Gambini come Perelà?

1' di lettura 07/06/2024 - Il voto disgiunto è ammesso per i comuni sopra i 15 mila abitanti ma per il Comune di Urbino si applica quanto previsto per i comuni capoluogo di provincia.

Un’anomalia che ha già prodotto perplessità e ricorsi. Altro è il discorso, che qui interessa, dell’uso strumentale del voto disgiunto che potrebbe creare la crisi della rappresentanza democratica e indurre al voto di scambio. Ancora di più se si invitano pubblicamente gli elettori, come ha fatto il sindaco Gambini, a esercitarlo su vasta scala arrivando a dichiarare sul “Carlino” di oggi, 7 giugno, che «questo sistema elettorale permette anche il voto disgiunto, ossia l’elezione diretta del sindaco».

Due righe in cui sono condensati la paura di perdere, l’esasperata personalizzazione del confronto politico e l’inganno plateale di far credere che l’elezione diretta del sindaco, prevista dalla legge elettorale, sia collegata al voto disgiunto su cui molto è stato detto e scritto. Personalmente, anche se consentito, lo considero immorale e fonte di inquinamento della rappresentanza, ma questo per Gambini, evidentemente non è un problema.

Ormai ha gettato la maschera e assomiglia sempre più a Perelà, un uomo fatto di fumo, che non è niente, è solo fumo, mai portatore di un’idea o di un pensiero. Farà la fine di Perelà e del suo codice che dopo avere attraversato per l'ultima volta la città tra gli sputi e gli insulti della folla, attraverso il camino, scompare nel cielo sotto forma di una nuvola di fumo?


   

da Ermanno Torrico
Candidato di Sinistra per Urbino





Questo è un articolo pubblicato il 07-06-2024 alle 17:32 sul giornale del 07 giugno 2024 - 224 letture

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