Discarica di Riceci, "La subordinazione della politica locale nei confronti di MMS non è più tollerabile"

discarica riceci 3' di lettura 31/05/2023 - Dalle più recenti vicende che hanno coinvolto MMS, ovvero quella dell’aumento sconsiderato delle indennità e quella della discarica di Riceci a Petriano, si è evidenziata la forte subordinazione che la politica locale, per volontà o per menefreghismo, ha tenuto nei confronti dei vertici operativi dell'azienda, paghi forse del fatto che MMS gestisca dignitosamente i servizi e che alla fine dell'anno distribuisca un dividendo anche per i comuni (oltre che per Hera).

Questa tendenza per noi di Azione Pesaro-Urbino non è più tollerabile. Gli enti locali, comuni e provincia, hanno due strumenti per esercitare il dovuto ruolo di programmazione e controllo: in primis all'interno dell’ATO, ambito territoriale ottimale che corrisponde al territorio provinciale, dove si approvano gli strumenti di pianificazione dei servizi (come il piano di rifiuti o la programmazione degli investimenti), che significa dove, come e quando realizzare invasi, acquedotti, fognature e impianti tecnologici per i rifiuti, finanziati con una quota parte delle tariffe che tutti noi cittadini paghiamo e con finanziamenti pubblici straordinari.

Il secondo luogo è all'interno dell'assemblea dei soci di MMS, sede nella quale dovrebbero essere decise le strategie aziendali, dove rappresentano la maggioranza delle quote.

Purtroppo la storia di questi ultimi anni ci dice che la struttura amministrativa dell’ATO, nonostante sia un necessario supporto per il decisore politico, non è mai stata rafforzata.

Risulta infatti composta di pochissime unità che si contano sulla punta di una mano e, di conseguenza, questo vuoto è stato occupato dalle aziende che gestiscono i servizi che hanno indirizzato la pianificazione e la programmazione sulla base delle loro valutazioni anche se non sempre corrispondono agli interessi generali dei comuni e dei cittadini.

La priorità, secondo noi di Azione Pesaro-Urbino, è quindi quella di riappropriarsi della funzione propria di indirizzo che la legge attribuisce ai comuni potenziando l’ATO sia nell’autorevolezza politica che nella struttura tecnica. Si tratta di interventi assolutamente necessari poiché incombono decisioni fondamentali sui rifiuti e sulle risorse idriche.

Il secondo aspetto su cui intervenire è quello della struttura dell'azienda: vanno rinegoziati i patti parasociali, essendo necessario un maggiore equilibrio tra le deleghe e le funzioni dell'amministratore delegato nominato dalla parte privata (visto che HERA è un SPA) e quello del presidente che rappresenta la parte pubblica.

Occorre inoltre rivedere anche il rapporto tra le quote del privato e del pubblico che all’oggi corrispondono al conferimento iniziale, all’atto della costituzione dell'azienda, valorizzando gli investimenti fatti in tutti questi anni nelle opere infrastrutturali, funzionali ai servizi pubblici locali, con denaro pubblico proveniente dai cittadini attraverso la quota parte delle tariffe e con finanziamenti pubblici.

Vanno poi rivisti i pesi all'interno della quota pubblica, in quanto allo stato attuale l'aspetto predominante sotto il profilo economico, determinando le entrate dell’azienda, è il numero di utenti del servizio per comune, di fatto rispetto ai conferimenti originali che sono ormai marginali, il criterio degli utenti è anche più corretto sotto il profilo sociale.

Anche in funzione dell’esigenza di un ruolo più incisivo degli enti pubblici corrispondente agli interessi generali della popolazione, come Azione Pesaro-Urbino, chiediamo fin da subito ai membri del CDA espressione degli enti locali e agli enti stessi, di chiedere la revoca dell’accordo con il privato per la discarica di Riceci a Petriano che, oltre a non essere prevista da nessun strumento di programmazione e mai discussa nell’Assemblea dell’ATO rifiuti e dall’Assemblea dei soci di Marche Multiservizi, andrebbe anche a ledere l’immagine del territorio sorgendo tra una città Unesco come Urbino e uno dei borghi più belli d’Italia come Montefabbri. Pertanto riteniamo questa scelta sbagliata anche sotto un profilo ambientale oltre che esclusivamente presa per uno scopo finalizzato a un mero business commerciale.


   

da Azione
Pesaro e Urbino





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-05-2023 alle 00:15 sul giornale del 31 maggio 2023 - 246 letture

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