Sindaco o podestà?

4' di lettura 14/11/2022 - Il sindaco ci ha comunicato con una e-mail che il Comune avrebbe “urgente necessità” di rientrare in possesso dei locali di via Oddi 11 che ospitano le nostre sedi. Ha così fretta che nemmeno spiega quali siano i motivi, certo non richiesti dal contratto di “comodato precario”, ma di sicuro dal bon ton e dal rispetto per una istituzione culturale.

I motivi che non ci ha esplicitato li aveva comunque resi noti sul “Carlino” del 16 ottobre in chiusura di un intervento sul progetto di riqualificazione previsto dal piano di rigenerazione urbana : «...la Contrada del Monte dovrà andare nel luogo in cui ora si trova l’Istituto Cappellini in via Oddi».

Noi non abbiamo nulla contro le Contrade ma è incredibile che i locali di via Oddi siano gli unici dove la Contrada possa avere la propria sede! Un film già visto tre anni fa, una vera e propria ossessione per il sindaco che ora si sente più forte con le destre al governo e Sgarbi sottosegretario al Ministero della Cultura. Un indizio è il diverso atteggiamento rispetto al 2019 quando ci vennero proposti dei locali alternativi a quelli attuali anche se inadeguati a contenere tutto il materiale bibliografico, emerografico e documentale che necessita di almeno 200 metri di scaffalatura lineare.

Ricordiamo al sindaco che l’Archivio del “Cappellini” il 24 giugno 2019 è stato dichiarato “bene culturale” dalla Soprintendenza Archivistica e Bibliografica dell’Umbria e delle Marche perché «riveste interesse storico particolarmente importante» e che pertanto è «sottoposto alla disciplina del Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n.42 e successive modificazioni». Ne consegue che l’ archivio non può essere né alienato, né smembrato, senza l’autorizzazione della Soprintendenza ed è quindi inaccettabile che il sindaco gestisca in maniera così approssimativa un bene culturale. Mentre la Regione, governata dai suoi alleati, finanzia la Fondazione XXV Aprile per intervenire con un progetto culturale approvato dalla Soprintendenza archivistica sulle carte del Cappellini, egli invece procede con lo sfratto consegnando di fatto all’incertezza la conservazione di quegli stessi documenti.

Dispiace che tutto questo avvenga nel momento in cui, dopo la crisi del Covid, l’Istituto riprende la sua programmazione culturale con una iniziativa fissata per il 24 novembre e mentre è in corso il lavoro degli archivisti per il progetto finanziato dalla Regione Marche che prevede un intervento, non breve, di riordino degli archivi della “Fondazione XXV Aprile” e dell’Istituto “Cappellini” per migliorarne la fruizione e avviare la digitalizzazione dei documenti nella piattaforma “Memorie di Marca”.

È dunque di palmare evidenza che le motivazioni di privare “Cappellini” ed ANPI della sede ottimale di via Oddi, siano quantomeno deboli e non presentino carattere di urgenza e necessità, a fronte delle qualificate iniziative che da decenni “Cappellini” ed ANPI svolgono con dedizione e competenza al fine di custodire e valorizzare la memoria e i valori democratici della città che ha fornito alla Resistenza e alla lotta armata un contributo determinante esprimendo la gran parte dei quadri politici e militari della V Brigata Garibaldi “Pesaro”.

Riteniamo che non possa essere ignorato che il “Cappellini”, presieduto e sostenuto in passato da eminenti studiosi, nonché da autorevoli personaggi del mondo politico e della società civile, abbia fornito dal 1967 ad oggi un ragguardevole contributo alla conoscenza storiografica della Resistenza marchigiana, mediante lo studio analitico dell’identità regionale e la ricognizione sistematica delle fonti archivistiche con il concorso di giovani ricercatori, molti dei quali hanno affrontato poi con successo la carriera accademica.

Non si può inoltre non sottolineare che Urbino è patrimonio dell’umanità e che l’Unesco, nelle Linee Guida per i siti che hanno ottenuto il prestigioso riconoscimento, esplicita con forza l’importanza di valorizzarne il legame comunitario attraverso la cultura e la conoscenza storica.

Chiediamo alle forze politiche democratiche e alle associazioni e istituzioni culturali di sostenere le nostre fondate ragioni ed invitiamo il sindaco a riflettere: un atteggiamento votato all’intransigenza risulterebbe irragionevole col rischio di arrecare un pesante pregiudizio non solo alla ricerca storica, ma all’immagine stessa della città.

Ermanno Torrico (Presidente Istituto “Cappellini”)
Cristiana Nasoni (Presidente Anpi-Urbino)

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da Istituto "E. Cappellini" Urbino
Istituto per la Storia del Movimento di Liberazione





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-11-2022 alle 12:03 sul giornale del 14 novembre 2022 - 196 letture

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