Museo della grafica alla Data? Art. Uno: "No alll'umiliazione degli incisori e della tradizione incisoria urbinate"

stendardi data 4' di lettura 16/01/2022 - Nella cronaca di Urbino (Resto del Carlino - domenica 9 gennaio 2022), si dice di un progetto relativo a un Museo della grafica da realizzarsi in tempi brevi. La notizia non poteva che rallegrare e incuriosire, invece ha deluso e un po’ anche irritato.

Si è capito subito dalle dichiarazioni rilasciate che le intenzioni muovono in direzione contraria alla valorizzazione della grande tradizione incisoria formatasi in Urbino nel XX sec. e tuttora fortemente vitale, apprezzata in tutta Italia e all’estero. Con rammarico quindi ART. 1 sottolinea fermamente la sua contrarietà perché quello che si propone non è il Museo che la città e gli urbinati meritano e rimarca che l’Incisione d’Arte originale urbinate rientra a pieno titolo tra i grandi esempi dell’arte incisoria italiana. Pertanto esistendo già un primo nucleo del Museo dell’incisione urbinate contemporanea considera che sia quello il settore da potenziare e sviluppare recuperando anche le indicazioni che figurano già nella piccola brochure che lo illustrava.

La stessa sede, indicata nell’articolo, recuperata da una precedente costruzione in disuso, è stata restaurata e adeguata ad altri scopi e finalità appunto per questo risulta essere inidonea. Ricordiamo al Sindaco Maurizio Gambini e alla sua Giunta che per quel luogo, conosciuto come: Data, è stato pensato un progetto specifico. frutto di attenti studi da parte di vari architetti altamente qualificati quali, per indicarne uno: Giancarlo De Carlo ma non solo, inoltre per la sua realizzazione fu richiesto anche il contributo dello Stato. Ricordiamo pure che a suo tempo studiosi e architetti furono concordi nell’indicare la Data, altrimenti chiamata: "Orto dell’abbondanza", quale nodo urbano, elemento di collegamento fra spazio aperto e spazio costruito, luogo in cui si potrebbero verificare condizioni di elevata qualità urbana, dove per ‘qualità urbana’ si intendono quei luoghi più intensamente vissuti, una parte della città in cui la gente può recarsi per incontrarsi, dialogare, comunicare. Una zona aperta a fruitori di tutte le età, percepibile da chiunque come spazio articolato, costituito da una sala polifunzionale con pannelli scorrevoli in cui si organizzano, di volta in volta, attività bibliotecarie, spazio per conferenze, spazi per mostre d’Arte temporanee, incontri cittadini, un giardino pensile per letture all’aperto, l’emeroteca, bar, libreria, dibattiti, ascolto musica, proiezioni, ecc. Questo è ciò per cui la Data è stata recuperata e l’uso che se ne deve fare: un luogo di formazione e informazione. Vale a dire una struttura che arricchisca l’offerta socio-culturale della città proposta a tutti i cittadini e ai visitatori, inserita in un sistema di percorsi preferenziali e di attività quotidiane, non uno spazio dato in comodato a privati, nello specifico alla stamperia 2 RC di Roma. Infatti il promotore di tale ‘operazione’ dichiara che il Museo diverrebbe uno spazio strettamente legato alla attività della stamperia 2RC e sarebbe costituito da opere di autori di fama e dalle relative matrici; opere di cui non si dichiara nemmeno se entreranno o no a far parte del patrimonio artistico della città. Nello stesso articolo il promotore dichiara che: "ci sarà uno spazio anche per gli incisori urbinati, ma separato. Questo sarà un Museo internazionale, non solo di Urbino”. Nell’insieme molto nebuloso, a cui sembra esserci il placet del Dirigente dell’A.A.B.B. di Urbino, Luca Cesari, però non si fa cenno al parere della Dirigente del Liceo artistico “Scuola del Libro” né se sono stati doverosamente consultati la città e i suoi cittadini, viene invece evidenziata l’intenzione di coinvolgere il prosindaco Vittorio Sgarbi e Luca Baroni (?).

Per queste ragioni e in nome di un principio di trasparenza, si ribadisce la forte contrarietà di ART.1 a questa operazione ritenendo anche necessario rendere, democraticamente, di pubblica conoscenza:

1. la delibera emanata dal Comune di Urbino con la quale si dispone la risoluzione di “cambio d’uso” dell’Orto affinché siano chiaramente comprensibili i parametri fondanti la stessa delibera, la eventuale modifica di “destinazione d’uso” del progetto originale infatti danneggerebbe fortemente la città e la cittadinanza tutta;

2. la realizzazione dello spazio espositivo delle opere dl’archivio della stamperia 2RC non può definirsi come Museo né secondo la tradizionale concezione di luogo di conservazione delle opere d’arte né secondo la concezione attuale per la quale il Museo deve essere un luogo dove le opere che vi si conservano, secondo un chiaro progetto educativo, diventano oggetto di studio e di riflessione anche da parte delle nuove generazioni assumendo una valenza innovativa e funzioni culturali, sociali ed etiche.

3. portare a conclusione il progetto originario per cui la Data è stata recuperata e l’uso che se ne deve fare: un luogo di formazione e informazione.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-01-2022 alle 01:28 sul giornale del 16 gennaio 2022 - 730 letture

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