"Non matricole, ma persone", l'innovativa campagna immatricolazioni di UniUrb fatta dagli studenti

4' di lettura 09/06/2022 - La Campagna Immatricolazioni 2022-2023 dell’Università di Urbino porta i nomi di chi l’ha già scelta per costruire il proprio futuro: Alfredo Anedda, Giorgia Ascari, Chiara Ramadori, Gabriele Antognoli e Grazia Sigismondo sono gli studenti che l’hanno ideata, sotto la guida esperta del Direttore Creativo Paolo Iabichino, insignito il 15 novembre 2021 dall’Ateneo feltresco della Laurea Honoris Causa in Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni.

Per il Rettore di Uniurb, Giorgio CalcagniniUna campagna fatta dagli studenti ha il sapore della verità, e Urbino può permettersi di farla perché il senso di comunità è da sempre uno dei suoi punti di forza. Poteva essere un rischio invece si è rivelata una grande opportunità, che ha sottolineato questa caratteristica in modo efficace e graficamente incisivo, grazie anche alla guida di Paolo Iabichino, capace di trasmettere il messaggio coniugando sintesi ed espressività".

“La campagna di immatricolazione quest’anno è stata pensata come una campagna di comunicazione tra pari, quindi la voce che parla è quella delle nostre studentesse e dei nostri studenti, supervisionati dalla creatività di Paolo Iabichino” afferma il professor Giovanni Boccia Artieri, Prorettore alla Comunicazione dell’ateneo. “Abbiamo lanciato il progetto all’interno del nostro corso Magistrale in Comunicazione e Pubblicità per la Organizzazioni, nel quale si sono confrontati con la sfida tre gruppi. I temi proposti, il linguaggio, gli insight indicati sono frutto non solo della creatività del gruppo la cui campagna è stata scelta ma rispondono all’urgenza di una generazione che pensa l’università e il mondo da un’altra prospettiva. Hanno dato vita così ad una vera e propria campagna manifesto che prende posizione su diversi aspetti della vita e di quella universitaria in particolare, e che inizia con uno statement preciso: non matricole ma persone”.

Per Paolo Iabichino “Una cosa mi era chiarissima fin dall’inizio: avremmo evitato la classica campagna di immatricolazione. Per l’Università di Urbino, questo momento di comunicazione doveva diventare quasi un pretesto per ribaltare un linguaggio e un modo di pensare che ha reso, fin troppo spesso, i nostri ragazzi e le nostre ragazze non persone ma numeri. Insieme agli studenti e alle studentesse che hanno aderito con entusiasmo e professionalità a questa chiamata all’azione, abbiamo disegnato una campagna di perché, di prese di posizione per far tornare l’università ad essere un luogo dove le persone non si formano per trasformarsi in leader, dove non vengono indirizzati solo per garantire performance, dove non si studia per diventare qualcosa ma per essere, valorizzando la conoscenza per la conoscenza. Parole come crescita, comunità, cultura, partecipazione tornano ad essere centrali, nelle nostre aule e nella nostra comunicazione, e i docenti diventano guide che accompagnano chi decide di iscriversi in un percorso che li trasforma in attori sociali, portatori di un cambiamento positivo e reale".

Protagonisti della campagna sono dunque gli studenti, come Alfredo Anedda, primo anno del corso Magistrale in Comunicazione e Pubblicità per la Organizzazioni:
“Quando si parla dell’Università di Urbino, per noi, non si parla semplicemente di un'università. È una realtà che ha dovuto far fronte alle tensioni sociali del nostro tempo. Due erano le strade che potevamo percorrere: fingere che tutto fosse come prima e andare avanti o, al contrario, abbracciare questi cambiamenti e viverli con il carattere fortemente innovativo che ha sempre contraddistinto il nostro ateneo. Sulla base di questo, abbiamo scelto di dare un tono rivoluzionario alla campagna realizzando un manifesto, il nostro".

“Chi sceglierà l’Università di Urbino non deve aspettarsi una realtà idilliaca e utopica, bensì una realtà coerente con ciò che stiamo vivendo” afferma Grazia Sigismondo, studentessa del secondo anno del corso Magistrale in Comunicazione e Pubblicità per la Organizzazioni. “Esiste una guerra, è esistita una pandemia e, nei prossimi anni, i cambiamenti sociali ed economici faranno da sfondo alle esperienze che dovrà affrontare chi verrà dopo di noi. Ma non lo faranno da soli e da sole: la nostra università si è sempre posta come un ascoltatore fuori campo, ha ascoltato i suoi studenti e le sue studentesse, ci ha accompagnati negli anni nella nostra formazione di cittadini e cittadine e ora ha deciso di alzare la voce e di far sentire ciò che ha da dire. Abbiamo voluto scardinare un certo linguaggio anacronistico, tipico delle università italiane, e far sentire quella forza e quel calore che rendono l’Università di Urbino casa”.

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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-06-2022 alle 22:32 sul giornale del 09 giugno 2022 - 226 letture

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