Elezioni 2022, il documento di CGIL CISL e UIL sulle priorità del territorio provinciale

11' di lettura 17/09/2022 - Con l’approssimarsi delle elezioni politiche nazionali, Cgil Cisl e Uil provinciali hanno elaborato un documento unitario contenente le priorità strategiche per il rilancio, lo sviluppo, la tutela dei lavoratori e delle famiglie in una fase molto complicata. Ad aggravare la situazione, infatti, c’è anche l’aumento della povertà come conseguenza della crescita dell’inflazione, dei costi dell’energia e dei beni primari.

Infrastrutture, sviluppo, politiche sociale e sanitarie, politiche educative e, naturalmente, il lavoro sono i temi contenuti nel documento di Cgil Cisl e Uil che sarà sottoposto all’attenzione di tutti i partiti in vista del 25 settembre, data delle elezioni.

L’obbiettivo dei sindacati è fornire un quadro di interventi che oltre a “tenere insieme” il territorio provinciale, favoriscano la crescita e lo sviluppo senza tralasciare tutte le criticità, vecchie e nuove, che richiedono risposte politiche urgentissime.

Ecco il testo del documento di Cgil Cisl e Uil Pesaro e Urbino

Elezioni politiche 2022: le priorità del nostro territorio
Con questo documento intendiamo richiamare, in premessa, l’importanza di cogliere l’attuale dibattito elettorale tra le forze politiche come l’occasione per delineare gli obiettivi strategici di rilancio della intera filiera economica e sociale che dovrà caratterizzarne lo sviluppo futuro della provincia di Pesaro Urbino
Siamo convinti che occorre un forte coinvolgimento delle istituzioni locali, nazionali e di tutti gli attori economici e sociali al fine di individuare le linee di orientamento strategico per raggiungere un nuovo protagonismo del nostro territorio che si è caratterizzato da sempre come luogo di produzione e di crescita economica e sociale.

Un territorio che “va tenuto insieme”, contemperando le esigenze dei cittadini che abitano lungo la costa con quelli che tengono vivi, sempre più faticosamente, i piccoli centri dell’entroterra. Vanno evitate contrapposizioni che in questi ultimi anni, più o meno strumentalmente, sono emerse in modo evidente, con l’unico effetto di “impoverire”, soprattutto dal punto di vista prospettico e progettuale, l’intera provincia.

Pertanto come CGIL, CISL e UIL del territorio individuiamo di seguito le “priorità strategiche” per la nostra provincia.

INFRASTRUTTURE:

Il territorio provinciale, ha bisogno di una grande opera di ammodernamento del sistema stradale, dei trasporti e delle reti telematiche.

Pertanto vanno confermati e se possibile implementati gli impegni assunti dal Governo sul:

● Completamento della superstrada Fano-Grosseto, individuando il progetto più funzionale ed adeguato ad un’arteria in grado di fronteggiare i moderni flussi di traffico con il raddoppio della galleria della Guinza.
● Realizzazione e certezza sui finanziamenti finalizzati all’arretramento del tratto ferroviario Adriatico anche a sud del territorio fanese e di Marotta. Contemporaneamente, nella progettazione, va tenuto conto della necessità di prevedere i collegamenti necessari verso l’interno del territorio per recuperare importanti aree costiere e creare almeno un hub merci.
● Completare le opere di compensazione previste per l’allargamento della terza corsia dell’autostrada A-14.
● La realizzazione del tratto di collegamento stradale veloce Pesaro-Vallefoglia-Urbino.
● Il completamento dell’asse viario di collegamento delle zone industriali di Piandimeleto con Urbania e sant’Angelo in Vado.
● L’adeguamento della Cesanense.
● Riadeguare il sistema del TPL alle nuove esigenze sociali, con la creazione di linee di collegamento funzionali e veloci con gli aeroporti di Falconara, Bologna e la stazione ferroviaria di Fabriano;
● Va inoltre previsto un piano di manutenzione straordinario della rete viaria provinciale, adeguatamente finanziato.
● Completare ed estendere in tutta la provincia le reti informatiche con la Fibra 4G e 5G funzionale al sistema produttivo provinciale con la consapevolezza che da tale ammodernamento ne ricaverebbe un significativo vantaggio l’intero sistema dell’istruzione, della formazione e della ricerca.
● Piano di incentivazione rivolto alle famiglie per installare impianti fotovoltaici sui tetti delle abitazioni e/o dei condomini, che dovranno sostenerne parzialmente il costo di installazione e acquisto al fine di evitare dinamiche speculative incontrollabili.

TEMA DELLO SVILUPPO

La vocazione della provincia di Pesaro Urbino è e resta manifatturiera ed in particolare collegata ai settori del legno, della metalmeccanica, della gomma plastica, della nautica, delle costruzioni, del settore agro-alimentare.

