Gambini, recita a soggetto

4' di lettura 23/02/2024 - È noto che la recitazione a soggetto sia una delle tecniche teatrali più difficili perché non c’è un copione dettagliato e spesso serve l’improvvisazione. In Questa sera si recita a soggetto, Pirandello mette in scena l’autoritarismo del regista di teatro. Ecco, è sufficiente, nella fattispecie, sostituire al teatro il Consiglio comunale o la Commissione parlamentare di inchiesta sulle eco-mafie e il gioco è fatto.

Devo ammettere che in entrambi il sindaco Gambini si è rivelato un attore di razza ed ha espresso tutto il peggio della sua concezione proprietaria dell’Istituzione comunale e tutto il meglio della recita a soggetto.

Il primo atto è andato in scena nel Consiglio comunale del 19 febbraio nel corso della discussione dell’odg illustrato dal capogruppo del PD relativo all’area archeologica di Canavaccio sulla quale la Imab Group, peraltro proprietaria del terreno, intende realizzare un sito industriale, ma disposta a rinunciarvi se la VAS (Valutazione Ambientale Strategica) dovesse ravvisare nel sottosuolo la presenza di un’area archeologica da indagare per qualificarne l’importanza come richiesto dalla Soprintendenza archeologica. Il capogruppo del Pd, Lorenzo Santi chiedeva quindi di riconsiderare la variante al PRG per Canavaccio e di trovare per l’Imab un sito alternativo privo di vincoli e protestava con il sindaco che sosteneva che un consigliere non può intervenire in un procedimento in corso, mentre trattandosi di un atto pubblico è consentito e doveroso.

Prima dello scontro con Santi aveva inscenato una prolungata e vittimistica lamentazione condita di recriminazioni fuori tempo e fuori argomento: «non ci sono aree da destinare allo sviluppo industriale» - ha detto - quasi gridando per ricadere nell’ossessione di Riceci e affermare che quelli che contestano la discarica dovrebbero provare “vergogna”. Lasciamo perdere la proprietà di linguaggio ma il tono è stato poco istituzionale. Un comizio in piena regola: ha rivendicato per sé e la sua parte politica il merito per il riconoscimento di Urbino capoluogo contraddicendo quello che aveva detto prima che il merito era stato di tutti.

In sintonia con la sua definitiva involuzione politica di destra-destra ha tessuto l’elogio sperticato del Governo Meloni: «Questo è un governo - ha detto - che dice di fare le cose e le fa, non come quelli che raccontano le favole! Vergognatevi! Avete bloccato lo sviluppo della città. (…) Ho parlato con la presidenza della Regione e con tutti i ministri. Adesso si avvicinano le elezioni e sono diventati tutti fascisti ». Addirittura ha rispolverato l’accusa alle opposizioni di avere a suo tempo impedito di realizzare le quattro corsie per la bretella Bivio Borzaga-Conce cancellate da «un ministro dei beni culturali» (il ministro allora era Antonio Paolucci, mica pinco pallo, ndr), e di avere bloccato per anni la realizzazione del polo industriale di Ca’Guerra. Insomma un po’ Masaniello e un po’ la voce del padrone dentro i panni dell’imprenditore di successo che non vuole ostacoli di alcun tipo ad intralciare la sua marcia trionfale.

Il secondo atto è andato in scena nell’audizione di fronte alla Commissione parlamentare. Ha parlato sempre a braccio relazionando i commissari sulla discarica di Riceci e rispondendo per circa un’ora alle loro domande. Lo ha fatto in questo caso scegliendo il basso profilo. È apparso un po’ emozionato, contratto nel suo abito di buon taglio, per l’atmosfera solenne che suscita Palazzo San Macuto, situato tra la piazza del Pantheon e Montecitorio. Dunque niente panni del mattatore come gli capita in Consiglio comunale. Ha sostenuto che Riceci, «tristemente nota, non ha alcuna opacità (…), l’hanno chiesta i sindacati e gli imprenditori, se non deve essere Riceci dobbiamo farla da un’altra parte». Opacità che invece hanno riscontrato i commissari per la vaghezza del sindaco sulla scelta della società “Aurora”, le opzioni imprenditoriali di Mms e il comportamento della Provincia. Alle strette, anche perché gli è stato fatto notare che il Consiglio comunale di Urbino aveva votato all’unanimità un odg contrario alla discarica di Riceci, si è rifugiato nelle assertività e nelle minacce grottesche contro chi si oppone al progetto: «Mms è un gioiello»; «Mi riservo di querelare chi dice che questa discarica è progettata sotto i torricini di Urbino perché la distanza in linea d’aria dalla città è di 8 km e mezzo e quella stradale di 12». In chiusura poi segnala un ridicolo scoop: le colline del famoso spot promozionale della Regione Marche che aveva per testimonial Dustin Hoffman, non erano quelle di Riceci, come si dice, ma quelle di Forquini. Boom! Ma Forquini è solo un po’ più a nord, all’incirca un km o poco più in linea d’aria da Riceci, un paesaggio collinare che costituisce un continuum altrettanto armonioso. Piccole miserie. Ma a questo punto meglio calare il sipario in attesa della prossima recita.


   

di Ermanno Torrico





Questo è un articolo pubblicato il 23-02-2024 alle 17:04 sul giornale del 23 febbraio 2024 - 1074 letture

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