Medici a gettone, Biancani: "Rinviata la mia proposta per l'equità retributiva con il personale pubblico"

4' di lettura 23/04/2024 - "Basta con il far west delle esternalizzazioni e con i compensi triplicati. Per questo motivo ho presentato sei mesi fa una proposta sull'equità retributiva tra medici a gettone e personale pubblico, ma la discussione è stata volutamente rinviata dalla maggioranza, un atteggiamento assurdo e fuori dalla realtà".

È il commento di Andrea Biancani (Pd) dopo il rinvio della sua proposta di deliberazione alle Camere che chiede un intervento legislativo sul ricorso al personale sanitario esterno. "La proposta, ferma in Commissione sanità da ottobre, in base al Regolamento è stata iscritta d'ufficio all'ordine del giorno della seduta del Consiglio, ma la maggioranza ha votato il rinvio in commissione, siamo al punto di partenza. Un'occasione persa, perché questo testo sarebbe potuto diventare un punto di riferimento anche a livello nazionale, tanto che mi chiedo come mai fino ad oggi il Parlamento non abbia legiferato definendo un'unica tariffa a livello nazionale, equiparata a quella del servizio pubblico. Evidentemente, nonostante i milioni di euro spesi per i medici a gettone, per la Regione, e non solo, non è un tema urgente. È incredibile che non si riesca neppure ad approvare una proposta di legge alle Camere per arginare il ricorso al personale medico esterno negli ospedali ".

Il testo contiene disposizioni per arginare il ricorso ai medici a gettone e garantire, a parità di prestazioni lavorative, equità retributiva con il personale medico e infermieristico assunto dal Servizio sanitario nazionale. "Siamo di fronte ad un vero e proprio sistema fuori controllo, con compensi triplicati. L'unica strada è ampliare le assunzioni a tempo indeterminato, riconoscere aumenti retributivi e migliorare le condizioni di lavoro del personale medico negli ospedali pubblici".

La proposta di deliberazione, sottoscritta anche dal Gruppo Pd, chiede di stabilire per i medici gettonisti la stessa retribuzione del personale pubblico. "Sono pochi articoli - entra nel merito Biancani - che vanno a modificare il Decreto 34, noto come Decreto Bollette. Già nel testo originario del marzo 2023 il tentativo del governo di regolarizzare il ricorso al privato era stato timido, poi a maggio, con gli emendamenti e la conversione in legge, le maglie si sono allargate, ampliando addirittura la possibilità di coprire con il personale esterno la carenza di organico non solo nei servizi di emergenza e urgenza, ma in tutti i reparti. Appare per questo ancora più urgente definire una tariffa equa".

Nel testo da inviare al Parlamento si prevede, limitatamente alla spesa che grava sugli esercizi 2024, 2025 e 2026 e in deroga ai vincoli previsti dalla legislazione vigente in materia di spesa del personale, l’indizione di procedure concorsuali di personale sanitario a tempo indeterminato. "Proponiamo di superare il tetto di spesa per bandire un maggior numero di concorsi per le assunzioni stabili. Oggi i pochi concorsi banditi sono per posti a tempo determinato, poco attrattivi per i medici e insufficienti a risolvere stabilmente la carenza di personale ormai cronicizzata. Nello stesso triennio, chiediamo che la tariffa oraria e le condizioni retributive del personale gettonista non siano differenti da quelle di un infermiere o di un medico neo assunto, prendendo come riferimento il contratto collettivo nazionale del comparto sanità pubblica attualmente in vigore. Inoltre è importante riconoscere più risorse anche per il personale dipendente disponibile ad allungare il proprio orario di lavoro e a coprire turni extra in caso di carenza".

"I medici esterni sono liberi professionisti pagati a ore, che svolgono le prestazioni indipendentemente dalla loro specializzazione, non arruolati mediante procedura concorsuale. Spesso sono neolaureati, pensionati o professionisti che lavorano a chiamata attraverso cooperative o società esterne, tra essi figurano anche ex dipendenti del Servizio sanitario nazionale che si licenziano per ripresentarsi in veste privata, molto più vantaggiosa da un punto di vista economico e per qualità della vita. D'altra parte i dati parlano chiaro, nel 2021 il numero di medici che ha abbandonato gli ospedali pubblici in Italia ha segnato un +39%. Questo dipende da condizioni di lavoro insostenibili e forti carichi di responsabilità, a fronte di stipendi nettamente più bassi rispetto alla media europea. Se davvero vogliamo arginare la fuga dei medici, rendere nuovamente attrattiva questa professione ed evitare che la sanità sia sempre più orientata verso un modello semi-privatistico, dobbiamo aumentare le retribuzioni, migliorare le condizioni lavorative dei nostri medici ed eliminare o quanto meno ridurre notevolmente il reclutamento di medici a gettone, pratica ormai radicata in gran parte delle strutture delle Marche".


   

da Andrea Biancani
Consigliere Regionale 





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-04-2024 alle 21:05 sul giornale del 23 aprile 2024 - 56 letture

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