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"Non è con il silenzio, né con la fuga dalle proprie responsabilità che la giunta Acquaroli può lavarsi la coscienza rispetto al danno arrecato a Fabio Ridolfi, a cui il servizio sanitario regionale ha negato il diritto ad accedere al suicidio assistito, nonostante il Comitato etico dell’Asur gli avesse riconosciuto la sussistenza dei quattro requisiti individuati dalla sentenza della Corte Costituzionale Cappato/Dj Fabo".