziato nel 2006 e consegnato nel maggio 2014.

Da allora la presenza implacabile della gru, aguzza come un coltello ozioso e da quel tempo completamente inutilizzata, mette su carta ogni giorno, stancamente ormai dopo tanti anni, una provocazione di morte senza che il Sindaco se ne avveda, così da non inaugurare una procedura di smantellamento.

Bisognerebbe avvisarlo! Tirarlo per la giacchetta. Segnalargli che a Porta S. Lucia, incombe la premessa esplicita di una calamità. Di un crollo che potrebbe gravare su qualcuno. Tra l’altro ed in seguito, anche per evitare il rincaro spettacolare, sdegnato e tedioso, della solita pioggia di lacrime tardive per le cose non dette, mal fatte, maledette. Nell’occasione bisognerebbe dirgli anche di far cessare lo spargimento di anidride carbonica dovuta al traffico da autostrada in Città. Che è un altro mostro. Più subdolo ed invisibile dell’acciaio. Ma altrettanto mortale. Rammentargli che l’anno scorso durante il contenimento duro (lockdown) in assenza di traffico cittadino, le emissioni di CO2 ebbero un crollo verticale. L’aria tornò più pulita e l’ambiente cittadino ne ebbe giovamento.

Ed ancora già che ci siete, chiedergli dove ha segregato i Vigili Urbani. Dove ne ha gettato la chiave. Che oltre a non più ordinare il traffico, oggi in tempo di Pandemia, non controllano lo stato di salute degli studenti, i soli ad abitare la Città, che potrebbero arrivare anche da zone rosse e si addensano dovunque senza accertamenti e verifiche. Bisognerebbe avvertirlo. Perché anche la Pandemia è mortale.

Ma, mi chiedo infine, se noi dobbiamo avvertirlo continuamente, a cosa serve un Sindaco? Dovrebbero essere a suo carico, nella sua sensibilità, le affinità volte cogliere i bisogni di una comunità. A questo punto però, i toni potrebbero alzarsi. Per passare dall’ordine degli avvertimenti, alla cronaca continua e malinconica di una serie di negligenze, di atti contrari, congeniti a questa tipologia di Sindaci improvvisati, incapaci, irresponsabili e presuntuosi.

Meglio tornare alla Gru allora. Affidandoci alla fortuna. Sperando vivamente che l’acciaio non cricchi, che la base non ceda e che il vento di Urbino sia più clemente di quello che strappò a suo tempo un albero dalle sue radici, uccidendo una povera signora ai Collegi.






Questo è un articolo pubblicato il 26-12-2021 alle 22:52 sul giornale del 26 dicembre 2021 - 334 letture

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