Il vittimismo del sindaco Gambini

istituto cappellini urbino 2' di lettura 22/11/2022 - Il «Carlino» di domenica 20 novembre riferisce che il sindaco Gambini avrebbe una proposta pronta per locali alternativi a quelli di via Oddi che dal 2004 ospitano l’Anpi e il “Cappellini”.

Non abbiamo a oggi ricevuto nessuna proposta da parte del sindaco ma solo l’ingiunzione di lasciare i locali entro dieci giorni e la minaccia di adire alle vie legali. Se poi fa riferimento ai locali a suo tempo proposti di Palazzo Albani Nuovo, abbiamo spiegato fino alla nausea che la proposta è irricevibile non perché facciamo i capricci, ma per il fatto che i locali non sono capienti per accogliere 200 ml di scaffalature indispensabili per la corretta sistemazione e fruizione dell’Archivio, della Biblioteca e dell’Emeroteca come previsto dal Codice dei Beni Culturali. Altre proposte ricevute in passato riguardavano l’ex casa cantoniera, in disuso da decenni, situata di fronte al centro commerciale Consorzio, priva di pavimenti e di impianti e infissi sul retro simili alla casa di Psycho, e alcune stanze della ex scuola elementare di Trasanni dove occorrevano dei lavori e non ottimale per la forte umidità dovuta alla presenza del torrente Apsa e soprattutto perché troppo lontana dal centro della città.

Noi siamo disponibili, come lo siamo sempre stati, a discutere ma non accettiamo diktat da parte del sindaco che prima minaccia lo sfratto e poi si lamenta se ci opponiamo al suo modo di procedere nei confronti di un bene culturale tutelato dallo Stato. Non poteva convocarci prima? Eh no, perché lui è l’ “uomo solo al comando” (ma quello era Fausto Coppi), non ha tempo da perdere, deve accontentare le contrade, alcune solo nominali perché svuotate di abitanti, e curare il suo orticello elettorale. Prova idiosincrasia per documenti e libri, carta straccia per lui, che aveva minacciato di buttare in strada con le sue stesse mani.

Con queste premesse e atteggiamenti come è possibile dialogare con il sindaco? Siamo persone serie ed esigiamo rispetto e il riconoscimento della funzione culturale che svolgiamo in una città patrimonio dell’Unesco. Solo così sarà possibile aprire un dialogo. Il sindaco la smetta con le minacce e di dire bugie condite di vittimismo. Il nostro obiettivo è solo quello di salvare un patrimonio documentale di grande valore che rischia l’alienazione, lo scorporo o di marcire in qualche deposito temporaneo, eventualità assolutamente non consentite dal Codice dei Beni Culturali.

Ermanno Torrico
Cristiana Nasoni


da Ermanno Torrico
Presidente Istituto "E. Cappellini”





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-11-2022 alle 08:48 sul giornale del 22 novembre 2022 - 186 letture

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