Centro Sperimentale di Tartuficoltura di Sant'Angelo in Vado, Biancani: "Non va indebolito ma rafforzato"

tartufo 3' di lettura 14/10/2022 - In Regione si discuteranno delle modifiche alla legge regionale che regola la raccolta e la produzione del tartufo che rischiano di indebolire la qualità della filiera del tartufo. La Giunta Regionale ha proposto frammentare il Centro Sperimentale di Tartuficoltura di Sant’Angelo in Vado, aprendo una sede ad Amandola, e di escludere i rappresentanti dei Comuni marchigiani dal Tavolo regionale permanente di filiera sul tartufo.

Mi sembra che si tratti di scelte non condivise con i principali Comuni legati al tartufo, su cui mi auguro si apra un confronto per una maggiore riflessione.

Il Centro Sperimentale di Tartuficoltura regionale di Sant’Angelo in Vado è un’eccellenza che dà valore a tutta la filiera del tartufo marchigiana e promuovere a livello nazionale l’immagine della nostra regione come zona pregiata di produzione.

Il centro che nacque quaranta anni fa come un’eccellenza in grado di far ricerca sulle tecniche di tartuficoltura e aiutare la produzione del tartufo in tutta la Regione, soffre già di una carenza di personale e risorse che ne hanno limitato il funzionamento e gli standard di eccellenza a cui potrebbe tendere. Dobbiamo evitare di disperdere risorse economiche, personale e competenze aprendo sedi qua e là. Risorse e personale che dovrebbero essere concentrate nel Centro di Sant’Angelo per garantire i più alti livelli di servizi e ricerca.

Ricordo che il Centro di Sant’Angelo è uno dei pochi enti accreditati a livello ministeriale per lo studio, la ricerca, la sperimentazione e la divulgazione nel settore della tartuficoltura. Svolge svariate funzioni: ricerca e sperimentazione ai fini della coltivazione, controllo e certificazione delle piantine tartufigene dei vivai regionali fondamentali per creare tartufaie produttive.

Si tratta, quindi, prima di tutto di un laboratorio di analisi e ricerca che per funzionare ha bisogno non solo di risorse ma anche di personale adeguato che lavori in gruppo, come avviene in ogni altro settore di ricerca. Frammentare il Centro disperderebbe risorse preziose, peggiorando la qualità dei servizi forniti ai tartuficoltori e al resto della filiera del tartufo marchigiana. Bisognerebbe al contrario aumentare le risorse dedicate ad un servizio così importante che contribuisce alla qualità del tartufo prodotto nelle Marche.

Oltre all’indebolimento del centro di Sant’Angelo in Vado si prevede anche l’indebolimento del Tavolo permanente di filiera sul tartufo della Regione, che ha lo scopo di contribuire a costruire le azioni di promozione e valorizzazione delle attività legate al tartufo nella Marche.

Da questo tavolo si vogliono escluderei rappresentanti delle associazioni dei Comuni (ANCI, UNCEM, Associazione Città del Tartufo), il che è assurdo se si considera quanto i Comuni marchigiani contribuiscano ogni anno alla valorizzazione di questo prodotto e all’immagine del nostro territorio come produttore di tartufi di qualità, sostenendo e organizzando eventi, fiere e mostre conosciute in tutto il paese e sostenendo le attività locali legate a questo prodotto.

Il mondo del tartufo marchigiano va senza dubbio sostenuto perché rappresenta un’eccellenza territoriale che porta molti benefici sia economici che turistici a tutto il territorio ed in particolare nelle aree interne, ma proprio perché si tratta di un’eccellenza, bisognerebbe partire dalla qualità. Escludere i comuni dalla concertazione delle strategie di valorizzazione di questo prodotto e indebolire il Centro Sperimentale Di Tartuficoltura regionale di Sant’Angelo in Vado, vanno in direzione contraria e rischiano di indebolire tutto il mondo che ruota attorno al tartufo, mi auro che la Regione rivaluti le sue proposte in merito.


da Andrea Biancani
Vicepresidente Consiglio Regionale





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-10-2022 alle 19:43 sul giornale del 14 ottobre 2022 - 222 letture

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