Gli effetti della crisi economica del 2008 e i cambiamenti sociali ed economici succedutisi negli anni a seguire fino ad arrivare alle conseguenze della pandemia, al nuovo quadro socio-economico conseguente alla speculazione internazionale sulle materie prime e sull’energia oltre alle conseguenze del conflitto Russia-Ucraina, richiedono politiche di sostegno ai lavoratori, alle loro famiglie e verso la rete imprenditoriale della provincia. Di fronte alle evidenti incertezze di prospettiva, e alla indeterminatezza rispetto ai tempi e all’evoluzione di tale situazione, è necessaria la capacità di rivedere la struttura organizzativa di questi settori e reindirizzare le politiche di sviluppo ed ammodernamento delle filiere produttive.

In particolare occorre:

● Intervenire con politiche di incentivazione e sostegno agli investimenti per l’implementazione nelle aziende di impianti di produzione e accumulo di energia sfruttando fonti rinnovabili in grado effettivamente di diversificare l’approvvigionamento energetico delle aziende e soprattutto di quelle più energivore di settori particolarmente colpiti dall’incremento dei costi energetici come: gomma plastica, vetro, siderurgia e altre;
● Bisogna portare avanti uno studio approfondito volto ad individuare dei settori verso cui indirizzare gli sforzi organizzativi e delle politiche di finanziamento regionali, nazionali ed europee, necessarie a promuovere e sostenere un innovativo sviluppo manifatturiero in grado di recuperare valore economico e livelli occupazionali oggi fuorusciti dal circuito produttivo a causa della inadeguatezza del sistema attuale;
● Recuperare ad un nuovo concetto produttivo il sistema delle piccole aree artigianali, in particolare delle aree interne oggi fortemente penalizzate dalle crisi e nella maggior parte dei casi in condizione di abbandono o dismesse, individuando, specie per quelle realtà, nuove filiere produttive in grado di rinvigorire capacità, valorizzazione del territorio e rigenerazione e diffusione demografica nei comuni interni;
● Negli ultimi anni il settore primario, si è caratterizzato per un forte dinamismo: sempre più giovani e sempre maggiori politiche nazionali ed europee mettono a disposizione cospicui finanziamenti e progetti tendenti a recuperare le produzioni agricole a finalità di tutela ambientale, di produzioni agro-alimentari di qualità e difesa del territorio.
● Vanno contemporaneamente tutelate ma rese competitive le attività agricole e di allevamento dei territori montani, ma allo stesso tempo va incrementata la diffusione nel territorio di filiere produttive biologiche, sostenendo e recuperando le coltivazioni autoctone e tipiche del territorio.
● A questi obiettivi bisogna aggiungere la necessità sempre più diffusa di collegare le coltivazioni e produzioni alimentari al bisogno di tutelare l’ambiente ed il territorio attraverso politiche di attenzione al recupero dei prodotti di scarto dell’agricoltura e degli allevamenti per creare produzioni energetiche ecologiche nell’ottica dell’economia della rigenerazione.
● Il turismo è un altro settore particolarmente dinamico, che si integrare con con il settore manifatturiero e con quello agricolo anche al fine di reperire finanziamenti e investimenti produttivi mirati in una visione intersettoriale.
● Bisogna rendere centrale il settore del turismo in una logica di sviluppo per tutto l’anno, puntando alla destagionalizzazione e individuando i settori su cui indirizzare gli sforzi di investimenti produttivi. In particolare:
● Investire per riqualificare la ricettività turistico - alberghiera, oggi non sufficientemente inadeguata ad accogliere moderni flussi turistici;
Riconvertire una parte del comparto manifatturiero artigianale non più competitivo, verso produzioni collegate proprie del turismo (mobili-arredi, attrezzature balneari, hotellerie, prodotti alimentari di nicchia);
● Promuovere politiche mirate alla riscoperta del territorio, del paesaggio, della gastronomia, delle città d’arte, magari attraverso l’individuazione di un brand territoriale.

POLITICHE SOCIALI E SANITARIE

La sostenibilità e l’equità dello sviluppo è assicurata dal lavoro di qualità e dal rafforzamento delle reti di welfare, intese come un articolato sistema di servizi, tutele ed assistenza nel campo del sociale.

Per orientare le politiche sociali è necessario considerare il contesto demografico. Nel panorama nazionale, la provincia di Pesaro Urbino, come il resto della regione detiene il maggiore indice di invecchiamento e di decremento della popolazione.

Questa tendenza può essere invertita solo con l’attivazione di misure sinergiche e complementari che diano fiducia alle famiglie (supportando la genitorialità, riorganizzando i servizi, favorendo l’invecchiamento attivo, garantendo adeguati livelli di cura alle persone), in un quadro di riequilibrio delle politiche migratorie.

Il Servizio sanitario nazionale è un patrimonio fondamentale della collettività sul quale occorre focalizzare l’attenzione. Sarà fondamentale procedere a una corretta attuazione degli investimenti e delle riforme previste nel PNRR. Questo al fine di dotare il territorio di una rete di strutture territoriali fondamentali per rendere il sistema sanitario provinciale-regionale efficace nel rispondere alle necessità del territorio e dei cittadini. Le priorità da perseguire sono: un’ulteriore implementazione del Fondo Sanitario Nazionale, il superamento del tetto di spesa al personale per consentire le indispensabili assunzioni, la stabilizzazione dei precari, l’attuazione della riforma sull’assistenza territoriale, la costruzione di una concreta sinergia tra ospedale e servizi territoriali, l’investimento sulla formazione del personale sanitario e socio- sanitario, l’abbattimento delle liste d’attesa, l’integrazione tra le Missioni 5 (inclusione) e 6 (salute) del PNRR, la diffusione della medicina di genere e la promozione delle politiche per l’invecchiamento attivo.

