"Salviamo Santo Stefano di Gaifa dalla cementificazione"

santo stefano di gaifa 3' di lettura 20/05/2024 - A Canavaccio, con la minaccia di un nuovo insediamento industriale nella zona di S. Stefano di Gaifa - sulla quale Sindaco, Giunta e Consiglio Comunale hanno chiesto la Variante al PRG che la tutelava come area verde -, si è determinato un nuovo scollamento tra governo della città e comuni cittadini.

Non sono servite a nulla, finora, le proteste di cittadini, associazioni, comitati locali, forze dell'opposizione in Consiglio Comunale: sindaco e Giunta si mostrano molto più sensibili agli interessi dei pochi, ma potenti, dei poteri forti della città, rispetto alle esigenze della maggioranza schiacciante dei loro amministrati.

Ma il sindaco e e i consiglieri comunali sono espressioni dei cittadini o dei potentati della città?

Anche questa vicenda, come altre in precedenza, testimonia che i cittadini diventano interlocutori solo per carpirne il consenso con promesse demagogiche e con qualche intervento di cosmesi dell'ultimo minuto prima del voto, spesso inutile e talvolta superfluo e dannoso.

Già con una relazione del 29 settembre 2022, la Sovrintendenza Archeologica delle Marche aveva espresso parere inequivocabilmente negativo alla richiesta di Variante in insediamento industriale. Ecco il testo, che riproduciamo nella sua interezza nella parte più significativa perché chiara e inequivocabile per la sua evidenza. Solo chi non vuol ascoltare e vuol procedere con una decisione già presa a priori, e senza il consenso dei residenti, può ostinarsi nel perseguire contro tutto e contro tutti.

"Considerato il vincolo di tutela paesaggistico che insiste in parte sull'area tutelata per legge, - recita la relazione della Sovrintendenza - che è volto prevalentemente alla tutela dei caratteristici aspetti naturalistici e morfologici del fiume Metauro, ritenuto di dover esprimere una sostanziale valutazione negativa sulle previsioni della variante in relazione agli obiettivi della tutela paesaggistica in quanto l'intervento se realizzato comporterebbe una totale manomissione del contesto avente connotazione agricola, alterando in maniera significativa i caratteri paesistico ambientali del sito attualmente non interessato da insediamenti antropizzati (.....) si ritiene pertanto di assoggettare alla Vas la variante al Prp al fine di valutare soluzioni alternative meno impattanti e maggiormente relazionabili con gli insediamenti produttivi esistenti. Questa Sovrintendenza evidenzia come l'area individuata ricada entro una zona di elevato e diffuso rischio archeologico stante l'individuazione in località Canavaccio di sepolture preromane, di fornaci romane e di ulteriori frequentazioni antiche. L'elaborazione del documento di rischio archeologico è da ritenersi necessaria indipendentemente dall'assoggettibilità o meno della stessa Vas".

Netto e chiaro il parere della Sovrintendenza, dunque. Non necessita di ulteriore commento o aggiunta. Allora perché un'amministrazione che tra l'altro è a fine mandato va avanti a testa bassa nonostante l'opposizione dei cittadini?

Le vicende del Biodigestore di Canavaccio e della discarica di Riceci non hanno insegnato nulla a questo sindaco e alla sua Giunta?

Ancora una volta ci si schiera dalla parte dei potenti, dei poteri forti, contro gli interessi dei comuni cittadini, della tutela ambientale e del rispetto della storia del luogo. Con il rischio di creare danni a probabili e quasi sicuri reperti archeologici.

Con questo non vogliamo dire no allo sviluppo delle imprese del territorio. Nella fase storica attuale, in cui la questione ambientale è diventata l'aspetto predominante, riteniamo però, come del resto ha chiesto l'opposizione in Consiglio Comunale, che si debba procedere con una disamina di lotti edificabili previsti per quella zona nel Prg e che sia necessario utilizzare capannoni dismessi, per evitare ulteriore consumo di suolo e ulteriore cementificazione.

Abbiamo già cementificato ed edificato oltre ogni limite di sopportazione per la nostra Madre Terra, pagandone ogni volta le conseguenze in caso di eventi climatici estremi. Urbino ha bisogno della valorizzazione del suo territorio, delle sue bellezze naturalistiche e architettoniche, dei suoi siti archeologici, non di nuovi e inutili scempi.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-05-2024 alle 21:04 sul giornale del 20 maggio 2024 - 234 letture

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