La Giunta Acquaroli vara il calendario venatorio in funzione elezioni europee

Cacciatori 3' di lettura 06/06/2024 - Nei giorni scorsi la Regione Marche ha approvato (seconda Regione in Italia in ordine di tempo e con largo anticipo rispetto agli anni passati) il proprio Calendario venatorio 2024/2025, dopo il via libera ricevuto da parte del Governo Meloni sull'inserimento della Tortora come specie cacciabile, con 2 giornate in pre-apertura a partire dal 1 Settembre, malgrado la Commissione Europea e l'Ispra avessero invece indicato di escluderla, essendo la specie in forte declino numerico.

Oltre alla Tortora, è stata riconfermata fra le specie cacciabili anche la Moretta, nonostante l’Ispra ne raccomandasse l’esclusione, in quanto facilmente confondibile con la rarissima Moretta tabaccata.

Altre “forzature” introdotte dalla Giunta Acquaroli sono state il prolungamento del limite di caccia a turdidi e beccaccia, riportato al 30 Gennaio e la conferma delle 5 giornate di preapertura ad anatidi e colombaccio, disattendendo in questo caso i “Key Concepts” europei, che stabiliscono i periodi di riproduzione e di migrazione pre-nuziale degli uccelli.

È evidente come il perfetto tempismo e la fretta di inserire tutte queste "regalie" in favore dei cacciatori, alla vigilia delle elezioni europee, abbiano come unico scopo quello di “tirare la volata” ai candidati marchigiani di destra alle elezioni europee, tra i quali, guarda caso, troviamo infatti il cacciatore Mirco Carloni della Lega, già Vice Presidente ed Assessore regionale ad agricoltura e caccia, ed ora Presidente della Commissione Agricoltura alla Camera. Ma forse non tutti sanno che Carloni è anche il co-firmatario della famigerata PDL di modifica alla Legge 157/92 ribattezzata "Legge Sparatutto", presentata dal leghista/cacciatore Bruzzone e che il governo Meloni ha infilato furbescamente nel DDL Agricoltura, già approvato e firmato da Mattarella, per evitare che la stessa potesse essere discussa e magari “migliorata” dal Parlamento e che entrerà in vigore a luglio!

Le modifiche introdotte da questa “Legge Sparatutto” prevedono: l’eliminazione del limite della chiusura della stagione venatoria, la caccia agli uccelli in migrazione pre-riproduttiva, la creazione di “Istituti regionali per la caccia” che sostituiranno di fatto il parere scientifico ed imparziale dell'ISPRA, il calendario venatorio quinquennale emanato con legge e dunque non più impugnabile dalle associazioni ambientaliste ed animaliste, la caccia 7 giorni su 7, con la sparizione del silenzio venatorio e del limite di 3 giornate di caccia settimanali, il mantenimento della licenza di porto di fucile per chi pratica il bracconaggio in periodi vietati ed una sanatoria per i bracconieri che trafficano illegalmente i richiami vivi per la caccia alla migratoria, la caccia sui valichi montani interessati dalle rotte migratorie degli uccelli, ove per legge dovrebbe esserci il divieto di caccia ecc…

Una proposta, quindi, che va apertamente in contrasto con tutte le Direttive Europee sulla tutela degli animali e della biodiversità e che quindi esporrà inevitabilmente l'Italia a numerose procedure d'infrazione, ma che va anche contro i dettami dell’articolo 9 della nostra Costituzione, che comprende i principi della tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni.

Tornando infine al Calendario venatorio Marche, come LAC, insieme alle altre associazioni ambientaliste della Regione, finché potremo farlo, ricorreremo al TAR e in ogni sede legale, per far rispettare i principi giuridici indicati sia dalla nostra Costituzione che dalle varie Direttive Comunitarie!


   

da Danilo Baldini
Delegato LAC Marche





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-06-2024 alle 17:24 sul giornale del 06 giugno 2024 - 74 letture

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