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"Non è con il silenzio, né con la fuga dalle proprie responsabilità che la giunta Acquaroli può lavarsi la coscienza rispetto al danno arrecato a Fabio Ridolfi, a cui il servizio sanitario regionale ha negato il diritto ad accedere al suicidio assistito, nonostante il Comitato etico dell’Asur gli avesse riconosciuto la sussistenza dei quattro requisiti individuati dalla sentenza della Corte Costituzionale Cappato/Dj Fabo".




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"I casi di Mario e Antonio nei mesi scorsi, e quello di Fabio oggi, dimostrano l’urgente necessità di arrivare a una legge nazionale chiara e senza fraintendimenti, affinché siano eliminate le pieghe presenti nella sentenza Cappato/Dj Fabo in cui, purtroppo, si insinua quella equivoca discrezionalità delle aziende sanitarie regionali che allunga i tempi e il dolore di chi vorrebbe porre fine alle proprie insopportabili sofferenze in maniera consapevole e dignitosa".


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"Fabio ha il diritto di scegliere, e lo Stato deve rispettarlo. Non ci si può rifugiare dietro il paravento della burocrazia per cercare di non esprimersi", commenta così, sulla propria pagina Facebook, il sindaco di Fermignano, Emanuele Feduzi, la vicenda di Fabio Ridolfi, il quarantaseienne immobilizzato da 18 anni a letto a causa di una tetraparesi, che ha scelto di porre fine alle sue sofferenze tramite la sedazione profonda e continua.