"La tutela del nostro ospedale e della sanità territoriale non si difende a parole, ma con i fatti"

3' di lettura 12/04/2024 - In merito ai servizi sanitari della città il candidato Gambini e la sua giunta sono incorreggibili. Alcune settimane fa hanno sfilato per i corridoi dell’ Ospedale di Urbino per incontrare il personale sanitario in vista delle elezioni amministrative di Giugno, gli stessi sanitari che egli stesso e la sua giunta hanno abbandonato negli ultimi 10 anni.

In queste settimane sono stato sempre tra la gente ed i pareri sulla presenza e l’azione del candidato Gambini rispetto alle criticità della città sono ovviamente i più disparati. C’è un sentimento però che unisce tutti: il malcontento e la delusione per la gestione dei servizi sanitari.

Le criticità riscontrate sono tantissime, dalle interminabili attese al pronto soccorso, alla drastica riduzione dei posti letto in medicina che, negli ultimi 10 anni, sono passati da quasi 60 a 35 e motivo per il quale i pazienti stazionano giorni in pronto soccorso prima di ricevere un posto letto.

Nello stesso reparto segnaliamo che sono più di 6 anni che manca il Direttore.

Per non parlare dei servizi territoriali, totalmente insufficienti o della mancanza dell’atto aziendale dell’ AST PU a quasi 2 anni dalla sua istituzione, mancanza che costringe l’azienda sanitaria a navigare senza bussola.

In questo contesto ciò che fa più rumore è il silenzio del candidato Gambini. Quali battaglie per difendere i servizi sanitari della città?

Il 13 Gennaio 2016 si incatenarono davanti all’ospedale di Sassocorvaro per protestare contro la riduzione dei servizi imposti dal decreto ministeriale 70, il cosiddetto Decreto Balduzzi.

Ci chiediamo dov’è stato il Sindaco di Urbino in questi 10 anni, perché non si è incatenato anche davanti all’ospedale di Urbino per protestare contro il depauperamento dei servizi, perché ha permesso che l’8% degli urbinati negli ultimi anni abbandonasse il pronto soccorso prima di ricevere le cure a causa delle lunghe attese?

Il Sindaco di una città ha il dovere di portare avanti un’azione politica di difesa e sviluppo dei servizi sanitari del proprio territorio, come accade in altre realtà del nostro entroterra.

Gli urbinati hanno delle possibilità, scegliere chi si impegna e non molla di un centimetro sui servizi sanitari, difende i servizi ospedalieri e territoriali di Urbino ad ogni costo.

Per la coalizione “La città che verrà” il servizio sanitario deve rimanere Pubblico e su questo principio costruiremo le proposte che chiederemo ai cittadini di votare e per le quali ci batteremo, a partire dall’ apertura della medicina d’urgenza, essenziale per decongestionare il pronto soccorso ed evitare ai cittadini le nottate in barella, fino ad arrivare all’ infermiere di quartiere per rendere capillare in tutte le frazioni l’assistenza sanitaria.

Il primo atto in materia sanitaria in caso di elezione sarà l’istituzione degli Stati Generali della salute di Urbino e dell’entroterra, un organismo di confronto con i professionisti sanitari, istituzioni sindacati e cittadini, uno spazio di confronto che aiuterà il sindaco e la giunta ad orientare le politiche sanitarie : è tempo di ascoltare coloro che tutti i giorni, con coraggio ed impegno, tutelano la nostra salute.


   

da Coalizione "La Città che verrà"
Coalizione a sostegno di Federico Scaramucci Sindaco







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-04-2024 alle 21:01 sul giornale del 12 aprile 2024 - 104 letture

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