"Dal Web alla Terza Pagina", la vita della cultura nel mare della rete, decima edizione di FGCult a Urbino

4' di lettura 05/10/2022 - Dieci edizioni e l’ambizione di rilanciare una riflessione più profonda di quella che connota la Rete, partendo da dove tutto è cominciato. Questo lo spirito del decimo Festival del Giornalismo Culturale (FGCult), al via ad Urbino dal 7 al 9 ottobre. Il titolo “Dal Web alla Terza pagina”rovescia quello del 2013, “Dalla Terza al Web”.

La vita della cultura nel mare della Rete sarà esplorata da oltre 50 ospiti che daranno vita a 15 eventi culturali tra cui lectiones magistrales, dibattiti, un documentum in cibum, concorsi di giornalismo/fotografia e uno spettacolo teatrale. Come da tradizione in parallelo si terrà il Festival OFF, con eventi Padroni di casa di FGCult il Presidente Piero Dorfles e i Direttori Lella Mazzoli e Giorgio Zanchini (qui il programma completo).

L’apertura venerdì 7 ottobre alle 15,30 sarà a firma di Gianrico Carofiglio, con la lectio magistralis “Le parole sono pistole cariche”, con diretta streaming su www.festivalgiornalismoculturale.it. A seguire la presentazione dei risultati della ricerca Ipsos e Osservatorio News Italia sull’innovazione tecnologica nella fruizione culturale (verranno forniti in anticipo alla stampa con embargo). La serata del venerdì si chiuderà con un documentum in cibum di Filippo Polidori sulla tecnologia al servizio della tradizione culinaria.

Il programma di sabato 8 ottobre sarà arricchito dalle lectiones di Agnese Pini, Marco Gambaro e Giovanni Solimine, dall’evento “Federico da Montefeltro: il tecnologo del Rinascimento” con Costantino D’Orazio e dallo spettacolo (ore 21.30 Teatro Raffaello Sanzio) “Ahi, l’A.I. Vivere col robot” di Piero Dorfles, tratto da “Io Robot” di Isaac Asimov con Piero Dorfles e Alice Melloni, introdotto da Paolo Di Paolo.

Domenica 9 ottobre si aprirà con le Premiazioni dei Concorsi di Giornalismo Under40 e Fotografia (“ESPLOSIONI: fotogiornalismo capillare”). A seguire, tra gli altri, la lectio di Marco Vigevani e la chiusura dei lavori con Luigi Contu, Marianna Aprile e Marco Frittella.

Giorgio Zanchini: “Dieci anni fa facemmo una scommessa non facile, dedicare un festival a uno dei campi considerati più laterali del giornalismo. Sapevamo che non lo era ma conoscevamo le difficoltà di radicarsi, trovare un pubblico, trovare attenzione. Il successo crescente di questi anni mi pare ci abbia dato ragione. Perché in realtà parlare di come i media si occupano dei temi culturali significa descrivere la qualità del dibattito pubblico, analizzare domanda e offerta di cultura e quindi in ultima analisi lo stato di salute del Paese".

Marianna Aprile: “La cultura è uscita dai media tradizionali e dai “soliti” circuiti e ha conquistato spazi nuovi. Merito di Web e App e di come alcuni - penso alla Generazione Z - abbiano iniziato ad usarli. Instagram, Twitter e TikTok sono diventati (anche) il luogo in cui condividere passioni e competenze, solide o in formazione, spesso con linguaggi innovativi e meno settari rispetto a quelli dei media tradizionali e dell’accademia. Il fenomeno in alcuni casi è così rilevante da contagiare, con un effetto circolare, gli stessi media tradizionali: divulgatori nati sui social ora danno alle stampe libri, hanno rubriche in tv, in radio, sui giornali. L'effetto contaminazione, specie nel linguaggio, è tra le conseguenze più positive di questa circolarità. Una contestazione e un rinnovamento nati sul campo, con la sola arma dei contenuti”.

Lella Mazzoli: “Il Festival metterà in grande evidenza l’integrazione esistente tra forme tradizionali di comunicazione e canali digitali. Come dimostra la ricerca condotta con IPSOS - della quale presenteremo i risultati - emerge che la Rete è molto presente nell’ambito dell’informazione culturale; il collegamento tra mainstream e media tradizionali è ancora molto rilevante. Ad esempio possiamo fruire di podcast culturali anche grazie alla notevole diffusione e condivisione proprie dei social network. Questo ci fa capire che arriviamo alla fruizione di contenuti culturali attraverso l’informazione nel contesto digitale”.

Festival del Giornalismo Culturale di Urbino (FGCult)
Da 10 anni (prima edizione 2013) a Urbino il Festival del Giornalismo Culturale è organizzato dall’Istituto per la Formazione al Giornalismo e dall’Università degli Studi della città ducale ‘Carlo Bo’, con il contributo della Regione Marche e del Comune di Urbino, in collaborazione con la Galleria Nazionale delle Marche e l'Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Urbino. FGCult si propone come osservatorio di riflessione sulla diffusione della cultura e sulla comunicazione culturale, dotata di sempre più molteplici strumenti, spesso digitali.

L'edizione 2022 "Dal Web alla Terza pagina" chiude il cerchio della prima edizione ("Dalla Terza pagina al Web") con ricerche, confronti, testimonianze e lectiones magistrales per una tre giorni di indagine su come oggi la cultura riesca ancora a trovare spazi informativi.

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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-10-2022 alle 10:18 sul giornale del 05 ottobre 2022 - 94 letture

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