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Un cartello di divieto è una proibizione, un impedimento imposto da chi ne ha potere. Questo pittoresco cartello, mi riferisco a quelli stradali ed in particolare a quelli cittadini, tende in tutto il mondo a condizionare la libertà del singolo, suggerendogli tuttavia comportamenti più corretti e funzionali per evitare pericoli anche di natura estetica. Sostanzialmente sono cartelli antipatici. Come ogni cosa che ci obblighi ad una disciplina.



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Sai Paolo, è triste commemorarti difronte a nessuno. Più triste ancora commemorarti in un solo giorno di calendario sgradevole di solitudine. Ma ormai si è sparsa la voce che nessuno debba renderti a te stesso ed offrirti un cencio di memoria.


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Grazie al cemento ed all’asfalto, basamenti cari al Sindaco di Urbino, in Italia nel 2021 si sono persi più di 2 metri quadrati al secondo di suolo. Ovvero una media di 19 ettari al giorno.


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C’è una macchina di traverso difronte alle Poste di Urbino. Ne ostruisce l’ingresso. Altre sono parcheggiate ad incastro tutt’intorno. L’ultima è a filo del muro che impedisce l’impostazione negando così un pubblico servizio. Questa immagine quotidiana è una videoconferenza sullo stato della Città.


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Ha detto che abitualmente andava a correre sulla Cesana. Ha detto che non gli è più possibile perché il Sindaco ha asfaltato dappertutto ed ora per il caldo le scarpe affondano in quella pece nera e l’ansimo del respiro viene strozzato dalle esalazioni sgradevoli di catrame. Ha confessato che le cose non vanno bene in Urbino. Che nessuno si muove. Nessuno reagisce. Nemmeno l’opposizione. E che spera di andarsene, stanco di assistere alla veglia funebre della Città. Poi ha preso per Cà Corona senza voltarsi.


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Raramente entro in Città. Urbino per me, non è più l’erotico posto dove stare. Nemmeno più quel luogo protetto dentro le mura dove sorbire un caffè e magari rollarsi una sigaretta in compagnia di qualcuno o di una cordiale solitudine.


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Mi è stata recapitata questa foto. La breve dicitura che l’accompagna spiega che l’auto non è in sosta per una commissione urgente. Piuttosto per l’indebito ed irrevocabile possesso, diurno e notturno, da parte di un signore che ritiene il passaggio pedonale, immeritatamente suo.


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Ci sono diversi modi per dire menzogne. Uno di questi è dire la verità. E la verità è che Urbino per quanto incompleta è per certo rilassante e soddisfacente.


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Urbino era anche paesaggio inviolato. Assorto e subacqueo nel suo silenzio infinito. Dolce ed inamovibile. La sua forma pareva nelle giornate di vento allontanarsi ed avvicinarsi in un abbraccio mischiato tra passato e futuro. Incessante ed irrevocabile nel suo volume. Più pensato che visto, come succede ai paesaggi di Cezanne.


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Alcuni Camper hanno passato la notte di Pasqua parcheggiati sotto i Torricini, lungo le mura. Siamo arrivati a questo. Il Sindaco, con una disposizione deplorevole e contraria, aveva pensato bene di spegnere le telecamere per aprire la Città al traffico durante la settimana Santa, aggiungendone altro a quello formicolante ed insensato solito.


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Il Sindaco di Urbino ha deciso di liberare la Città dai noiosi ripiegamenti tormentati e malinconici del Rinascimento. Ovvero da quel vecchiume di angosce ed insoddisfazioni che quella straordinaria civiltà culturale ed artistica gli hanno procurato grazie alla sua scarsità o meglio rudimentale sensibilità rispetto a quel mondo. Dunque ha deciso di rompere col passato. Nobilitando la Città con nuove forme di vita per proiettarla verso un “futurismo” alla Marinetti.


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Uno spettacolo esilarante, grottesco quanto audace si è consumato nella Piazza centrale di Urbino la mattina di Giovedì, dove il vice Sindaco Guidi è riuscito a mettere in piedi una messinscena di alto valore teatrale difronte ad una decina di pensionati. Uno spettacolo di devianze e di forzature adattate, diffuse da questo uomo cangiante, buono per tutti e per tutte le stagioni che da trent’anni si fa lo stipendio amministrando la Città.


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La foto evidenzia lo stato di degrado del Liceo Baldi. La scuola che il Sindaco vorrebbe abbattere. La Scuola di cui è proprietario come Comune con l’obbligo di curarne il decoro assieme al Dirigente Scolastico che dovrebbe custodirne la dignità con l’attenzione del buon padre di famiglia.


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A Pesaro andrà un milione di euro per essere stata nominata Capitale Italiana della Cultura per il 2024. Più una certa ricaduta di immagine e di turismo che non guastano. Nell’anno in corso tale nomina è stata assegnata a Procida. Bergamo e Brescia lo saranno per il 2023. Con quel milione il Sindaco di Pesaro ha promesso di arricchire ulteriormente la Città di “valori, di esperienze, di colori e suoni fondati sulla bellezza e sulla cultura del fare”.


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È la pagina di un giornale locale a fare opinione in Urbino. Una pagina di un giornale che dovrebbe essere di informazione ed invece si rivela come foglio politico, sempre a sostegno dell’Amministrazione cittadina e sempre ostile ad ogni accoglienza critica.


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Anche i rumori sono cambiati. Più diffusa la tendenza a tracciare evidenti segni di trascuratezza. Spento quel colore locale che tingeva e caratterizzava l’espressione naturale della Città: il dialetto, le abitudini, il saluto dalla mattina alla sera, la gente amica con le raccomandazioni di custodire la salute. Non è rimasto niente dentro le mura. Nulla di quello che era stato costruito. Non è rimasto nessuno.


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l 2 di Ottobre del 1955 il Sindaco di Firenze Giorgio La Pira affermava che "Nessuno, per nessuna ragione, ha il diritto di sradicare le Città dalla terra dove fioriscono. Esse sono la casa comune, che va usata e migliorata. Distrutta mai“. Il 28 di Febbraio del 2022, il Sindaco di Urbino in una seduta consiliare reticente ed omertosa, ha deciso di sradicare e distruggere il Liceo Baldi di Urbino a cagione, secondo Lui, della sua bruttezza.