Ciao Maria!

2' di lettura 04/01/2022 - Se n’è andata proprio l’ultimo giorno dell’anno, Maria Andreani, dopo una lunga vita (era nata il 28 ottobre 1926), dedicata al lavoro e alla famiglia.

Quelli della mia generazione non possono dimenticarla perché per 42 anni aveva gestito con il marito Giovanni Antonioli il bar del Circolo studentesco annesso alla Casa dello Studente, oggi Collegio internazionale dopo la sua chiusura nel 1994 e la successiva ristrutturazione del 2010. Il bar e il cortile sul quale si specchia hanno visto transitare e sostare molte generazioni ognuna a suo modo, nel bene e nel male, protagoniste dal 1967-68 di una lunga fase di tumultuosi cambiamenti generazionali e di altrettante pagine tragiche e controverse della storia del nostro Paese. Un periodo di cui Giovanni Lani e Solidea Vitali Rosati hanno offerto in un filmato una convincente narrazione che ricostruisce l’atmosfera e le vicende della Casa dello studente.

Tra gli intervistati c’è anche Maria, quasi una seconda mamma per numerosi studenti, che racconta con emozione e nostalgia la sua lunga esperienza a contatto con una clientela particolare della quale cercava spesso di temperare l’esuberanza negli anni complicati della contestazione e prima della goliardia. Era energica, Maria, e superattiva,a suo modo un personaggio a cui tutti eravamo affezionati. La perdita del marito l’aveva privata di una presenza e di un sostegno affettivo importanti. Se ripenso a lei ha dell’incredibile la sua capacità di conciliare il lavoro con la cura della famiglia, quel suo andare dalla Casa dello studente alla sua abitazione per fortuna situata a poche decine di metri nella sottostante via Nuova, tutto il suo mondo era lì concentrato e richiedeva per essere gestito una forza e dedizione eccezionali. Anche dopo il pensionamento Maria era sempre associata alla Casa dello studente e questo le faceva piacere come il potere dedicarsi interamente alla famiglia. È stata una persona instancabile e volitiva fino al termine di una vita spesa e vissuta con generosità. Per questo credo rimarrà nel ricordo di chi l’ha conosciuta e apprezzata.

E la saluto ora come sempre: “Ciao Maria!”.








Questo è un articolo pubblicato il 04-01-2022 alle 20:45 sul giornale del 04 gennaio 2022 - 640 letture

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