Presentato all'Istituto Cappellini il saggio "Gli ebrei italiani nelle Americhe dopo le leggi razziali del 1938"

3' di lettura 09/03/2023 - Interesse e partecipazione da parte del pubblico e un dibattito approfondito e appassionato per la presentazione del saggio di Pietro Rinaldo Fanesi Gli ebrei italiani nelle Americhe dopo le leggi razziali del 1938 organizzata dall’Istituto “Cappellini” lunedì 6 marzo, nel giorno dedicato ai “Giusti fra le nazioni”, tutte quelle persone che a rischio della vita hanno salvato quella di tanti altri dalla Shoah, dai genocidi, dai crimini di guerra.

Nell’introdurre l’iniziativa il presidente del “Cappellini” Ermanno Torrico, dopo avere presentato l’autore e lo storico Alessio Soma, ha sottolineato gli aspetti più originali del saggio di Fanesi risultato di un uso accurato delle fonti e di lunghi soggiorni nel continente americano. Una peculiarità nell’ambito della diaspora ebraica nei paesi dell’America latina, dopo le infami leggi razziali del 1938, trascurata e ai margini della storiografia e di cui l’autore si occupa fin dalla prima metà degli anni Novanta. Torrico ha ricordato infine la presenza nella nostra Università di tre docenti di grande valore come Renato Treves, Cesare Musatti e Isacco Sciaky cacciati dal rettore Ricci, “per ragioni di lato politico”, tra i più solerti tra i rettori italiani ad istituire il nuovo insegnamento di Biologia delle razze umane perché “Spetta all’università - dichiarò in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Accademico 1938-39 - il dovere e l’onore di formare una nostra coscienza razziale salda e profonda”.

Il giovane storico Alessio Soma ha concentrato il suo intervento sulle Leggi razziali del 1938 delineando un quadro chiaro delle origini autonome del Manifesto della razza e delle Leggi razziali rispetto all’antisemitismo nazista. La violenta campagna intrapresa da Mussolini e dal fascismo - senza sottovalutare la spinta derivante dall'isolamento italiano in Europa dopo la guerra d'aggressione all'Etiopia e l'intervento nella guerra civile spagnola a sostegno di Franco - non prova che l’aspirazione ad una alleanza con la Germania dovesse necessariamente passare per un programma antisemita non richiesto da Hitler, per cui la responsabilità delle leggi razziali ricade interamente su Mussolini e il fascismo.

Fanesi nel suo intervento ha quantificato in seimila gli ebrei italiani, appartenenti in larga parte al ceto borghese medio-alto, titolari di cattedre universitarie e insegnanti di scuola, professionisti e intellettuali di grande valore. Quattromila si stabilirono in Sudamerica soprattutto in Argentina, Brasile e Uruguay e duemila in America settentrionale - Canada e Stati Uniti. In Sudamerica gli “umanisti”, in Usa soprattutto gli “scienziati” compresi quelli che chiamati da Fermi parteciperanno al progetto Manhattan.

Un altro aspetto importante sottolineato nell’intervento di Fanesi è il passaggio dal diffuso “a-fascismo” della comunità ebraica italiana all’avversione e, in diversi casi al dichiarato antifascismo dopo le leggi razziali che provocano la spaccatura tra ebrei e fascismo. Ha specificato, tuttavia, che i contatti con l’antifascismo hanno avuto un carattere individuale più che di gruppi organizzati, anche se contatti ci furono, sebbene sporadici, con i Gruppi moderati e Liberal-democratici di Italia Libera in Argentina e Brasile, della Mazzini Society a New York e in Messico, Usa e Canada con l’Alleanza Internazionale “Garibaldi” social-comunista. Una articolazione plurale dell’antifascismo simile a quella che in Italia si strutturerà in maniera meno frammentata con i CLN dopo il 25 luglio e l’8 settembre 1943. Un’iniziativa importante, ha concluso il presidente del “Cappellini”, per diffondere e coltivare una “memoria della salvezza” e promuovere un vero e proprio manifesto contro la rimozione della verità, contro il giudizio bonario sul fascismo e contro i rigurgiti xenofobi e antisemiti. Il tutto analizzato da una prospettiva non solo eurocentrica. Il che non è poco.


   

da Istituto "E. Cappellini" Urbino
Istituto per la Storia del Movimento di Liberazione





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-03-2023 alle 15:59 sul giornale del 09 marzo 2023 - 102 letture

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