La palestra

campetti piantata 3' di lettura 14/08/2022 - Grazie al cemento ed all’asfalto, basamenti cari al Sindaco di Urbino, in Italia nel 2021 si sono persi più di 2 metri quadrati al secondo di suolo. Ovvero una media di 19 ettari al giorno.

Basterebbero questi dati per fare una riflessione sul degrado del territorio, del paesaggio e dell’ecosistema e sulla necessità di essere amministrati da una persona avveduta, cauta e prudente, sensibile al bene comune e consapevole della gravità di abusare del territorio. Che è un delitto ambientale.

In questo quadro, si inserisce il problema di dotare di una Palestra la Scuola del Libro che ne è mancante. Il Sindaco, sempre raffinato esteta e sciccoso delegato alla Cultura, ha deciso di edificarla in un luogo gradevole di verde, polmone vitale di un quartiere, distante dal plesso, anziché usufruire di uno sterrato polveroso adiacente lo stesso. Ai giovani di Fridays for Future, unica e generosa espressione di opposizione in questa città silente, che hanno manifestato contro, è stato risposto che le scelte spettano al Sindaco e non si discute.

Proviamo a ragionare. La motivazione secondo l’illuminato Sindaco che vive di luce propria, di non usare lo sterrato dipende dal fatto che la Scuola del Libro non è stata completata. E nella eventualità che lo fosse e semmai avesse a fianco una palestra, questa dovrebbe essere abbattuta. Si dia il caso che quella Scuola, disgustosa piramide di cemento e lamiera che nega ogni piacere spirituale alla bellezza, sia stata edificata nel 1972. Si dia il caso che il progetto prevedesse quattro lotti ed in 50 anni da allora ne siano stati costruiti solo due, significa che se si costruisse una palestra accanto e si decidesse tra altri 50 anni di completare i due lotti mancanti, quella palestra dovrebbe essere abbattuta. Se anche così fosse, seguendo l’ordine di pensieri dell’illuminato lungimirante che vive di attese, secondo il quale gli effetti sono più importanti delle cause e dipendesse da me, io non avrei alcun dubbio ed anzi ne approfitterei dentro un insano rigurgito di tutela dell’ambiente e di recupero di un equilibrio di bellezza, di abbattere la Scuola e salvare la palestra.

Detto questo, un pensiero stanco, morto di sonno, debbo rivolgerlo all’opposizione in Consiglio Comunale. Una opposizione rassegnata, che non si oppone mai. Che balla stretta e sorride e canta barcollante in una smorfia spenta sempre abbracciata al Sindaco. Permettendogli di fare ogni cosa. Senza mai levare un dito. Che approva il Bilancio senza discuterne. Che lascia svanito ogni senso di dibattito, di ogni contrasto per rimanere lì insincera ed inutile come una giacca lisa appesa ad un attaccapanni. Si dimetta da quella alleanza equivoca! Perché non è scesa in piazza con i giovani di Fridays for Future? Forse perché questi non portano voti? perché sono quattro gatti e rappresentano il meglio di questa Città, la sua coscienza civile? La sua anima pulita? Una opposizione che non si oppone anziché aiutare a risolvere i problemi, li aggrava. Dunque si dimetta per manifesta incapacità!

Resta il sollievo accorato di questi quattro gatti di Fridays for Future. Un simbolo nuovo per una città che mai reagisce. Una speranza che si colloca fuori dalle piroette incomprensibili dei partiti. Quattro gatti nobili, di una luce per niente inguantata, bianca, che debbono tenere a mente che anche una possente quercia nasce da un piccolo seme.






Questo è un articolo pubblicato il 14-08-2022 alle 23:33 sul giornale del 14 agosto 2022 - 182 letture

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