Fine vita, Monsignor Tani sulla vicenda di Fabio Ridolfi: "Situazione umana molto dura e dolorosa"

arcivescovo|giovanni tani|monsignor giovanni tani| 2' di lettura 15/06/2022 - Monsignor Giovanni Tani, arcivescovo di Urbino-Urbania-Sant'Angelo in Vado è intervenuto sulla vicenda di Fabio Ridolfi (il 46enne tetraplegico di Fermignano deceduto lo scorso lunedì dopo aver revocato il consenso alla nutrizione e alla idratazione artificiali) in una lunga intervista ad Avvenire.

Cosa ne pensa della vicenda di Fabio?
Si tratta di una situazione umana molto dura e dolorosa. Fabio è stato chiamato ad una prova di vita estremamente difficile. La Chiesa crede che la vita sia un dono di Dio e che nessuno di noi possa prendersi il diritto di togliersi questo dono. Però di fronte alle situazioni concrete ci deve anche essere uno spazio di riflessione, di mistero e di rispetto. Per cui occorre fare un passo indietro e da parte mia, pur ribadendo una precisa visione della vita, ritengo che sia necessaria la preghiera da fare con insistenza, anche perché il Signore, proprio in questi momenti è presente: non è assente, non si ritira ma rimane accanto a chi soffre.

Qual è la sua posizione sul tema dell’autodeterminazione e della libertà?
Mettere insieme il mistero della libertà di Dio e il mistero della libertà dell’uomo in queste circostanze ci impegna in una riflessione approfondita e in una preghiera rispettosa. Certamente il discorso della misericordia di Dio e del mistero della morte e resurrezione devono essere richiamati anche in questa circostanza affinché sia affidato tutto al Signore perché solo lui può accogliere fino in fondo questa situazione.

Lei ha voluto anche telefonare alla mamma di Fabio.
La mia è stata una telefonata di vicinanza a mamma Cecilia. Ho sentito una donna molto provata per tutti questi anni di sofferenza. Mi ha detto che suo figlio non è mai stato lasciato solo un momento anche se la vicinanza è stata soltanto nell’ambito familiare perché Fabio non ha voluto accogliere altre persone e anche questo è un segnale di una difficoltà e di una sofferenza. Le ho detto che avrei pregato per questa situazione e avrei affidato Fabio al Signore affinché fosse lui a tenerlo per mano. Da tempo come comunità cristiana ci siamo resi presenti con la famiglia grazie ad alcune persone e laici ma anche attraverso il suo parroco. La famiglia ha chiesto che fosse celebrato il funerale nella chiesa parrocchiale di Fermignano. La raccomandazione e l’invito mio e del parroco è che questo momento non diventi un’occasione per manifestare idee e ideologie che siano diverse da un clima di preghiera per Fabio e di vicinanza ai suoi cari.

Sarebbe auspicabile che lo Stato intervenisse con maggior chiarezza sul fine vita?
Sono convinto che sarebbe necessaria una legge giusta che richiede una attenta riflessione sui risvolti etici di una materia così delicata.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-06-2022 alle 23:36 sul giornale del 15 giugno 2022 - 275 letture

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