Va subito approvata la legge delega per la riforma dell’assistenza alle persone non autosufficienti, inserita nel PNRR grazie alle nostre mobilitazioni, coordinandola con la legge delega n.227/21 in materia di disabilità. Va garantita l’universalità dei servizi sociosanitari e la loro uniformità sull’intero territorio nazionale ed è necessario armonizzare e semplificare le diverse modalità di valutazione/certificazione della disabilità e non autosufficienza. Occorre investire di più sull’assistenza sociosanitaria domiciliare, riconoscendo, sostenendo e qualificando il ruolo dei caregiver e degli assistenti familiari.

Alla luce della recente riforma dell’organizzazione sanitaria regionale (ribadendo tutte le nostre perplessità e criticità sui contenuti) chiediamo che venga assicurato al territorio il mantenimento di tutte le specialistiche attualmente presenti nell’Azienda Marche Nord e soprattutto riteniamo urgente comprendere come e con quali obiettivi si voglia affrontare il tema della mobilità passiva verso l’Emilia Romagna.

Anche nella provincia di Pesaro Urbino è necessario intervenire in modo tempestivo ed efficace contro tutti gli aspetti dell’aumento delle povertà a causa dell’inflazione in salita negli ultimi mesi e dell’impennata del costo dell’energia con il rischio molto concreto di una crescita esponenziale.

In questo contesto vanno implementate nuove politiche abitative che vadano nella direzione di:

● Aumentare l’offerta di alloggi in affitto a canone sostenibile e sostenere il reddito delle famiglie attraverso un apposito fondo di sostegno per far fronte ai costi complessivi dell’abitare;
● Riformare l’edilizia pubblica per valorizzarne la funzione sociale e contemporaneamente riformare il regime delle locazioni per riequilibrare le dinamiche del mercato.

FORMAZIONE - POLITICHE EDUCATIVE

In un mercato del lavoro complesso e dinamico come quello attuale la formazione professionale continua e non dei lavoratori diviene cruciale proprio per evitare l’espulsione dal mondo del lavoro di tanti lavoratori. Dunque sono necessari adeguati programmi che garantiscano risorse e qualità della formazione.

Il settore dell’istruzione necessita di una profonda riforma e di importanti investimenti, sia nell’edilizia scolastica, che negli organici, in particolare con il rinnovo del CCNL, attraverso nuove risorse per la rivalutazione delle retribuzioni, la riduzione del precariato e nuove procedure di reclutamento del personale. Potremo davvero costruire da ora il futuro del nostro Paese e della nostra Regione solo con un serio investimento nel sistema della conoscenza aprendolo sempre di più alla prospettiva dell’Apprendimento permanente.

Infine i sistemi di istruzione e formazione devono integrarsi, programmando e investendo sulle nuove competenze necessarie ad affrontare e vincere le sfide che le transizioni ecologica- ambientale e digitale rappresentano per lo sviluppo del territorio, ma senza impoverire o aziendalizzare il valore culturale della formazione pubblica e garantita a tutti.

LAVORO

La priorità della nuova legislatura deve essere costituita da politiche mirate di protezione del lavoro e garanzia della sua qualità, in ogni settore, pubblico e privato: aumentare i salari, fermare la precarietà, favorire una equa distribuzione ed organizzazione del lavoro, garantire legalità e sicurezza sul lavoro. Per questo è necessario intervenire riconoscendo la centralità del lavoro, riducendo le forme di lavoro precarie e favorendo l’attivazione di rapporti di lavoro stabili e tutelati: risposte concrete e tangibili all’impoverimento dei salari, alla perdita di valore del lavoro e alla creazione di nuova occupazione di qualità.

Contrastare la precarietà vuol dire garantire occupazione stabile e di qualità, costruire un sistema organico di diritti e tutele, contrastare il fenomeno in aumento del lavoro povero. Con particolare attenzione ai giovani e alle donne, che pagano oggi il prezzo più alto.

Ruolo fondamentale giocano adeguate politiche attive del lavoro e determinante deve essere la funzione svolta dai Servizi per l’Impiego, in sinergia e con il supporto dei servizi privati accreditati, ricostruendo una filiera delle politiche attive del lavoro che metta strutturalmente a sistema: presa in carica, orientamento, accompagnamento, incontro domanda-offerta di lavoro, personalizzando le azioni in base ai bisogni differenziati di lavoratori e disoccupati. Una azione di indirizzo e verifica dal nazionale sulla progettazione, programmazione e sulle azioni realmente messe in campo dalle regioni è indispensabile e va adeguatamente strutturata.








Questo è un articolo pubblicato il 17-09-2022 alle 13:06 sul giornale del 17 settembre 2022 - 218 letture

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