Il Mausoleo che non ti aspetti

mausoleo dei duchi 3' di lettura 03/06/2022 - Stupore improvviso e inconsueto prova chi si affaccia all’ingresso del Mausoleo ducale spoglio di tutti gli oggetti estranei accumulati nel tempo (sedie e cianfrusaglie appese alle pareti) per il rinnovo dell’imbiancatura da parte del Comune per il sesto centenario della nascita del Duca Federico che quel mausoleo volle fosse eretto sul colle di San Bernardino per affermare la continuità della dinastia.

Infatti il sole penetra con la sua luce all’interno e produce l’effetto di dilatare gli spazi e di esaltare tutta la bellezza architettonica e stilistica dell’originario monumento sepolcrale martiniano. Un’emozione e uno stupore prodotti e moltiplicati dalla linearità prospettica e dai principi architettonici rinascimentali della proporzione mentre gli spazi e la luce accentuano la sacralità dell’ambiente. Tutti elementi che non possono non richiamare il coevo Santuario di Cortona di Santa Maria alle Grazie al Calcinaio anch’esso progettato da Francesco di Giorgio.

La prima considerazione è di tenere ferma, per quanto possibile, la “narrazione” originaria, un obiettivo difficile che richiederebbe l’intervento della Soprintendenza, il parere degli studiosi e la messa in discussione della destinazione conventuale e parrocchiale del manufatto che, essendo un sepolcro, doveva rimanere vuoto senza tutto quanto di posticcio è stato aggiunto in seguito fino a snaturarne la funzione e a limitarne la suggestiva percezione e purezza estetica - dallo sfondamento dell’abside centrale in direzione del coro agli arredi e ai confessionali e alla secentesca collocazione dei due eleganti cenotafi. La modesta soluzione, che sembra individuata dal Comune, di sedute trasparenti, contrasta sia con l’uso liturgico sia con l’estetica. Nell’occasione si fa evidente l’esigenza di rivedere alcuni elementi strutturali. Principalmente si tratterebbe di un ripristino della concavità dell’abside centrale non nella consistenza originaria, ma come elemento identificatorio dello spazio occupato. Di conseguenza l’altare dovrebbe essere riportato in posizione assiale con il culmine della lanterna. Naturalmente l’attuale altare ottocentesco andrebbe sostituito con un manufatto artistico modernissimo sotto il quale collocare anche le spoglie di Federico. Il resto rimarrebbe inalterato. Si avrebbe così il risultato di una visione integrale del monumento funerario così come era stato progettato da Francesco di Giorgio e voluto dal duca.

Come per alti importanti appuntamenti lamentiamo una certa improvvisazione e uno stanziamento finanziario a dir poco inadeguato per una ricorrenza tanto significativa affidata tra l’altro a un Comitato nazionale presieduto da uno studioso del calibro di Franco Cardini affiancato dal prof. Tommaso Di Carpegna Falconieri. Tuttavia i progetti si costruiscono in tempi lunghi e in questo caso non dovrebbe mancare l’obiettivo di lasciare un esito scientifico alla conoscenza storico-artistica del periodo federiciano e al suo fondamentale contributo allo sviluppo della cultura rinascimentale. Questa prospettiva ci pare inconsistente mancandone al momento i presupposti. Ad esempio andrebbe indagato il legame tra il Monastero di Santa Chiara, la Chiesa della Santa Croce, San Bernardino, il Palazzo ducale e il Belvedere.

È nostra intenzione suggerire riflessioni e proposte e di prevedere modalità corrette a iniziare da un tempo adeguato per lo studio dei singoli problemi al fine di individuare le soluzioni migliori relative agli spazi esterni del Mausoleo e per un utilizzo associativo e turistico di una parte dell’estesa struttura conventuale attualmente e da tanto tempo sottoutilizzata con la conseguenza di un degrado visibile in vari punti.


   

di Ermanno Torrico e Francesco Colocci







Questo è un articolo pubblicato il 03-06-2022 alle 07:47 sul giornale del 03 giugno 2022 - 285 letture

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