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Anche i dati del 2022 del Rapporto Almalaurea confermano l’alto tasso di occupazione per i laureati dell’Università di Urbino: dei 2.725 intervistati, 1563 di primo livello, 778 biennali e 374 a ciclo unico, un anno dopo la laurea il 76% di coloro che hanno scelto Uniurb per i loro studi ha un lavoro, rispetto a una media nazionale che si attesta al 74,6%.


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All’interno del progetto “RailToLand - Collective ideation platform about innovative challenges for communicating European Cultural Landscapes by train” e per l’Anno Europeo della Gioventù, Univpm in stretta collaborazione con la Regione Marche e il Comune di Cagli organizza, nella splendida città marchigiana dell’entroterra pesarese, un workshop, della durata di una settimana, in digital heritage e design thinking, strumenti per la valorizzazione sostenibile del paesaggio, dei territori e dei beni culturali.


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La Campagna Immatricolazioni 2022-2023 dell’Università di Urbino porta i nomi di chi l’ha già scelta per costruire il proprio futuro: Alfredo Anedda, Giorgia Ascari, Chiara Ramadori, Gabriele Antognoli e Grazia Sigismondo sono gli studenti che l’hanno ideata, sotto la guida esperta del Direttore Creativo Paolo Iabichino, insignito il 15 novembre 2021 dall’Ateneo feltresco della Laurea Honoris Causa in Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni.



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Tanto per non perdere il vizio di trasformare tutto in gioco e stupire i creduloni, il “Fatto Quotidiano” riporta la notizia che il nostro pro (o “pre”, se preferite) sindaco Sgarbi, già deputato e sindaco latitante di Sutri, si candida a diventare assessore alla cultura del Comune di Padova, autocandidatura proposta nel corso della presentazione del candidato a sindaco del centro-destra Francesco Pighin che secondo i sondaggi non dovrebbe nemmeno arrivare al ballottaggio con il sindaco uscente del centro-sinistra Sergio Giordani. Ma tant’è.



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Abrogare subito la legge che stabilisce per gli operatori sanitari il numero chiuso nelle Università. In caso contrario, molto presto, l’Italia nel servizio sanitario pubblico non avrà né medici né infermieri per curare ed assistere la popolazione. Una situazione che già è drammaticamente evidente e acutizzata dai due anni di pandemia.